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Dopo il fallito accordo in Prefettura

Ataf, la rabbia dei lavoratori. Rignanese chiede la testa del direttore generale

Ieri sera la protesta vicino al Comune, dove torneranno a montare il gazebo in attesa della autorizzazioni, per chiedere di interloquire con l'amministrazione sul taglio degli stipendi, l'accordo con Ferrovie del Gargano e sul futuro dell'azienda

Le rivendicazioni dei dipendenti vengono sposate dai consiglieri sia di minoranza (ieri, al sit-in, c'era il capogruppo Pd Alfonso De Pellegrino) che di maggioranza: il vice capogruppo consiliare di Forza Italia, Pasquale Rignanese, chiede all'amministrazione comunale di «valutare le condizioni per poter chiedere le dimissioni del direttore dell'Ataf che ha guidato l'azienda fino ad oggi senza aver conseguito nessun risultato utile».

«Intanto, per affrontare con serietà la vertenza Ataf, non si può non tener conto dell'eredità di tale questione incancrenita con la mala gestio delle precedenti amministrazioni - ci dice Pasquale Rignanese -. Con la stessa serietà, poi, occorre cercare di risollevare le sorti di questa importantissima azienda che offre un servizio essenziale alla città. Bisognerebbe convocare immediatamente un tavolo concertativo tra l'amministrazione comunale e tutti i sindacati, e insieme con loro programmare un nuovo piano industriale eliminando ogni genere di spreco, scongiurare il decurtamento dello stipendio ai lavoratori».

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