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L'abbraccio tra Emiliano e Renzi

Il coraggio di guardarsi negli occhi: sempre!

Non vogliamo che siano le tragedie a rivelarci istantanee di umanità di cui sanno essere capaci, non abbiamo bisogno di giorni di dolore e di lacrime per farli incontrare nel decidere di progetti ed opere che possono essere utili anche a scongiurare disastri come quelli di oggi.

Il coraggio di guardarsi negli occhi: sempre!

L'abbraccio tra Emiliano e Renzi

Guardatela attentamente questa foto di Matteo Renzi che abbraccia Michele Emiliano nel giorno della tragedia ferroviaria tra Andria e Corato, «il giorno del dolore e delle lacrime. Insieme alla Puglia e alla sua gente» sottolinea il Presidente del Consiglio nel twittarla. È l'immagine commovente di chi, all'orgoglio che ferisce e divide, sa anteporre il coraggio di guardarsi negli occhi. Con sobrietà, sincerità, concretezza: le virtù che ci piacerebbe fossero esercizio quotidiano della politica, soprattutto di coloro che sono chiamati ogni giorno a decidere del destino delle popolazioni che amministrano. L'arte del comando è risolutezza, determinazione, certo, che si raffina con l'empatia ma si rafforza per la credibilità conferitale dalla coerenza del mettere in pratica quanto si professa, perché «la fede senza le opere è morta» (Giacomo, 2:26). Ed è esattamente questo che chiediamo a due leader come Michele Emiliano e Matteo Renzi: di essere sacerdoti, servitori delle comunità che hanno ricevuto in dono. Non vogliamo che siano le tragedie a rivelarci istantanee di umanità di cui sanno essere capaci, non abbiamo bisogno di giorni di dolore e di lacrime per farli incontrare nel decidere di progetti ed opere che possono essere utili anche a scongiurare disastri come quelli di oggi. Matteo Renzi ha la tempra, peraltro giovane, del risolutore: ha smarrito quella dell'ascolto sincero e del dialogo costruttivo. È ancora in tempo per riconquistare quella dimensione in cui le cose che promette possono accadere, mettendo da parte quell'orgoglio borioso che finisce con l'alzare muri invece di costruire ponti. Ha ragione: oggi è il giorno del dolore e delle lacrime. Insieme alla Puglia e alla sua gente, noi vorremmo però che ritornasse, come ci aveva promesso due mesi fa, per apprezzarne le bellezze e l'operosità che, per esempio, possono manifestarsi nella sottoscrizione, insieme ad Emiliano, dei progetti del Patto per il Sud. Se guardarsi negli occhi diventa uno stile, non una momentanea concessione, allora anche il suo carisma riacquisterà forza tra la gente che sa amare i suoi governanti per l'esempio, prima ancora che per le parole. Come è accaduto oggi.

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