Cerca

Controverso

Lettera ad una donna musulmana

So che ami la libertà come la amo io, so che sei madre come me, so che vuoi per i tuoi figli il meglio proprio come me, so che piangi le stesse lacrime che verso io. Per noi, cattolici, oggi è Pasqua. Per chi non crede è domenica. Per te, cara amica musulmana...

Lettera ad una donna musulmana

Carissima ,
so che preghi Allah e non il mio Dio, premesso che ce l'abbia;
so che ami la libertà come la amo io,
so che sei madre come me,
so che rivendichi il tuo essere donna come me,
so che sorridi delle assurdità di questo mondo come me,
so che ami la musica, l'arte, la cultura
so che piangi le stesse lacrime che verso io,
so che hai il terrore che tuo figlio diventi un kamikaze, come me che ho tanti tremori per lui
so quanto ti costi, in certe aree della terra, vedere i tuoi diritti calpestati, anche qui non è che tutto vada bene o nel verso giusto,
so che ogni giorno conti le tue vittime, come io le mie,
so che cerchi un mondo migliore, un'opportunità diversa come la cerco io,
so che avrai tante cose da dire contro il tuo governo, come le ho io,
so che vuoi per i tuoi figli il meglio proprio come me,
so che odi la guerra, come la odio io,
so che ti piace passeggiare, cantare, ballare, come piace a me,
so che stringi nelle mani un libro, come faccio io.
So tutto di te, perché so tutto di me.
Siamo donne, con le loro culture, i loro vissuti, le gioie, i dolori, le loro sensibilità, perplessità, ambizioni, insomma tutto ciò che è e fa una donna. È da qui che ti chiedo di ripartire. Per noi, cattolici, oggi è Pasqua. Per chi non crede è domenica. Per te, cara amica musulmana proprio non lo so.  È il primo o l'ultimo giorno di una settimana terribile, l'ennesima, un'altra settimana ancora, che ha portato morte e distruzione in Europa come in Medio Oriente, madri dilaniate per la morte di quel figlio che non tornerà più, corpi sfilacciati dall'esplosione delle bombe in una metro o ai margini di uno stato che non c'è, non c'è più, non c'è mai stato, che si autoproclama. Non so chi sono i martiri, so che non voglio più martiri, non voglio più bombe, guerre, bandiere nere, muri di filo spinato, atrocità inumane, una falsa guerra in nome di Dio, comunque si chiami, non voglio tutto quello che non vuoi tu.
Tocca a noi, le donne di questa terra, metterci in marcia, insieme, in nome di poche parole: per me pace e libertà. Immagino che tu condivida.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione