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IL PIANETA VEGA

Della cucina vegan ossia come non torturare l'onnivoro esigente

Tutti i piatti tradizionali si possono veganizzare. Mangiare vegan non deve essere una tortura, ma un piacere e bastano pochi, piccoli accorgimenti perché una scelta alimentare passi ad essere stile di vita.

Della cucina vegan ossia come non torturare l'onnivoro esigente

E' da un po' di tempo che abbiamo iniziato a parlare di vivere cruelty free, di alimentazione vegana e di scelta etica, ma fra tanto parlare credo sia ora di dare qualche consiglio pratico a chi abbia intenzione di provare a fare il grande salto. Oppure, perché no, provare a farne uno piccolo, di una settimana, di un mese. Senza pensare che debba essere un traguardo da raggiungere, ma lasciando che i giorni passino, in maniera molto semplice. Fra l'altro è arrivato l'autunno ed è il momento buono, lo dicevamo nelle "scorse puntate", per fare qualche piccolo cambiamento approfittando del fatto che anche la natura sta cambiando.

E' ormai cosa risaputa che i vegani non si limitano a non mangiare carne e pesce, come i vegetariani (ma aggiungiamo pure: a eliminare piumini, pellicciotti, lana, pelle dal vestiario), ma aboliscono anche i derivati animali dalla propria dieta. Il perché è molto semplice: anche se latte e uova non implicano l'uccisione diretta degli animali, ne provocano quella indiretta, sono cioè coinvolti nel ciclo di produzione della carne e non ne sono una semplice conseguenza. Si pensi alle uova: non si hanno le uova perché si allevano galline che poi verranno macellate, si allevano galline per avere le uova e ciò porta a una serie di violenze sull'animale, dal vivere in strette gabbie al vivere ammassate in capannoni, fino a essere gettati vivi nei tritacarne se si è pulcini maschi.

Dunque, come si può fare una transizione "indolore", che non porti l'onnivoro di turno a rimpiangere carne e pesce? Non è così difficile come si pensa, soprattutto quando si hanno motivazioni forti come quelle etiche (quelle salutiste, pur pregevoli, non sempre portano a risultati duraturi in quanto chissà perché non siamo tutti troppo amanti della nostra salute). Di guide per diventare vegani ne è piena la Rete; volevo qui fornire qualche escamotage in più. Ad esempio, uno dei problemi che appaiono più insormontabili è la diversità di sapori. Premesso che i piatti vegetali sono ottimi, e tutto dipende da come si realizzano (un'amatriciana se cucinata male non è comunque mangiabile), non è che la cucina tradizionale sia più buona o gustosa, ma APPARE tale alle nostre papille ormai assuefatte a quel tipo di sapori. Se ci fate caso succede anche quando andate a cena ospiti, o quando andate in un ristorante: non sempre quello che sarà sottoposto all'impietoso giudizio del vostro palato passerà l'esame. Anche se cucinato bene: molto dipende da come siamo abituati a mangiare (per esempio, uno stesso piatto potrà sembrare insipido ad alcuni, giusto o salato ad altri). Lo sanno bene le neo-spose che devono competere con la cucina di mammà.

Però è anche giusto che nell'evitare di torturare animali non si torturi nemmeno sé stessi, e allora vediamo che cosa possiamo fare in proposito. Gli amanti dell'hamburger per esempio sanno che esistono omonimi totalmente vegetali, ma spesso ne contestano il sapore o la consistenza. Bene, non fermatevi alla prima marca di hamburger di soia (generalmente è quella che si usa per imitare le pietanze a base di carne): sapore e consistenza possono variare molto da una marca all'altra, si tratta semplicemente di trovare quella che fa al caso vostro. Stesso discorso per il latte di soia: nella maggior parte dei casi ha un saporaccio, lo ammetto (ma tanto a me non piaceva nemmeno il latte vaccino), eppure esistono marche che fanno latte dalla consistenza cremosa e dal sapore gradevole. A voi lettori la scoperta, io non posso pubblicizzare!

Veniamo poi al tofu: se vi ostinate a mangiarlo così, bianco, scondito e magari pure crudo, è certo che per voi la cucina vegana sarà lacrime e sangue. Invece il tofu è un'ottima base che si presta a essere cucinata in mille modi diversi, sì, ma dopo averlo insaporito! Tant'è che con il tofu si fanno anche wurstel e affettati vari. Personalmente non sono un'amante delle imitazioni, ma se uno ha fretta o vuole variare, sono ottime soluzioni.

Faccio un passo indietro al latte: non esiste solo quello di soia! Mandorla, avena, riso e molti altri danno all'aspirante vegano un'ampia scelta. Poi se amate il cioccolato, ne basterà un cucchiaio per rendere buono qualsiasi latte, anche quello che meno vi soddisfa (potere del cacao!).

Chi teme carenze, sappia che l'unica carenza che effettivamente è da tenere presente è quella da vitamina B12 (e non bisogna trascurarla), facilmente aggirabile tramite piccole pastigliette di integratori (attenzione a scegliere una marca vegan). Sappiate che tanto gli animali che forniscono la carne vengono a loro volta alimentati con questi integratori, almeno nella maggior parte dei casi, dunque la B12 che assumete per via carnivora è pur sempre sintetica del tutto o in percentuale.

Per quanto riguarda altre carenze, i vegetali sono uno scrigno di preziosi nutrienti pressoché senza fondo e la scorta di proteine può essere fatta tranquillamente con legumi, meglio se abbinati a cereali, seitan e tanta fantasia: infatti le opzioni per variare la propria dieta in questo campo sono tantissime e spesso sconosciute dagli onnivori, anche se ormai semini come quinoa, amaranto, miglio ecc. stanno diventando sempre più frequenti sugli scaffali di qualsiasi supermercato.

Concludiamo questo breve excursus con una considerazione: qualsiasi ricetta può essere tranquillamente veganizzata. Persino il pesce (ne parleremo)! E volete mettere la soddisfazione di non aver ucciso nessuno?

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Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

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