Cerca

Forever

L'intestino non vuole malanni, tu nutrilo così

Le principali raccomandazioni e linee-guida per la lotta contro i tumori includono il consiglio di aumentare il consumo di fibra alimentare mediante i cereali integrali, i legumi e, ovviamente, la frutta e la verdura

L'intestino non vuole malanni, tu nutrilo così

Spesso, chi ha avuto il cancro al colon-retto si è trovato a navigare nel mare magno della disinformazione, soprattutto per quel che riguardava la domanda su cosa dovesse mangiare o fosse meglio evitare. La risposta più frequente è stata ed ancora oggi è: “mangia quello che vuoi”, ignorando quello che la ricerca scientifica ha da tempo chiarito, ossia che anche per questi soggetti l’alimentazione fa la differenza in termini di migliore sopravvivenza, oltre che di buono stato di salute.

Le principali raccomandazioni e linee-guida per la lotta contro i tumori includono il consiglio di aumentare il consumo di fibra alimentare mediante i cereali integrali, i legumi e, ovviamente, la frutta e la verdura. Spesso, però, chi è stato trovato positivo allo screening di polipi intestinali oppure ha avuto il cancro al colon-retto si è trovato a navigare nel mare magno della disinformazione, soprattutto per quel che riguardava la domanda su cosa dovesse mangiare o fosse meglio evitare. La risposta più frequente è stata ed ancora oggi è: “mangia quello che vuoi”, ignorando quello che la ricerca scientifica ha da tempo chiarito, ossia che anche per questi soggetti l’alimentazione fa la differenza in termini di migliore sopravvivenza, oltre che di buono stato di salute. Ad esempio, un lavoro pubblicato agli inizi di novembre 2017 ha trovato che anche dopo una diagnosi di cancro del colon-retto un’elevata assunzione di fibre è associata ad una riduzione della mortalità [1].
In questo studio di coorte longitudinale, che ha arruolato 1.575 pazienti con diagnosi di cancro colorettale con una stadiazione dal 1° al 3° grado, un’elevata assunzione di fibre, in particolare di cereali integrali, è stata associata con un più basso rischio di mortalità sia per cancro del colon-retto che generale. Inoltre, coloro che avevano, già prima della diagnosi di cancro colorettale, un’elevata assunzione di fibre avevano una sopravvivenza migliore, così come un elevato consumo di cereali integrali era associato ad un’elevata sopravvivenza.

Da diverso tempo, le evidenze concordano nel suggerire che le diete ricche di frutta, verdura, fibre, legumi, cereali integrali, carni magre o frutti di mare, e a basso contenuto di grassi derivanti da prodotti lattiero-caseari, con una moderata assunzione di alcol e basso contenuto di carni rosse e trasformate, grassi saturi e zucchero sono associate ad un rischio ridotto di cancro del colon-retto [2-9].  Questi studi variano nell'approccio utilizzato per valutare i modelli alimentari analizzati.  Ad esempio, quando i modelli sono definiti da un indice o da un punteggio, sono stati registrati effetti protettivi sul cancro del colon-retto [10]. Fattori quali il sesso, la localizzazione del tumore, l'attività fisica, ed il microbioma possono influenzare l'associazione tra abitudini alimentari e rischio di cancro del colon-retto. I modelli dietetici sembrano essere particolarmente associati allo sviluppo del tumore nelle regioni distali del colon-retto [2-7].  In contrasto con i dati epidemiologici del cancro colorettale (e adenoma), nessun effetto sulla ricorrenza di adenomi del colon-retto è stato riportato negli RCT così come per gli effetti del basso contenuto di grassi ed elevato di fibre nelle abitudini alimentari [11]. Nel più robusto di questi RCT, un aumento del 50% del consumo di vegetali e frutta auto-riferito si è tradotto in un aumento del solo 14% di carotenoidi sierici totali a 1 anno e in un modesto aumento del 5% a 4 anni [11].

Questi dati devono essere interpretati con cautela e i fattori quali la fedeltà all’intervento dovrebbero essere considerati quali esempi, infatti il grado con cui aumentano i carotenoidi nel siero riflette l’adesione ad un intervento e se il consumo ha raggiunto l'assunzione soglia di fibre è necessario trovare un effetto.  A tale complessità si aggiunge l’evidenza di uno studio su modello animale il quale ha trovato come la microflora commensale dell'intestino  e la fibra alimentare possano influenzare l’infiammazione e la tumorogenesi associate al cancro colorettale attraverso il butirrato microbo-prodotto ed altri acidi grassi a catena corta [12].  Il Fusobacterium nucleatum sembra avere un ruolo nella carcinogenesi del colon-retto attraverso la soppressione della risposta immunitaria dei padroni ai tumori. L'evidenza suggerisce anche che la dieta influenza il F nucleatum intestinale [13]. Un ampio studio prospettico di coorte, utilizzando i dati del Nurses' Health Study e del Health Professionals Follow-up Study su un totale di 121.700 donne e 51.529 uomini, ha indagato la potenziale correlazione tra dieta, microbiota ed il cancro colorettale. Le diete ricche di cereali integrali e fibre alimentari, rispetto a quelle ricche di carni rosse e trasformate, cereali raffinati e cibi dolci, sono state associate ad un ridotto rischio di cancro al colon F nucleatum -positivo, ma non quello F nucleatum -negativo, sostenendo un ruolo potenziale per il microbiota intestinale nel mediare l'associazione tra dieta e cancro del colon-retto [13].  Studi futuri di diete ad alto contenuto di fibre dovrebbero prendere in considerazione i fattori di confondimento derivanti dalla composizione del microbiota intestinale. Inoltre, il basso grado di infiammazione dell'intestino causata dalla microflora indebolisce le strette giunzioni epiteliali e potrebbe portare a obesità e diabete di tipo-2 [12].

Bibliografia.

Song M, Wu K, Meyerhardt JA, Ogino S, Wang M, Fuchs CS, Giovannucci EL, Chan AT. Fiber Intake and Survival After Colorectal Cancer Diagnosis. JAMA Oncol. Published online November 02, 2017. doi:10.1001/jamaoncol.2017.3684

109 Engeset D, Dyachenko A, Ciampi A, Lund E. Dietary patterns and risk of cancer of various sites in the Norwegian European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition cohort: the Norwegian Women and Cancer study. Eur J Cancer Prev 2009; 18: 69–75.
111 Key TJ, Appleby PN, Spencer EA, Travis RC, Roddam AW, Allen NE. Cancer incidence in vegetarians: results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC-Oxford). Am J Clin Nutr 2009; 89: 1620S-1626S.
112 Mai V, Kant AK, Flood A, Lacey JV Jr, Schairer C, Schatzkin A. Diet quality and subsequent cancer incidence and mortality in a prospective cohort of women. Int J Epidemiol 2005; 34: 54–60.
122 Bamia C, Lagiou P, Buckland G, et al. Mediterranean diet and colorectal cancer risk: results from a European cohort. Eur J Epidemiol 2013; 28: 317–28
123 Beresford SA, Johnson KC, Ritenbaugh C, et al. Low-fat dietary pattern and risk of colorectal cancer: the Women’s Health Initiative Randomized Controlled Dietary Modification trial. JAMA 2006; 295: 643–54.
124 Bradbury KE, Appleby PN, Key TJ. Fruit, vegetable, and fiber intake in relation to cancer risk: findings from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC). Am J Clin Nutr 2014; 100 (suppl 1): 394S–8S.
125 Fung TT, Hu FB, Wu K, Chiuve SE, Fuchs CS, Giovannucci E. The Mediterranean and Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH) diets and colorectal cancer. Am J Clin Nutr 2010; 92: 1429–35.
126 Wirfält E, Midthune D, Reedy J, et al. Associations between food patterns defined by cluster analysis and colorectal cancer incidence in the NIH-AARP diet and health study. Eur J Clin Nutr 2009; 63: 707–17.
127 Park SY, Boushey CJ, Wilkens LR, Haiman CA, Le Marchand L. High-quality diets associate with reduced risk of colorectal cancer: analyses of diet quality indexes in the multiethnic cohort. Gastroenterology 2017; published online April 17. DOI:10.1053/j. gastro.2017.04.004.
128 Schatzkin A, Lanza E, Corle D, et al. Lack of effect of a low-fat, high-fiber diet on the recurrence of colorectal adenomas. Polyp Prevention Trial Study Group. N Engl J Med 2000; 342: 1149–55. 
129 O’Keefe SJ. Diet, microorganisms and their metabolites, and colon cancer. Nat Rev Gastroenterol Hepatol 2016; 13: 691–706.
130 Mehta RS, Nishihara R, Cao Y, et al. Association of dietary patterns with risk of colorectal cancer subtypes classified by Fusobacterium nucleatum in tumor tissue. JAMA Oncol 2017;published online Jan 26. DOI:10.1001/jamaoncol.2016.6374.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione