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Quando il cibo è veleno: ecco gli alimenti che trasmettono malattie

Le malattie trasmesse dagli alimenti impegnano molto nelle indagini epidemiologiche sul campo. Il Dipartimento Agricoltura degli Stati Uniti d'America ha recentemente elencato le principali 15 malattie microbiche trasmesse dagli alimenti.

Quando il cibo è veleno: ecco gli alimenti che trasmettono malattie

Quali sono i costi, diretti e indiretti, sostenuti dai cittadini e dalla società?

«Ora, dopo il dilagare di Covid-19, la speranza - scrive Donato Greco nella introduzione al libro Le mie epidemie - è che parole come indagine epidemiologica, ricerca dei contatti, sorveglianza, prevenzione, tornino di moda, che si torni alla formazione di epidemiologia applicata, ci si stacchi dallo schermo del laptop e si consumi nuovamente la suola delle scarpe per intervistare i cittadini.» * «Le indagini di campo permettono - sottolinea Silvio Brusaferro nella prefazione al libro di Donato Greco Le mie epidemie - di conoscere direttamente la causa dei focolai epidemici e quindi di intervenire in maniera mirata per prevenire i rischi alle popolazioni. Coerenti con lo spirito del Cdc si tratta quindi di “consumare le suole” recandosi sul posto per condurre dettagliate investigazioni…» *

Le malattie trasmesse dagli alimenti sono quelle che impegnano davvero molto nelle indagini di campo e notevoli sono i costi sostenuti dai cittadini e dalla società. ** 

Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti d'America (United States Department of Agriculture, USDA) ha recentemente compilato un lungo elenco di documenti relativi al costo delle principali 15 malattie microbiche trasmesse dagli alimenti, fornendo anche un quadro di sintesi. [1-2] Quindici agenti patogeni rappresentano oltre il 95% delle malattie e dei decessi per malattie di origine alimentare negli Stati Uniti. Malattie per le quali, i CDC - Centers for Disease Control and Prevention (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie), identificano una causa. Ebbene, i CDC stimano che questi 15 agenti patogeni siano la causa di circa 8,9 milioni di casi di malattia, di 54.000 ricoveri e di 1.480 decessi ogni anno. Nel 2018, questi casi di malattia, di ricoveri e di decessi sono costati circa 17,6 miliardi di dollari in assistenza sanitaria, ospedalizzazione, perdita di salario e altri oneri economici, con un incremento di 2 miliardi di dollari rispetto alle stime del 2013. Cinque agenti patogeni sono i responsabili della maggior parte di questi costi.

Alla luce di tali cifre, emerge come sia necessaria una migliore prevenzione delle malattie di origine alimentare sia per motivi economici che di sofferenza umana. Ad esempio, le persone con difese immunitarie basse - a causa di diabete, di malattie epatiche o renali, per l’alcolismo, o infezione da HIV/AIDS, o perchè stanno facendo la chemioterapia o la radioterapia per un tumore - non riescono a contrastare i germi in modo altrettanto efficace dei soggetti con un buon sistema immunitario.  Ad esempio, i soggetti in dialisi hanno 50 volte più probabilità di contrarre un'infezione da Listeria. Inoltre, i bambini piccoli hanno un sistema immunitario ancora in via di sviluppo, quindi la capacità del loro organismo di combattere i patogeni non è molto elevata. E per i nostri piccoli una intossicazione alimentare può essere particolarmente pericolosa  perché può portare a diarrea e disidratazione con gravi conseguenze per la salute. Ad esempio, i bambini di età inferiore ai 5 anni hanno tre volte più probabilità rispetto agli adulti di essere ricoverati in ospedale se contraggono un'infezione da Salmonella.  E l'insufficienza renale può interessare 1 bambino su 7 sotto i 5 anni a cui è stata diagnosticata l'infezione da Escherichia coli O157:H7, la pericolosa “SEU” (acronimo di Sindrome emolitico uremica).

A proposito di SEU, è da sottolineare come in Puglia, grazie al protocollo adottato dall’Assessorato Politiche della Salute della Regione, oramai non abbiamo più bambini morti di sindrome emolitico uremica.*** Le donne in gravidanza hanno più probabilità di altre persone di ammalarsi di alcuni germi trasmessi da alimenti. Queste hanno, infatti, 10 volte più probabilità di contrarre un'infezione da Listeria. Inoltre, le malattie di origine alimentare possono avere effetti sproporzionatamente gravi sulle persone che già soffrono di malattie croniche.  

In uno studio di coorte condotto in Danimarca, i ricercatori hanno utilizzato i dati di diversi registri nazionali per valutare gli effetti delle malattie di origine alimentare sulla mortalità a lungo termine. [3] Una coorte esposta comprendeva 48.857 persone con infezioni confermate da salmonella, Yersinia enterocolitica, campylobacter o shigella. I risultati sono stati confrontati con quelli di 487.138 controlli che sono stati abbinati per età, sesso e contea di residenza.  Le comorbilità (la presenza nella stessa persona di una malattia pregressa, come ad esempio AIDS, tumori, malattie del fegato, malattie polmonari croniche, diabete) sono state accertate per tutte le persone delle coorti. Entro 1 anno dall'infezione, il tasso di mortalità era significativamente più alto nella coorte esposta rispetto alla coorte di controllo (2,2% vs 0,7%; rischio relativo = 3,1).  Dopo aver controllato le comorbilità, il Rischio Relativo complessivo è rimasto significativamente elevato (2,6).  Il rischio più elevato di morte è stato osservato con l'infezione da Salmonella Dublino (RR, >12) e gli altri Rischi Relativi variavano da 1,9 a 2,9 per l'infezione con altri sierotipi di salmonella, campylobacter e yersinia; mentre, l'infezione da shigella non ha aumentato il rischio in modo significativo.  Un significativo eccesso di mortalità è stato osservato per più di 6 mesi dopo l'infezione da salmonella o campylobacter. Nei 30 giorni successivi all'infezione, i Rischi Relativi variavano da 3,6 a 22, a seconda dell'organismo.

Il problema, quindi, è il sottovalutare gli effetti delle malattie di origine alimentare presumendo che abbiano solo conseguenze a breve termine.  I risultati di questo studio, pubblicati sul British Medical Journal, suggeriscono che le complicanze fatali a lungo termine (ad esempio endocardite, ascessi, vasculiti, perforazione intestinale, complicanze di interventi chirurgici) si verificano più spesso di quanto si possa pensare. In Europa, da molti anni opera il Sistema di Allerta Rapido (RASFF - Rapid Alert System for Food and Feed) che permette di condividere le informazioni relative a gravi rischi per la salute derivanti da alimenti e mangimi, come ad esempio le malattie trasmesse da alimenti. E’ un sistema che funziona e del quale ci occuperemo in uno dei prossimi articoli.


Note

* Donato Greco, Eva Benelli. “Le mie epidemie. Dal colera a ebola al Covid-19, mezzo secolo di emergenze sanitarie in Italia e nel mondo. Scienza Express2021

** Ministero della Salute. Malattie trasmissibili dagli alimenti. (Disponibile al sito: www.salute.gov.it/)

*** FOGGIATODAY. 'Nessun allarme SEU in Puglia', ma la Regione vuole vederci chiaro: "Ecco il protocollo operativo". 25 giugno 2018 (Disponibile al sito: www.foggiatoday.it/)


Bibliografia

1 .  United States Department of Agriculture, USDA. Cost Estimates of Foodborne Illnesses. (Disponibile al sito: https://www.ers.usda.gov/)

2 . United States Department of Agriculture, USDA. Economic Cost of Major Foodborne Illnesses Increased $2 Billion From 2013 to 2018. (Disponibile al sito: https://www.ers.usda.gov/)

3 . Helms M, Vastrup P, Gerner-Smidt P, Mølbak K. Short and long term mortality associated with foodborne bacterial gastrointestinal infections: registry based study. BMJ. 2003 Feb 15;326(7385):357. PMID: 12586666; PMCID: PMC148890.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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