Cerca

Le nuvole parlanti

Marco di Grazia, uno sceneggiatore "in blues"

«Ho iniziato 25 anni fa come soggettista e sceneggiatore, ma soprattutto come autore di fumetto indipendente. All'epoca leggevo di tutto, ma nel cuore rimarrà Tex»

Marco di Grazia, uno sceneggiatore "in blues"

Marco di Grazia

Marco di Grazia, toscano dall'animo blues, sin dagli anni  '90 è attivo nell'Associazione Culturale Lucca Fumetto, con la cura e realizzazione del programma radiofonico "Radiofumetto" su Radio2000 di Lucca e della striscia televisiva dedicata ai comics all'interno del programma "Metropolis" su Videomusic. In quel contesto collabora alla realizzazione di mostre e avvenimenti culturali, nonché alla stesura dei saggi "Nascere ancora Superman" "Dago e il fumetto argentino"

Dal 1997 al 1999 insieme a Gian Paolo Parlanti, è ideatore e sceneggiatore della miniserie "Area 51" uscita nelle librerie specializzate, per i disegni di Marcello Mangiantini. Sempre con Mangiantini collabora anche per diverse altre pubblicazioni tra cui la biografia romanzata di Filippo Mazzei, eroe della rivoluzione americana, tra l'altro questo libro è stato pubblicato anche negli Usa e in Canada. Amante del jazz e del blues, nel 2018 è ideatore e autore del recital “My God is Blues” insieme al chitarrista Marcello Rossi, il fotografo Andrea Berti e l’illustratore Cristiano Soldatich, l'anno successivo sempre con Soldatich pubblica per Shockdom il fumetto" Cinque minuti due volte al giorno"che racconta la parentesi italiana del grande jazzista Chet Baker. Tra le mille cose scritte dall'autore, vorrei anche sottolineare “Vixerunt”, una pièce storico\avventurosa che coniuga fumetto, teatro e letteratura scritta da Di Grazia qualche anno fa.

Marco come è nata l'idea di scrivere un libro di racconti blues?

L'idea è nata da un amico che mi aveva chiesto di scrivere dei brevi racconti blues da leggere in un programma radiofonico. Da lì mi sono messo a scrivere il primo, “Guitar String Blues”, poi quando è finito mi sono reso conto che era un po’ troppo lungo (25 cartelle circa) per essere letto in radio, però mi piaceva e da lì è nato il progetto di scriverne altri per una raccolta di racconti tutti in Blues.

Marco per iniziare vorrei parlare di un progetto che mi piace molto: Vixerunt.

Vixerunt è un progetto realizzato da Riccardo Innocenti e Giovanni Ballati, purtroppo ancora nessun editore ha voluto investirci sopra. E’ un lavoro “fantastorico” che parte dalla morte di Catilina nelle campagne pistoiesi e poi si collega ad altro fatto storico di 1000 anni dopo, insomma abbiamo costruito un plot storico speriamo che qualcuno ce lo consideri. Per Vixerunt  abbiamo realizzato un recital e durante il quale i due disegnatori disegnavano le scene.

Sei anche ideatore e autore del recital “My God is Blues” insieme al chitarrista Marcello Rossi, il fotografo Andrea Berti e l’illustratore Cristiano Soldatich, ma tra i vari interessi sei anche un musicista?

Proprio musicista non direi, a volte strimpello qualche strumento,  mi piacciono l’ armonica a bocca e la chitarra. Spesso facciamo un recital sui racconti blues dove io leggo e accompagno con lo strumento. Il blues è diventato la mia vita,ho sempre ascoltato di tutto, è una musica che diventa un modo di vivere, ti entra dentro. 

Avrai una lista di musicisti che preferisci

Beh, la lista è lunga...Muddy Waters, Robert Johnson (emblema del blues), BB King, Eric Clapton e i Rolling Stones. Posso dirti che tutti loro in un modo o nell'altro mi hanno influenzato.

Come è arrivato il libro su Chet? Hai rischiato molto, Baker è uno degli artisti simbolo del jazz e ha molti fan, io stessa lo amo da sempre. Poi c'era il rischio di addentrarsi troppo nel lato oscuro di questo musicista parlando della droga e dimenticando il suo lato poetico.

Il libro è nato perchè Soldatich, il disegnatore,  voleva partecipare ad un concorso su storie brevi dedicate al jazz e, in quel momento, mi venne in mente che Chet era stato arrestato a Lucca negli anni 60. Mi misi al lavoro, feci ricerche e trovai un libretto scritto da un giudice del processo, rimasi folgorato dalla sentenza: Baker avrebbe dovuto suonare la tromba per cinque minuti al giorno. Un rarissimo caso in cui una sentenza diventa poesia. Qualche anno dopo ripresi in mano questa storia, che inizialmente era brevissima, e la pubblicammo ovviamente ampliata. 

Nel corso della tua carriera hai scritto vari libri  e di diversi generi. Molti di loro appartengono al mondo delle nuvole parlanti, ma hai scritto gialli e romanzi storici. C'è un genere che preferisci?

A questo non so rispondere, in effetti non mi sento uno scrittore di genere, quando lavoro cerco di mettere in quello che faccio un po' di tutto. Scrivo quello che mi viene in mente, quando arriva l'ispirazione è come un lampo, una scintilla nella mente. Spesso arriva quando sono a passeggio con la mia cagnolona per i boschi. A volte l'ispirazione è legata alla sofferenza, sicuramente c'è qualcosa perché questo spleen dell'anima ti porta a esprimerti. 

Adesso parliamo de “L'uomo che custodiva la musica”, in questa storia purtroppo hai anticipato quello che sta tristemente succedendo in alcune zone del mondo... 

Questa è una fiaba fantasy per ragazzi, nata una sera d'inverno durante un temporale che aveva causato uno schermo spento. Ho immaginato come sarebbe stato il mondo se un giorno fosse scomparsa la musica, nella storia un essere malvagio ruba la musica.

Qual è il tuo rapporto con il fumetto?

Essendo nato con il fumetto tengo parecchio all'illustrazione,  ti aiuta a far passare il messaggio più velocemente e con efficacia, è una perfetta commistione tra parola e immagine. Ho iniziato 25 anni fa come soggettista e sceneggiatore, ma soprattutto come autore di fumetto indipendente. All'epoca leggevo di tutto, ma nel cuore rimarrà Tex, è stato il primo fumetto che ho letto e lo leggo ancora oggi. Prediligo gli albi più vecchi anche di altre testate.

Il tuo rapporto con i disegnatori è paritario?

La storia è un qualcosa che avvicina, si deve sviluppare un feeling buono tra sceneggiatore e disegnatore,si devono capire. Se sceneggiatore e disegnatore entrano in sintonia allora sì che il fumetto diventa un veicolo dal grande fascino emotivo e comunicativo.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione