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Il sale in abbondanza è meglio averlo solo in zucca: nei cibi provoca pericolose ipertensioni

Molti studi pubblicati in letteratura hanno indicato l’esistenza di un’associazione significativa tra la pressione arteriosa e l'assunzione di sodio con l’alimentazione.

Il sale in abbondanza è meglio averlo solo in zucca: nei cibi provoca pericolose ipertensioni

Tuttavia, qual è la relazione tra la quantità di sale consumato e l’aumento effettivo della pressione arteriosa, in epidemiologia definita “relazione dose-risposta”?

Molti studi pubblicati in letteratura hanno indicato l’esistenza di un’associazione significativa tra  la pressione arteriosa e l'assunzione di sodio con l’alimentazione. Tuttavia, restava da chiarire quale fosse la relazione tra la quantità di sale consumato e l’aumento effettivo della pressione arteriosa, quella che in epidemiologia viene definita la “relazione dose-risposta”. 

Per indagare su questa relazione, alcuni ricercatori hanno condotto una meta-analisi di 85 studi ed hanno valutato l'assunzione di sodio nella dieta e la pressione arteriosa. [1] La maggior parte dei lavori selezionati in questa meta-analisi aveva arruolato persone con ipertensione. L'assunzione di sodio variava da 0,4 a 7,6 grammi al giorno e il follow-up è durato da 4 settimane a 36 mesi.  Nel complesso, è stata identificata una relazione lineare tra l'assunzione di sodio e la pressione arteriosa sistolica e diastolica. Per ogni 100 mmol/giorno di riduzione dell'escrezione urinaria di sodio (87 mmol/giorno corrispondono a 2 g/giorno), la pressione arteriosa sistolica media è diminuita di 5,56 mmHg e la pressione diastolica media è diminuita di 2,33 mmHg.  La curva non si è appiattita nella parte inferiore o superiore dell'intervallo.  La presenza di ipertensione non ha influenzato i risultati. Gli effetti sulla pressione arteriosa da un'elevata assunzione di sodio erano più marcati tra i partecipanti che avevano un livello basale più alto di assunzione di sodio. Il gradiente era più ripido negli studi a breve termine, soprattutto per la pressione arteriosa sistolica.

Questo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Circulation”, è una solida raccolta e analisi di lavori sperimentali che hanno esaminato l'effetto dell'assunzione di sodio sulla pressione arteriosa e il suo contributo principale è l’aver chiarito l’esistenza di una relazione dose-risposta, in gran parte lineare, tra la quantità di sale assunto con l’alimentazione e l’aumento della pressione arteriosa, sia diastolica che sistolica.  Le implicazioni per tutti noi sono che, per il controllo della pressione arteriosa, tanto più basso è il consumo di sale tanto meglio è per la salute delle arterie. Tuttavia, anche quelli che mangiano molto salato possono godere dei benefici, sia per la pressione sistolica che diastolica, da una riduzione del consumo di sale.

Bibliografia

Filippini T, Malavolti M, Whelton PK, Naska A, Orsini N, Vinceti M. Blood Pressure Effects of Sodium Reduction: Dose-Response Meta-Analysis of Experimental Studies. Circulation. 2021 Apr 20;143(16):1542-1567. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.120.050371.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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