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Le nuvole parlanti

Toninelli, una Divina vita tra i fumetti in compagnia di Dante

Se siete zagoriani, divoratori di fumetti e amanti di Dante e dintorni, non potete non diventare fan di Marcello Toninelli. Questo importante artista è noto per la sua simpatia e ironia, oltre che per il suo amore per le opere letterarie più importanti.

Toninelli, una Divina vita tra i fumetti in compagnia di Dante

Iliade, Odissea, I Promessi Sposi, la Gerusalemme Liberata e infine, ultimo non ultimo, Dante Alighieri e la sua Divina Commedia, nessuna di loro ha avuto scampo dalla sua riscrittura in chiave fumettistica!  Oltre che grande e stimato professionista, Marcello Toninelli è anche un uomo di straordinaria gentilezza e umiltà, cosa rara ai giorni nostri. 

Qualche anno fa il fumettista è stato ospite dell'istituto Comprensivo Santa Chiara di Foggia, in quella occasione ebbe occasione di presentare i suoi libri su Dante agli alunni della scuola che ne furono entusiasti e approfittarne dell'occasione per farsi fare dediche con disegno autografate! 

Marcello la tua è una lunga strada ormai nel mondo del fumetto. Io sono diventata tua fan leggendo ne Il Giornalino le avventure di Dante Alighieri, ma sei stato anche uno degli sceneggiatori più amati tra gli zagoriani. Disegno, scrittura, sei uno degli autori più completi del panorama italiano, ma come è iniziata la tua passione per i fumetti?

Leggendo un settimanale che mia madre ci comprava (in quattro copie, una per figlio, per evitare discussioni), il Monello. Nei primi anni cinquanta, senza televisione né soldi per andare al cinema, quelle paginette colorate erano una porta aperta su mondi fantastici. Fu amore a prima vista. Poi, piano piano, sono passato a leggere... praticamente tutto quello che usciva.


Hai fatto degli studi particolari oppure sei un autodidatta?

Mi sono diplomato ragioniere, dunque nessuno studio artistico. Sono assolutamente un totale autodidatta... con qualche debito con i primi colleghi/ghe conosciuti che mi hanno dato le prime dritte professionali, ognuno/a nel suo campo: sceneggiatura, inchiostrazione...


Hai avuto autori di riferimento? Se sì, quali?

Troppi per sceglierne qualcuno. Da autodidatta, “rubavo” a tutti indistintamente.


Quali sono stati i tuoi esordi nel fumetto? Quando hai deciso di fare del fumetto la tua professione?

L'esordio è stato proprio con Dante, in una versione un po' rozza (dal punto di vista del disegno; le battute erano fin dall'inizio quelle che tutti i miei lettori e lettrici conoscono) pubblicata nel 1969  sulla rivista Off-Side, che purtroppo ebbe breve vita. All'epoca avevo appena iniziato a lavorare in banca, che lasciai tre anni dopo quando mi resi conto che dedicare al fumetto solo il tempo libero non mi avrebbe portato da nessuna parte. Così feci un bel salto nel buio... e per fortuna (e anche per capacità, ovviamente) è andato tutto bene. 


Cosa ricordi del periodo de Il Giornalino? All'epoca era una rivista molto letta dai ragazzi e soprattutto aveva tra i collaboratori autori famosissimi: te, Alfredo Castelli, Gino D'Antonio etc...

Ricordo splendide persone: D'Antonio e don Tom su tutti, e successivamente padre Gorla e Roberto Rinaldi, oltre alle bravissime signore della segreteria. Ricordo anche che, rispetto ad altre collaborazioni dove (sia pure spesso con rapporti amichevoli) mi sentivo un “fornitore”, al Giornalino mi sentii trattato finalmente come un professionista.


Te lo chiederanno in molti, del resto sei un decano del mondo delle nuvole parlanti... ci raccontesti qualche aneddoto della tua carriera?

Troppi sarebbero... ma uno è stato fondamentale nel farmi “salire di categoria”, e permettermi di fare poi tutti i gradini successivi: seppi che l'Editoriale Corno cercava autori per Adamo, un settimanale a imitazione di CorrierBOY che all'epoca andava per la maggiore. Portai in redazione un po' di tavole di prova. Mi fecero aspettare un po', poi mi dissero che non erano interessati. Un po' abbattuto mi diressi all'ascensore e mi trovai a scendere con Luciano Secchi/Max Bunker e una signora. Uscii e tornai in Toscana, dove il giorno dopo mi arrivò una telefonata: mi dissero che le tavole andavano bene e cominciai a lavorare per la testata disegnando varie storie autoconclusive e ben due serie, di una delle quali (Sonny Sold) scrivevo anche i testi. Venni poi a sapere che il rifiuto iniziale era dovuto a un equivoco: Secchi, leggendo il mio nome, mi aveva scambiato per Torricelli, all'epoca collaboratore di Schiaffino con cui Bunker aveva litigato. Incontrandomi in ascensore e andando a ricontrollare il nome sulle tavole si accorse che ero un'altra persona... e per me fu la svolta (fin lì avevo fatto solo giornaletti sexy).


Quest'anno il tuo Dante è stato al centro delle attenzioni, del resto abbiamo festeggiato i 700 anni; quando è nata questa tua avventura nel mondo dantesco?

Sui banchi di scuola, dove iniziai a scarabocchiare i primi disegni e le prime battute che, una volta diplomato, come ho detto proposi alla rivista Off-Side. 


