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Beni culturali

A Stigliano dove l’arte pubblica è un’esperienza di comunità ed espressione di una cultura

L’auspicio del consigliere comunale Gerardo Filippo: «Stigliano da vedere all’aperto, un museo in continua evoluzione»

La redazione del Mattino ha contattato il consigliere comunale Gerardo Filippo, conosciuto come Dino, per conoscere il significato intrinseco e l’impatto culturale di “appARTEngo”, una comunità che ha dato vita a un Festival dell’arte pubblica lungo un mese. Ad agosto e settembre il comune di Stigliano ha ospitato, infatti, numerosi artisti “accomunati da un credo: l'arte permette di essere ovunque, pur restando assolutamente immobili”.

Cosa significa appARTEngo per Stigliano e come nasce il Festival dell'arte pubblica?

«Il progetto appARTEngo nasce da una “sfida” che l’amministrazione comunale e l’associazione Stiglianoeventi (che si è occupata in passato della “Leggenda del drago” e della compagnia teatrale di Stigliano) stanno portando avanti da 4 anni. La sfida è quella di creare una attrazione per Stigliano, nello specifico rendendolo “il paese dell’Arte”, un luogo in cui l’artista locale, nazionale o internazionale si senta a “casa”. Prima siamo partiti con il festival (eventi anche di piazza) poi quest’anno con le residenze artistiche, ma l’auspicio è quello di un arrivo continuo e destagionalizzato degli artisti, che diventino parte della nostra comunità».

In cosa si è differenziato l’evento di quest’anno rispetto alle edizioni passate?

«Da 2 anni la direzione artistica è passata a Alessandro Suzzi, tra i primi artisti a venire a Stigliano, con il quale ormai si è creato un sodalizio forte. E con lui, già dal 2019, il livello degli artisti e delle opere si è alzato. Quest’anno, oltre a differenziare l’edizione le restrizioni anti-Covid che non ci permettono di avere gli eventi di piazza, l’edizione 2020 è caratterizzata dall’arrivo di “nomi della street art”. Non intesa solo come murales e graffiti, ma anche come fotografia, scultura del legno, installazioni di artigiani locali in ferro cemento o terracotta. Gli artisti quest’anno non arrivano insieme come gli anni passati, ma sono scaglionati nell’arco di un mese e mezzo, permettendo forse una maggiore fruizione da parte dei residenti».

Qual è la reazione della popolazione stiglianese a questa "colorata invasione" di opere d'arte?

«L’accoglienza, che da sempre contraddistingue i nostri paesi e la nostra mentalità, è il vero motore del progetto appARTEngo. Stigliano e gli stiglianesi rispondono benissimo alla colorata invasione e tanti artisti, fin dall’inizio, esprimono poi il desiderio di ritornare solo per un saluto o una villeggiatura rigenerante».

Comunità e convivialità costituiscono il senso intrinseco di questo tipo di iniziative. Quale aria si è respirata a Stigliano nel mese di settembre?

«È esattamente questo che vogliamo sottolineare e fortificare, vogliamo creare una simbiosi tra gli artisti e la comunità. Dopo un agosto purtroppo sottotono in tema di eventi per le note vicende, l’estate stiglianese sembra prender vita a settembre, con figure atipiche che si aggirano per i vicoli del centro storico decadente o nelle vie commerciali e residenziali. Puntiamo, insomma, a far diventare “normalità”, consuetudine, la presenza di persone “speciali” che ci dicano che qui c’è tanta bellezza».

Come si è inserito il Festival nella vita del Comune e che impatto sta avendo sull'accoglienza e sul turismo?

«Al momento, a parte sporadiche apparizioni, il festival e il progetto ancora non hanno sortito effetti rilevanti sul turismo. Ma è dopo questa edizione che puntiamo alla creazione del “pacchetto turistico” e della Stigliano da vedere all’aperto: il museo en plen air in continuo evolversi! Si spera anche che si cominci a notare il nostro lavoro a livello di organi regionali preposti alla pubblicità e divulgazione di eventi culturali o turistici».

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