IL MATTINO
Forever
10.09.2017 - 09:09
Anche se non ci sono studi che hanno indagato la tossicità cronica sull’uomo della Menta piperita, alcune Autorità sanitarie sconsigliano il suo utilizzo in caso di malattie epatiche, dei dotti biliari o della colecisti.
Nel ritornello della canzone Rumba (ovviamente non si riferisce al robot casalingo) Max Brigante diceva che “A me piace… la menta piperita oh che allegria!”, traduzione (“A mi me gusta... hierbabuena ay qué alegría”). Nei puntini sospensivi ho operato una sana censura. Tuttavia, la forza della canzone è nella Menta, che è l’argomento di questo blog. La Menta fa parte della famiglia delle Labiate e comprende circa 25-30 specie, delle quali le varietà più conosciute sono la M. officinalis, la M. piperita e la M. spicata. Queste varietà hanno uno spiccato potenziale antiossidante e possono essere utilizzate come una fonte efficace e a basso costo di antiossidanti commerciali naturali sia per l’industria degli integratori che per quella alimentare, così come hanno mostrato Kanatt, ed altri Autori per la carne irradiata con aggiunta di estratto di menta [1]. Dopo 4 settimane di immagazzinamento refrigerato, i valori di sostanze reattive, come gli acidi tiobarbiturici*, nella carne irradiata contenente estratto di menta (0,1%) erano la metà di quella in carne irradiata non trattata. Kosar et Al hanno identificato il carvacrolo, la eriocitrina (un flavanone glicosilato) e l’acido rosmarinico quali gli “scavenger”** dei radicali liberi [2]. I risultati dello studio hanno suggerito che il s-carvone (un terpenoide), costituente principale dell'olio essenziale della Menta spicata, possiede un'elevata attività antiossidante, più alta dell’alfa-tocoferolo [3]. Gli estratti idrosolubili delle varietà della Menta, quali la M. aquatica, quella M. haplocalyx, la M. dalmatica, la M. verticillata, la M. spicata e la M. piperita, hanno dimostrato diversi livelli di efficacia nei test antiossidanti. Tra questi l'estratto M. piperita è quello con il potenziale antiossidante più elevato. Inoltre, il livello di attività antiossidante è fortemente associato al contenuto fenolico [4].
Alcuni ricercatori hanno confrontato l'attività antiossidante di diverse varietà di Menta (M. spicata, M. piperita, M. longifolia) nei due tempi di raccolta ed hanno esaminato il contenuto di composti fenolici. Ebbene, questi composti sono stati quasi sempre più elevati nel raccolto di luglio piuttosto che in quello di settembre [5]. Questi Autori hanno anche osservato che l'attività di neutralizzazione dei radicali liberi da parte della Menta può essere attribuita principalmente al contenuto di acido rosmarinico. La chemioprevenzione del cancro è definita come l’utilizzo di sostanze o nutrienti in grado di bloccare, inibire o regredire lo sviluppo del cancro in un tessuto normale o pre-neoplastico. Uno studio di Kasem RF et al. pubblicato nel 2014 ha investigato l’effetto protettivo ed anticancro dell’estratto acquoso delle foglie di Menta piperita sull’epitelio della bocca, in un modello animale [6]. I risultati hanno trovato che questo estratto può inibire l’iniziazione e la promozione (due fasi della carcinogenesi) delle lesioni displastiche della bocca.Gli antibiotici possono provocare come effetto collaterale un danno renale, oltre che epatico. I radicali liberi hanno un importante ruolo nella patogenesi del danno renale associato all’uso della gentamicina, un potente antibiotico. Uno studio ha valutato l’effetto protettivo della Menta piperita sul rene contro i danni morfologici e funzionali a carico del rene provocati dalla gentamicina [7]. Quando alla somministrazione di gentamicina veniva associato l’estratto acquoso di Menta piperita il danno era attenuato sia sulla funzionalità renale che nell’alterazione del tessuto. Un lavoro di revisione pubblicato nel 2006 ha esaminato l’efficacia degli estratti di Menta su alcune condizioni [8]. Ebbene, numerosi studi inclusi nella revisione hanno indagato gli effetti della Menta piperita nell'uomo. Dresser et al. hanno trovato che la Menta piperita era efficace nel migliorare la biodisponibilità della “felodipina”, una molecola calcio-antagonista selettiva a livello vascolare, che è usata come anti-ipertensivo [9]. Mentre Hurrell et al. hanno osservato che la tisana di Menta piperita inibiva l’assorbimento del ferro non-eme (ferro contenuto negli alimenti non di origine animale) [10]. Un lavoro pubblicato nel 2013 ha preso in considerazione l’effetto dell’estratto acquoso della Menta sull’attività dell’acetilicolinesterasi. Se ricordate ne abbiamo già parlato in occasione del timo, del rosmarino, ecc. Ricordiamo solo che l’acetilcolinesterasi è un enzima che degrada l’acetilcolina. Quest’ultimo è un importante neurotrasmettitore, la cui funzione è associata anche alla memoria e al mantenimento delle funzioni cognitive. Ebbene, il tè alla menta inibendo l’acetilcolinesterasi può migliorare la memoria e prevenire il declino cognitivo [11]. Tuttavia, per indagare tali effetti sull’uomo sono necessari ancora studi ben condotti.
Controindicazioni per la Menta. Akdogan et al. hanno riportato un aumento degli ormoni follicolo-stimolante e luteinizzante ed una riduzione dei livelli di testosterone in topi ai quali era somministrata la tisana di menta [12]. La Menta piperita, in particolare, aveva arrestato la maturazione degli spermatozoi nei tubuli seminiferi. Anche se non ci sono studi che hanno indagato la tossicità cronica sull’uomo della Menta piperita, alcune Autorità sanitarie sconsigliano il suo utilizzo in caso di malattie epatiche, dei dotti biliari o della colecisti. Cautela viene anche raccomandata nell’assunzione di capsule di olio di Menta piperita nei pazienti con reflusso gastro-esofageo, ernia iatale e calcoli renali [13].
Note
* In biochimica, l’acido tiobarbiturico è usato in un test colorimetrico per il dosaggio dei prodotti della perossidazione lipidica (➔ perossidi), che vengono perciò denominati TBARS (thiobarbituric acid reactive substances) [fonte: www.treccani.it].
** Sostanza in grado di trasformare i radicali liberi dell’ossigeno in composti non radicalici, privi di reattività e quindi di tossicità [fonte: www.treccani.it].
Bibliografia.
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Kosar, M., Dorman, H. J. D., Bas¸er, K. H. C., & Hiltunen, R. (2004). Screening of free radical scavenging compounds in water extracts of Mentha samples using a postcolumn derivatization method. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 52, 5004–5010.
Elmastas, M., Dermirtas, I., Isildak, O., & Aboul-Enein, H. (2006). Antioxidant activity of S-carvone isolated from spearmint (Mentha spicata L. Fam Lamiaceae). Journal of Liquid Chromatography and Related Technologies, 29, 1465–1475.
Dorman, H. J. D., Kosar, M., Kahlos, K., Holm, Y., & Hiltunen, R. (2003). Antioxidant properties and composition of aqueous extracts from Mentha species, hybrids, varieties, and cultivars. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 51, 4563–4569.
Fialovà, S., Tekelovà, D., Mrlianovà, M., & Grancai, D. (2008). The determination of phenolics compounds and antioxidant activity of mints and balms cultivated in Slovakia. Acta Facultatis Pharmaceuticae Universitatis Comenianae, 55, 96–102.
Kasem RF, Hegazy RH, Arafa MA, AbdelMohsen MM. Chemopreventive effect of Mentha piperita on dimethylbenz[a]anthracene and formaldehyde-induced tongue carcinogenesis in mice (histological and immunohistochemical study). J Oral Pathol Med. 2014 Aug;43(7):484-91. doi: 10.1111/jop.12150. Epub 2014 Jan 23. PubMed PMID: 24450492.
Ullah N, Khan MA, Khan T, Asif AH, Ahmad W. Mentha piperita in nephrotoxicity--a possible intervention to ameliorate renal derangements associated with gentamicin. Indian J Pharmacol. 2014 Mar-Apr;46(2):166-70. doi:10.4103/0253-7613.129309. PubMed PMID: 24741187; PubMed Central PMCID:PMC3987184.
McKay, D.L.; Blumberg, J.B. A review of the bioactivity and potential health benefits of peppermint tea (Mentha piperita L.). Phytother. Res. 2006, 20, 619–633.
Dresser GK, Wacher V, Wong S, Wong HT, Bailey DG. 2002. Evaluation of peppermint oil and ascorbyl palmitate as inhibitors of cytochrome P4503A4 activity in vitro and in vivo. Clin Pharmacol Ther 72: 247–255.
Hurrell RF, Reddy M, Cook JD. Inhibition of non-haem iron absorption in man by polyphenolic-containing beverages. Br J Nutr. 1999 Apr;81(4):289-95.
Dinis, P.C.; Falé, P.L.; Madeira, P.J.A.; Florêncio, M.H.; Serralheiro, M.L. Acetylcholinesterase inhibitory activity after in vitro gastrointestinal digestion of infusions of Mentha species. Eur. J. Med. Plants 2013, 3, 381–393.
Akdogan M, Ozguner M, Kocak A, Oncu M, Cicek E. 2004c. Effects of peppermint teas on plasma testosterone, follicle stimulating hormone, and luteinizing hormone levels and testicular tissue in rats. Urology 64: 394–398.
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