Quanto influisce l'essere toscano nella tua opera?

In nessun modo, penso. Non credo ai “caratteri regionali”: ci sono bravi disegnatori ed eccellenti umoristi in tutta Italia, e infatti non sono stato l'unico a fare versioni a fumetti (anche a strisce) della Commedia.


La Divina Commedia non è l'unica opera letteraria di cui hai fatto parodie. I promessi Sposi con un divertentissimo Renzo sempre a caccia di fumetterie aperte, poi Iliade, Odissea, Gerusalemme Liberata... ti rendi conto di quanto ti sono grati gli studenti italiani per aver reso più divertenti letture altrimenti noiosine? Come nasce questa passione per le rivisitazioni letterarie?

Ho detto come è nata la mia “rilettura” dell'Inferno della Divina Commedia, il resto è venuto grazie al successo che le mie strisce ebbero su il Giornalino, con lettere e telefonate che arrivavano in redazione (le segretarie mi dissero che non era mai successo prima) e che spinsero il direttore a chiedermi di completare l'opera con Purgatorio e Paradiso e poi ad affidarmi tutti gli altri capolavori della Letteratura.


Come si svolge una tua giornata lavorativa tipo?

Mi sveglio alle 9-10; sbrigo la corrispondenza e i post sui social, poi faccio ginnastica e dopo pranzo mi metto al lavoro, che prosegue fino alle 2-3 di notte.


In genere prima scrivi l'idea oppure parti dal disegno facendo degli schizzi?

Seguo l'iter classico: idea, soggetto, scaletta, sceneggiatura, disegno a matita, inchiostrazione, fumettatura e colorazione. Per le strisce, le prime quattro fasi si condensano nell'immediata scrittura delle battute.


Quale tra i tuoi tanti personaggi, escluso Dante, è il tuo preferito?

È come domandarmi quale dei miei figli preferisco. Ognuno a modo suo, li amo tutti allo stesso modo indipendentemente dal successo che hanno o non hanno avuto.


Quali sono i progetti futuri? Cosa bolle in pentola?

Ho consegnato un paio di mesi fa alla Shockdom “Dante 2.0 – Ritorno all'Inferno” nel quale mi sono immaginato un nuovo viaggio di Dante e Virgilio nell'Oltretomba settecento anni dopo; mi sono divertito a scriverlo prima in terzine di endecasillabi come quelle della Commedia originale (anche se i miei versi faranno rizzare i capelli in testa agli esperti di poesia... d'altronde l'ho detto, sono solo un ragioniere) e poi, Canto per Canto – sono venti in tutto – ne ho fatto la versione a strisce umoristiche. Contemporaneamente, con lo stesso editore abbiamo deciso di festeggiare la ricorrenza dantesca con una “edizione somma” del mio Dante che, per la prima volta, verrà pubblicato insieme ai versi originali che ho “illustrato” con cento vignette mute realizzate per l'occasione. Il volume sarà di grande formato, cartonato e conterrà anche un segnalibro di stoffa... una roba da signori, e infatti costerà 50 euro! Entrambe le uscite saranno pronte per metà settembre, data della morte dell'Alighieri. Al momento sto poi cercando di riaprire le mie vecchie Edizioni Foxtrot per pubblicare (tramite Amazon, che avrà l'esclusiva della vendita) storie vecchie e nuove dei miei personaggi e molte altre cosette: romanzi, saggi, libri per bambini, raccolte di barzellette... ho già in programma una trentina di uscite. Se mi regge la salute.


Che rapporto hai con i social? Su facebook sei attivissimo e se non sbaglio avevi un blog...

Il blog (https://ioedante.blogspot. com/) è ancora attivo e, nel suo piccolo, seguito con interesse da un bel po' di persone (sto per arrivare alle 200mila visualizzazioni). Per il resto, cerco di stare sui social quanto posso, sia per il piacere di “sentirmi” con amici, colleghi e lettori, sia per pubblicizzare di volta in volta le mie produzioni.


Cosa consigli a un esordiente che vuole tentare la carriera nel fumetto come autore?

Di lasciar perdere! Scherzi a parte, il fumetto da edicola che per decenni ha permesso agli autori di “avere uno stipendio” regolare è in grande crisi, e il settore librario fumettistico che in questi ultimi anni si è molto sviluppato permetterà (come succede con i romanzi) di vivere di questa professione a una manciata di autori “di successo”, mentre per tutti gli altri non potrà rappresentare che un hobby o al massimo un secondo lavoro.


Che personaggio non hai fatto e ti sarebbe piaciuto fare? Io ti avrei visto bene su Asterix o Alan Ford...

Per Asterix non sono abbastanza bravo. Per Alan Ford forse avrei potuto... ma avrei voluto farlo “a modo mio” e sicuramente Bunker non me l'avrebbe mai permesso. Se fossi nato negli Stati Uniti, avrei voluto portare avanti le storie di Alley Oop.


Che ricordo hai di Foggia e dei tuoi piccoli ammiratori?

È stata una piacevolissima esperienza. D'altronde ragazzi e ragazze sono così curiosi e “aperti” alle novità che è sempre un piacere dialogare con loro... specialmente se, come è stato in questo caso, il corpo insegnante riesce a organizzare l'incontro con passione, intelligenza e professionalità. 

 

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Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

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