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Controverso

Caro On. Sannicandro, siamo tutti metalmeccanici

Cosa ha prodotto il parlamentare di SEL per la nostra terra che lo ha eletto? È stato primo firmatario di un solo disegno di legge (di cui non è ancora iniziato l'esame), di una interrogazione a risposta scritta (sul Circolo didattico Manzoni). Ma, soprattutto, ecco cosa non ha votato

Caro On. Sannicandro, siamo tutti metalmeccanici

Cosa non ha votato? Qualcosa di importante? Certo che sì. Ad esempio il Ddl sulle unioni civili, i decreti Enti Locali 2016, banche e rimborsi, riforma dei partiti, proroga missioni militari, scuole belle, riforma della Rai, Ddl Codice Penale, decreto antiterrorismo, Sblocca Italia, auto riciclaggio, legge di stabilità e l'elenco potrebbe continuare.

Beh, il suo momento di gloria, pubblica e nazionale, l'ha avuto tutto.Peccato che quel momento di gloria sia stato malamente consumato sulla spalle dei metalmeccanici. Ed a poco servono le dichiarazioni del poi, quelle a difesa - o presunta tale - del mondo dei lavoratori, quell'affermare che - perché no - anche lo stipendio di un metalmeccanico andrebbe bene. Ed ancora a meno serve dire che quei "maledetti" dei Cinquestelle hanno estrapolato da un discorso ben più profondo proprio quelle parole li "non siamo mica metalmeccanici". Basta poco per rivedere il tutto. E, sinceramente, non è stato né un bel rivedere né un bel risentire.

E cosi, ma solo perché sono profondamente distratta, ho dovuto ricordare a me stessa che l'avv. Sannicandro è anche un deputato della Repubblica. Già, dal 2013, non avevo avuto più sue notizie. Ma solo perché sono distratta o perché di notizie importanti, in fondo, non ce ne sono? Open Parlamento, un po' come questa crescita che non c'è, può essere la vera opposizione del singolo parlamentare o del Governo. E, quindi, cosa ha prodotto l'on. Sannicandro per la terra che lo ha eletto? Ha un indice di produttività equivalente a 171,1, ha votato 399 volte diversamente dal proprio gruppo parlamentare, in 18670 votazioni elettroniche è stato presente solo per il 65%, è stato primo firmatario di un solo disegno di legge (di cui non è ancora iniziato l'esame), di una interrogazione a risposta scritta (sul Circolo didattico Manzoni), di 19 ordini del giorno in assemblea e di 219 emendamenti. Ma cosa non ha votato? Qualcosa di importante? Certo che sì. Ad esempio il Ddl sulle unioni civili, i decreti Enti Locali 2016, banche e rimborsi, riforma dei partiti, proroga missioni militari, scuole belle, riforma della Rai, Ddl Codice Penale, decreto antiterrorismo, Sblocca Italia, auto riciclaggio, legge di stabilità e l'elenco potrebbe continuare. Insomma, due cosette così. Esattamente quelle che stanno più a cuore alla sinistra. Certo non sarebbe stato il suo voto a cambiare lo stato dell'arte ma, almeno, gli elettori della Circoscrizione Puglia avrebbero anche potuto tentare una difesa d'ufficio - pur mettendosi contro migliaia di metalmeccanici - a fronte di un'intensa e proficua attività parlamentare. Ma va da se...i numeri sono numeri, le assenze sono assenze, l'inefficienza è quella che è.

Ed allora la sua autodifesa, peggiora ancora di più le cose. "I soldi che riceviamo non sono né retribuzione, né stipendio, né onorario ma correttamente una indennità erogata per 12 mesi ( art.69 della Costituzione) per consentire anche a chi non avesse un reddito sufficiente per poter rappresentare i cittadini in Parlamento”. In un momento come questo, con gli occhi dei cittadini puntati sulla casta, sono parole che segnano una distanza, proprio quella che non dovrebbe esserci - e non sto parlando di salario (parola anche questa cara alla sinistra) - tra eletto ed elettore. 

Una cosa mi dispiace profondamente. L'on. Sannicandro è stato consigliere regionale della Puglia, con Nichi Vendola Presidente che, immagino, abbia trovato le parole giuste per commentare la sua trovata sui metalmeccanici. Cosa aggiungere più? Beh, mi piacerebbe che invece di sterili difese d'ufficio (è pur sempre un avvocato) l'on. Sannicandro chiedesse scusa ai metalmeccanici ma anche a tutti quei lavoratori, di qualsivoglia categoria, che attendono da un bel po' il rinnovo dei contratti. Anzi, credo che nemmeno le scuse potrebbero bastare. Ma si sa, in Italia non si dimette mai nessuno. Una poltrona, qualunque poltrona, restituisce una sorta di senso di onnipotenza (salvo poi fare i conti con la realtà!) che si abbia una copertura  INPS o INAIL o no (dato che ha lamentato anche questo). Intanto, almeno io, ho provato un profondo senso di vergogna. Per carità di noi pugliesi che ringraziamo per la figuraccia, caro on. Sannicandro un suggerimento: prendere il coraggio a due mani, e rassegnare le dimissioni. Anche dopo le ferie. 

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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