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Con il corpo è facile ma quanto è difficile (e utile) mettere a nudo i tuoi sentimenti?

Provandoci si vede che è più difficile di quanto sembri, ma solo così si può conoscere veramente l’altro… e prima di tutto noi stessi.

Con il corpo è facile ma quanto è difficile (e utile) mettere a nudo i tuoi sentimenti?

Opera di Fernando Zucchi (custodita da galleria piziarte.net )

I momenti di contatto sono relegati a un bacio sulla guancia o all’atto sessuale, tralasciando il contatto del corpo e la relazione intima. E invece l’amore ha bisogno di sentimenti e di contatto.

Nella mia esperienza di psicoterapeuta ho spesso rilevato come nel rapporto di coppia ci sia tante volte una carenza di contatto globale e profondo: i momenti di contatto, infatti, sono relegati a un bacio sulla guancia o all’atto sessuale, tralasciando il contatto del corpo e la relazione intima. E invece l’amore ha bisogno di sentimenti e di contatto. Recentemente è venuta da me una coppia, insieme da più di dieci anni, con problemi di relazione. Lui avvocato e lei nel mondo del commercio, con un figlio di nove anni, vivevano un rapporto affettivo ormai consolidato, ma con interessi che tendevano a divergere e questo portava a problemi sul piano relazionale e sessuale. La loro comunicazione tendeva a essere sempre più sul piano pratico, sulle cose da fare: <Ho ragione io, hai ragione tu…>, e questo li aveva portati ad allontanarsi sempre più. Occorre, come prima cosa in questi casi, avere qualche momento in cui la comunicazione si sposti sul “sentire”, al di là del giudizio e della ragione, e partire da ciò che noi sentiamo. Per esempio: <Quello che tu dici mi fa sentire arrabbiato, contento, triste…> consente di tracciare una strada verso l’altro senza chiedere nulla, né esigere che risponda allo stesso modo, cioè senza garanzie e con la possibilità che l’altro percorra la stessa strada in modi diversi. Questa modalità è alla base di una comunicazione profonda e sincera, indispensabile per la coppia, senza la quale può davvero succedere di tutto. Tale regola, che ai miei pazienti suggerisco per verificare se nella relazione ci sono radici profonde e valga così la pena di lavorare su di sé, è molto difficile da attuare. E’ chiaro che nella vita pratica, lavorativa, incentrata spesso sul fare e sull’agire, se comunichiamo all’altro le parti più profonde del nostro sentire ci possiamo mettere in una situazione “a rischio”. Ma nella coppia non devono prevalere situazioni di potere o modalità superficiali. Occorre, bensì, entrare in profondità. Non si può pretendere che ci siano modificazioni sul piano sessuale, se prima non si passa da questo stadio. Se non si parte da un reale lavoro su di sé, sul piano sessuale si possono mettere solo in atto delle strategie, che alla lunga si rivelano come passeggere e non appaganti. Quindi, l’esperimento è: sei in grado di esprimere il tuo sentire, senza giudizio e partendo da te? Provandoci si vede che è più difficile di quanto sembri, ma solo così si può conoscere veramente l’altro…e prima di tutto noi stessi. L’altro importante aspetto è quello del contatto corporeo. E’ necessario riuscire ad abbandonarsi a un contatto, a un abbraccio non esigente, sperimentando la possibilità di accarezzarsi e massaggiarsi reciprocamente in tutto il corpo, imparando a ritrovarlo, esprimendo anche qui il proprio “sentire”. Questo diventa impossibile quando chiaramente sono presenti tensioni irrisolte o rabbie inespresse.

Bibliografia

F. Padrini. La vita di coppia. Edizioni Riza S.r.l. 2004.

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Tiziana Prencipe

Tiziana Prencipe

Il desiderio è una forza che ci attraversa. E’ diversa. Non è la forza dell’io semplicemente, ma è qualcosa di ulteriore rispetto all’io. E’ così che la psicologia mi ha trovato e io mi sono fatta trovare. Ho conseguito, quindi, la laurea in psicologia clinica e della salute a Chieti e, ben presto, la specializzazione in psicoterapia presso l’Istituto Riza di medicina psicosomatica di Milano. Non solo una preparazione professionale, ma un vero e proprio percorso interiore. Ho ottenuto poi un master in perizia e psicologia giuridica e attualmente svolgo la libera professione in qualità di psicologa e psicoterapeuta, esperta in tecniche di rilassamento a mediazione corporea e tecniche immaginative.  Al contempo sono relatrice in numerosi convegni, corsi e dibattiti su tematiche di psicologia. Una mente e dunque un corpo. Un corpo danzante, una passione chiamata ballo: per anni atleta agonista della federazione italiana danza sportiva. Quando qualcuno rinuncia ad ascoltare la chiamata del proprio desiderio, lì la vita si ammala.

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