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Controverso

Una città da accanimento terapeutico

La cosa più curiosa, poi, è che mentre come al solito tutto si giocherà nelle stanze del palazzo e si ricomporrà il quadro con qualcuno che proprio non si sottrarrà al "sacrificio" di fare l'assessore, si discuta dell'attuale opposizione (il binomio PD-civici), di chi scalpiterebbe...

Una città da accanimento terapeutico

Prima il Bilancio, poi si rivede tutto. Anzi, si può anche azzerare tutto, lanciando però accuse a quell'eredità difficile da digerire su cui però in due anni di governo non si è nemmeno agito per modificarne gli effetti, sempre che siano così nefasti. Nessuna sorpresa. Non è mai bello autocitarsi, sa di poco e di spocchia, ma l'avevo azzardato qualche "Controverso" fa.

Nessuna sorpresa nemmeno nella richiesta d'aiuto alle forze, tutte quelle forze politiche, che tengono a cuore la città. E mentre da qualche parte si mettono i paletti "i nostri assessori non si toccano", da qualche scranno dell'ex maggioranza si lanciano messaggi di apertura nemmeno poi tanto in codice, dall'altra parte ancora - quella della cosiddetta opposizione - si alza il cartellino rosso. Certo, ben sapendo che non si può far fuori nessuno, ma marcando la distanza. 

E, quindi, saremmo alla vigilia della quinta giunta al Comune di Foggia, all'ennesimo rimescolamento delle carte in soli due anni, battendo credo ogni record. Quasi un accanimento terapeutico. La città è sfilacciata, disamorata, non accenna nemmeno più un tentativo di rivalsa, nessuna voglia e forza di rialzarsi, sospesa, in attesa che...boh! comunque e solo drogata dal pallone che si spera s'infilzi nella rete del Pisa.  

Ogni evento, ogni manifestazione, per restare in tema di accanimento terapeutico - ma anche di conti pubblici dato che questo benedetto salva enti ci ha di fatto commissariati (ma qual è la vera ordinaria amministrazione?) - sembra una dose massiccia di terapia da somministrare che ha l'effetto placebo ed è comunque un palliativo, perché non cambia, non può cambiare lo stato delle cose. Può soltanto alimentare false illusioni ma, esaurite le foto postate su FB, il "che bello", tutto svanisce in tempo reale nella memoria delle cose utili, anzi inutili, per la città. E si ritorna al capezzale di una città allo stremo. 

La cosa più curiosa, poi, è che mentre come al solito tutto si giocherà nelle stanze del palazzo e si ricomporrà il quadro (non c'è alcuna speranza che i consiglieri sfiducino il Sindaco, rinunciando cioè al loro scranno ed al valore anche economico di quel posticino) con qualcuno che proprio non si sottrarrà al "sacrificio" di fare l'assessore, continuando con l'accanimento terapeutico, si discuta dell'attuale opposizione (il binomio PD-civici), di chi starebbe scalpitando per essere pronto - sicuro di sé - alla prossima campagna elettorale. Anche in questo caso, qualcosa è bene dirla da subito. Nessun passo indietro, nessuno sguardo al passato, nessun errore di qualche anno fa (e di errori ne sono stati fatti molti!). È bene pensarci da ora, non nelle segrete di partito, non usando il bilancino di improbabili giochi politici ma guardandosi bene intorno e costruendo un vero processo partecipativo dal basso. 

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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