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Per cuore e bevande davvero gli zuccheri, come le chiacchiere, stanno a zero?

Meno zucchero più salute, dopotutto è oggi uno dei mantra salutistici. Ma le bevande “zero zuccheri” quale impatto hanno sulla salute cardiovascolare? Che cosa suggerisce la letteratura scientifica?

Per cuore e bevande davvero gli zuccheri, come le chiacchiere, stanno a zero?

Le bibite zuccherate artificialmente, quelle per intenderci etichettate come “light”, “zero calorie” o “zero zuccheri”, sono alternative a quelle zuccherate per chi crede possano essere “più salutari”. Meno zucchero più salute, dopotutto è oggi uno dei mantra salutistici. Ma le bevande “zero zuccheri”  quale impatto hanno sulla salute cardiovascolare? Per  rispondere a questa domanda alcuni ricercatori hanno utilizzato i dati della coorte francese dello studio “NutriNet-Santé” per valutare l’associazione del consumo di bevande, zuccherate o dolcificate artificialmente, con la comparsa del primo evento di malattia cardiovascolare (sindrome coronarica acuta, angioplastica, infarto miocardico, ictus e attacco ischemico transitorio). [1]

Il consumo di bevande è stato riportato nel diario alimentare delle 24 ore ogni 6 mesi ed è stato successivamente ordinato in tre categorie: nessun consumo, inferiore alla mediana o superiore alla mediana.  Inoltre, i ricercatori, per ridurre al minimo la causalità inversa*, hanno escluso i casi di malattia cardiovascolare che si sono manifestati durante i primi 3 anni di follow-up. Al termine dello studio, durante i 6,6 anni di follow-up, si sono verificati 1.379 nuovi eventi cardiovascolari tra i 104.760 partecipanti (età media = 43 anni; 79% donne). Dopo l'aggiustamento per i possibili fattori di confondimento, il consumo superiore alla mediana di bevande zuccherate e dolcificate artificialmente è stato associato ad un più elevato rischio di malattia cardiovascolare rispetto all'assenza di consumo.

Tuttavia, in questo studio osservazionale, che ha generato alcune ipotesi e ha associato una maggiore assunzione di bevande dolcificate artificialmente ad un aumento di nuovi casi di malattia cardiovascolare, non è stata trovata una chiara relazione dose-risposta tra la quantità consumata e il rischio di malattia cardiovascolare.  Inoltre, come sottolineato dagli stessi Autori, la causalità inversa* era una possibile spiegazione di tale associazione.  È necessario, pertanto, che siano condotte ulteriori ricerche per confermare questi risultati; come ad esempio prendere in considerazione coorti prospettiche più ampie di popolazione ed anche quella di condurre “studi meccanicistici”.**  Per ora, in attesa dei risultati di queste nuove ricerche, è meglio bere l’acqua.

Note

* La causalità inversa si riferisce a una direzione di causa-effetto a due vie in una circolarità causa-effetto, dove l’effetto può modificare la causa e viceversa. Il nesso di causalità inversa può verificarsi, ad esempio, quando le persone cambiano la loro dieta o il proprio stile di vita dopo aver sviluppato una malattia o forse dopo che un familiare stretto ha subito un evento come un infarto miocardico.

** Gli studi meccanicistici sono progettati per comprendere un processo biologico o comportamentale, la fisiopatologia di una malattia o il meccanismo d'azione di un intervento. In: NIH, “What is a mechanistic study?” (Disponibile all’indirizzo: www.niaid.nih.gov)

Bibliografia

1 . Chazelas E, Debras C, Srour B, Fezeu LK, Julia C, Hercberg S, Deschasaux M, Touvier M. Sugary Drinks, Artificially-Sweetened Beverages, and Cardiovascular Disease in the NutriNet-Santé Cohort. J Am Coll Cardiol. 2020 Nov 3;76(18):2175-2177. doi: 10.1016/j.jacc.2020.08.075. PMID: 33121725.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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