Cerca

Il punto

Chi ha tradito il popolo italiano?

È stato il Capo dello Stato Sergio Mattarella con il suo veto a Paolo Savona ministro dell’Economia? Oppure il traditore è Matteo Salvini che, spalleggiato da Luigi Di Maio, ha scelto la fermezza ad oltranza contro il Presidente della Repubblica?

Chi ha tradito il popolo italiano?

Un seggio elettorale al

Chi ha tradito la volontà del popolo italiano, espressa con le elezioni del 4 marzo scorso, di avere un Governo di cambiamento per il Paese? È stato il Capo dello Stato Sergio Mattarella con il suo veto a Paolo Savona ministro dell’Economia, per non indispettire gli investitori internazionali e salvare, a suo dire, la sovranità popolare dei risparmi delle famiglie italiane messe a rischio dalle turbolenze di mercato alimentate dalle turbolenze sull’euro dell’economista? Oppure il traditore è Matteo Salvini che, spalleggiato da Luigi Di Maio, ha scelto la fermezza ad oltranza su di una casella, benché importante, in cui la sostituzione di Savona con «un autorevole esponente politico della maggioranza» (parole di Mattarella), avrebbe agevolmente ricomposto il puzzle del governo desiderato dagli italiani? L’impressione è che l’alto tradimento, di cui soprattutto M5S e Fratelli d’Italia accusano il Presidente della Repubblica (con difficile persecuzione secondo Cesare Pinelli, docente di Diritto Costituzionale alla università La Sapienza di Roma, in quanto «L’ipotesi di una sua messa in stato d’accusa è completamente al di fuori della Costituzione», in quanto «Il presidente della Repubblica si è mantenuto nell’ambito delle sue prerogative»), veda corresponsabili tutti gli attori del dramma politico ed istituzionale consumatosi in questi giorni. È difficile, infatti, comprendere come mai due forze politiche, Lega e M5S, incaricate dalla stragrande maggioranza degli italiani di dare una svolta al Paese debbano sottostare ad una continua corsa ad ostacoli per il nuovo governo deciso democraticamente dalle urne, artatamente posti sulla strada anche dai poteri finanziari stranieri con un pressing vergognoso dei media internazionali lautamente finanziati da quegli stessi poteri finanziari. È altrettanto difficile comprendere come le due forze politiche del cambiamento non siano state disponibili a cambiare un nome della rosa dei ministri proposti al Presidente della Repubblica per dare, in definitiva, agli italiani il governo della svolta che avevano promesso. L’effetto immediato è quello di una baraonda politica che avrà effetti sul Paese maggiormente devastanti dei rischi paventati dal Capo dello Stato. Perché, quand’anche a Mattarella riuscisse il colpo Cottarelli, il ritorno alle urne è inevitabile con l’indispettimento della volontà popolare, le cui reazioni alla nuova chiamata elettorale sono imprevedibili: ci guadagnerà soprattutto Salvini, che con l’imposizione di Savona intendeva volutamente cercare lo scontro finale con Mattarella per tornare al voto e rafforzare la sua leadership? Sarà il M5S a mietere maggiori consensi, riuscendo a spiegare bene le ragioni per cui «i governi li decidono le agenzie di rating, le lobbies finanziare e bancarie, sempre gli stessi», come dice Di Maio, così da chiedere ampio consenso nel determinare le sorti del Paese? Ritorneranno a galla le velleità del camaleonte Silvio Berlusconi e del pinocchio Renzi, in un’alleanza tra gatto e la volpe che ha strisciato furbescamente lungo questi 84 giorni dal voto parlamentare? Una constatazione, immediata, è certa: la democrazia, nobilmente intesa, è stata palesemente presa a schiaffi da tutti e il risentimento della gente è un rischio incalcolabile persino per gli equilibristi del potere.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

Antonio Blasotta

Antonio Blasotta

Alla passione per la scrittura e la comunicazione ho dedicato il mio tempo, senza mai risparmiarmi. Così, da quando avevo 15 anni, ho scritto per diversi giornali (Puglia, La Gazzetta del Mezzogiorno, il Roma), ho diretto la prima tv di Foggia, Teleradioerre; ed ho finito con il fondare la Casa Editrice "Il Castello", che, oltre ad editare diversi libri, pubblica "Il Mattino di Foggia". Divido la mia vita tra la passione editoriale e quella per la formazione relazionale e direzionale, essendo Master Trainer con licenza USA di PNL.

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione