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Analisi

La moda futurista di Laura Biagiotti

La moda futurista di Laura Biagiotti

La regina del cashmere è una delle espressioni più alte del nostro Made in Italy ed è stata una donna di profondissima cultura. La laurea in archeologia cristiana è stata il suo fiore all’occhiello, la passione per l’arte il suo tratto caratteristico. La moda, infatti, non è vanità in passerella, ma performance artistica. La pittura di Giacomo Balla è alla base delle sue creazioni. Il Futurismo, con il colore, il progresso ed il dinamismo, si trasferisce sugli abiti rendendoli unici. Ogni sfilata è sinonimo di libertà e di emancipazione. Non a caso Laura Biagiotti ha adottato il celeberrimo accostamento tra la passerella e la leggerezza di una farfalla. Pensiamo ai suoi abiti impalpabili, leggeri, raffinati ed espressione della ricerca di nuovi mondi e significati. La farfalla, infatti, è emblema della metamorfosi. Il colore è il grande protagonista. Lo spettro è vastissimo e comprende cromie uniche dall’arancio al blu. Il bianco diventa iconico sulle tuniche e sui caftani. Ogni creazione è un inno alla femminilità e la avvolge con le sue morbide linee. La maglieria esalta il raffinato lusso del cashmere creando un’eleganza nobile e semplice al tempo stesso. Il profumo è poi un tratto fondamentale del marchio, è un’essenza da indossare. Il più famoso è Roma, un omaggio alla Capitale ed alla sua inimitabile bellezza. Nel mondo degli accessori Biagiotti, borse e foulard diventano un fattore di distinzione. Questa grande storia è più viva che mai e ci lascia profondi messaggi. È perfetta per iniziare il nuovo anno, augurandoci che possa essere all’insegna della bellezza e della libertà creativa.

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