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Cultura

Coronavirus. Il Fai non si ferma: oltre ad una intensa comunicazione online, annunciate le “Giornate all’aperto” previste per il 27 e 28 giugno

Intervista a Lidia Pantone, capo delegazione Fai Potenza e Donatella Acito, Property manager di Casa Noha, unico bene dell'ente in Basilicata, per conoscere i progetti della fondazione in tempo di Covid

Il Fai, Fondo ambiente italiano, si occupa della tutela e della riscoperta del  patrimonio culturale del bel Paese dal 1975, anno in cui si costituì per mano di Giulia Maria Mozzoni Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli. Dal 2013, la guida al timone dell’ente è stata affidata ad uno tra i più conosciuti archeologi italiani: il professor Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali dal 2009 al 2012. Le giornate di primavera sono ormai divenute un appuntamento fisso per gli affezionati delle iniziative Fai, per turisti e visitatori: un week-end che dà l’opportunità unica di visitare luoghi normalmente inaccessibili. L’emergenza sanitaria ha fermato l’Italia e ha di fatto annullato l’evento. Il Fai però non si ferma, ed oltre ad una intensa comunicazione digitale preannuncia la realizzazione delle “Giornate Fai all'aperto” previste per il 27 e 28 giugno. La redazione del Mattino ha raggiunto telefonicamente Lidia Pantone, capo delegazione Fai Potenza e Donatella Acito, Property manager di Casa Noha unico bene Fai lucano, per conoscere i progetti della fondazione in tempo di Covid.

 

È possibile quantificare le perdite a livello economico e soprattutto sociale in questi primi quattro mesi del 2020?

«La perdita economica della raccolta fondi delle tre delegazioni sul territorio avrà sicuramente ripercussioni sulle attività della Fondazione, sebbene gli impegni presi, quali il finanziamento dei luoghi del cuore, non verranno meno. Preme sottolineare il grande valore educativo delle Giornate Fai per le quali ci avvaliamo degli apprendisti ciceroni, studenti di ogni ordine e grado che prestano la loro voce al racconto di luoghi e personaggi spesso dimenticati. Al di là dei capoluoghi di provincia, noi volontari Fai prestiamo il nostro servizio in piccoli borghi in via di spopolamento. Nel nostro piccolo abbiamo aiutato a guardare il territorio con occhi nuovi per riscoprire la straordinarietà dei luoghi perché in Italia non vi sono solo grandi palazzi o città note, ma nella strada accanto c’è una meraviglia da scoprire. Rendiamo orgogliosi i lucani di tesori che spesso tendono a sottostimare. Sono certa che il Fai abbia contribuito a renderli consapevoli che la bellezza c’è, ma spesso è celata e richiede uno sguardo attendo. Penso soprattutto ai ragazzi che frequentano l’ultimo anno di scuola superiore e che presto partiranno per l’Università. Magari proseguiranno gli studi a Firenze con la consapevolezza che non ci sarebbe la cupola del Brunelleschi se nel passato anni non ci fosse stato Pitagora e la sua scuola di matematica e filosofia a Metaponto. Credo davvero che Peppino Impastato abbia ragione, la bellezza è un’arma contro il nichilismo e la rassegnazione “Per sconfiggere la paura e la rassegnazione bisogna educare alla bellezza”».

Le tre delegazioni e la presidenza regionale come hanno reagito alla chiusura forzata della quarantena? Quali sono le iniziative che vengono proposte a livello regionale e nazionale per tenere alta l’attenzione sul patrimonio italiano in questi mesi di quarantena?

«La nostra attività social, a livello regionale e nazionale, è letteralmente esplosa nel periodo di quarantena. La bellezza, l’arte e la natura sono diventate proprio una leva di forza, un motivo per farsi coraggio, per sentirsi uniti e guardare al futuro. Mai come in questo periodo le delegazioni di tutta Italia si sono sentite vicine. La bellezza ha valore sociale fortissimo ed è viva la consapevolezza, citando Paolo Rumiz, che "mai come oggi, ne esce chi sa cantare in coro". Entrando nel concreto delle attività, il 6 maggio c’è stato il lancio del decimo censimento dei Luoghi del cuore, la campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal Fai in collaborazione con Intesa San Paolo. Si tratta del più importante progetto nazionale di sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio che permette ai cittadini di segnalare alla Fondazione attraverso un censimento biennale i beni che meritano tutela e valorizzazione. Terminate le votazioni, il Fai sostiene una selezione di progetti a favore dei luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di 2.000 preferenze. Per questa prima fase, la campagna di raccolta voti sarà gestita via web. Come alcuni già avranno appreso dall’intervista al vice-presidente esecutivo del Fai Marco Magnifico, avrà luogo un’edizione speciale di Giornate Fai, ovvero “Giornate Fai all'aperto” previste per il 27 e 28 giugno. Si tratta di un evento dedicato esclusivamente alle aree verdi e richiederà una particolare attenzione nell’organizzazione: rigorosamente in spazi aperti, solo su prenotazione e, nella veste di accompagnatori alle visite, avremo esperti e professionisti, adulti e giovani».

Tra i luoghi del cuore Fai, i laghi di Monticchio hanno un posto privilegiato per i lucani. Come valorizzare questi luoghi di straordinaria bellezza? Passata la tormenta, da dove ripartire.

«Sicuramente 31.904 voti espressi per Monticchio sono una testimonianza visibile dell’amore dei lucani, e non solo, verso questa meravigliosa località. La premessa è che la Fondazione manterrà i propri impegni assunti verso i nostri gioielli del Vulture. L’intervento, ora sospeso per ovvi motivi, riguarda la valorizzazione dell’area e la sensibilizzazione dei visitatori sulla conoscenza e il rispetto dell’ambiente, con l’allestimento di un info-point all’arrivo ai laghi e un sistema di pannelli tattili e con contenuti audio e video lungo un sentiero in fase di recupero».

Donatella Acito  è la Property manager di Casa Noha unico bene Fai lucano. Come valorizzarlo nell’era digitale? Cosa c’è in programma in questi giorni di emergenza?

«Casa Noha, è stato il primo museo in città ad essere concepito completamente digitale sin dalla sua nascita. È una casa antica nel cuore della Civita, che racconta la storia di Matera attraverso una multivisione proiettata sulle pareti interne e che fornisce al visitatore una chiave di lettura della storia della città prima d’immergersi tra i vicoli dei Sassi. In questo periodo di emergenza sanitaria, il Fai ha lavorato costantemente per una efficace comunicazione tramite alcune campagne social dedicate, prima #Italiamimanchi e poi #Italiamipiaci. Con queste campagne social il Fai ha voluto essere vicina agli italiani, ricordando loro costantemente che in Italia custodiamo i più bei gioielli dell’architettura e dell’arte di tutto il mondo e che presto potranno tornare ad ammirarli e viverli. Durante la quarantena tutti i beni del Fai sono stati adeguati per mettere in sicurezza gli operatori e i fruitori, predisponendo tutto ciò che il governo ha richiesto per far vivere nella più totale serenità una bella esperienza ai nostri visitatori. Stiamo infatti convertendo da cartaceo a digitale tutto il materiale di visita consultabile all’interno del bene, per rendere possibile ai visitatori di scaricarlo fotografando un Qr code. Siamo quindi pronti per la nuova riapertura, prevista per il giorno 22 maggio, con la speranza di accogliere i primi visitatori e ricominciare a godere tutti dell’arte e della cultura del nostro paese».

 

 

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