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IL PIANETA VEGA

Vegani della domenica

Il dialogo tra cattolici e non credenti è difficile anche per quanto riguarda la scelta di vivere cruelty free. Eppure sono posizioni, quella evangelica e quella senza crudeltà, a ben guardare molto vicine. Come mai su un terreno comune non si riesce a entrare in sintonia?

Vegani della domenica

Giusto de' Menabuoi - Creazione - Battistero della Cattedrale (1376)

L'autunno sta preannunciando il suo arrivo con questa pioggia domenicale e anche la mia rubrica riprenderà con la solita continuità. I lettori mi perdoneranno qualche assenza, garantisco che non è stata dovuta alle vacanze ma al lavoro! Qualcuno avrà visto che sta andando in onda su Teleblu il mio format "Cruelty Free", e ho dovuto dedicarmici più del previsto. Proprio oggi sono reduce peraltro dal Vegan Place Festival che si tiene a Fermo (AP) in questo weekend. Un appuntamento per i tanti non solo vegani, ma anche salutisti e curiosi che hanno voglia di ritrovarsi insieme, di discutere, di fare il punto della situazione e trovare nuove sinergie. Occasione anche per gli operatori del settore per far conoscere le proprie aziende. I festival si stanno ormai moltiplicando e in molte città italiane e in quasi tutti i periodi dell'anno c'è modo dunque per incontrarsi e condividere le proprie attività, da quelle lavorative a quelle di tipo associazionistico e di volontariato, e questo è un vero segno dei tempi, perché fino a qualche anno fa anche i negozi di prodotti biologici costituivano una novità che veniva guardata con curiosità. 

Come relatrice ho tenuto un intervento su un argomento ancora più dibattuto, relativo al rapporto fra religione cristiano-cattolica e vegetarismo presentando il libro della sociologa Marilena Bogazzi, presidente dell'Associazione Cattolici Vegetariani, intitolato "Vegetarianesimo di ispirazione cristiana. Uomini e animali nel disegno divino". Diciamo la verità, si tratta di due mondi, quello delle parrocchie e quello degli attivisti cruelty free, che fanno fatica a incontrarsi. L'uno teme una serie di cose, fra cui lo sfociare in quella che è vista come una vera e propria eresia, l'antispecismo. Il timore è dovuto al rischio di mettere sullo stesso piano uomo e animale, e sappiamo che nella religione cristiana l'uomo occupa un posto particolare nella creazione. Gli altri, dal canto loro, sposano spesso idee lontane da quelle professate dalla Chiesa, e difficilmente riescono a entrarvi in dialogo. Nonostante l'enciclica di Papa Francesco, "Laudato Si'", sembrasse aver aperto uno spiraglio di dialogo su questo tema, i due "fronti" continuano a non incontrarsi. Addirittura alcune pecorelle del Sommo Pastore hanno aperto un sito contro l'enciclica mentre altri sono arrivati a definire satanica l'alimentazione vegana, ovviamente nei suoi collegamenti più estremi con antispecismo e animalismo di un certo tipo. E invece occorre avviare un dialogo proficuo fra le due parti. Forse alla parte più strettamente laica questo interessa ben poco, ma per l'altra parte in causa penso sia di vitale importanza. E' vero che la Chiesa si trova a dover affrontare sfide inedite di fronte a questa contemporaneità liquida, dal gender al sacerdozio degli sposati, dunque la questione del rapporto uomo-animali-creato sembra essere del tutto secondaria. Eppure non è così. Si tratta di una questione primaria, perché se non si arriva a comprendere che non basta predicare che Dio è amore, occorre far entrare questo amore in ogni ambito della nostra vita, occorre spingere le persone, i fedeli, all'impegno verso la casa che il Signore ci ha affidato, per non rischiare di avere una fede o meglio una pratica religiosa che va avanti per inerzia, per cultura, per educazione, per abitudine, ma non per amore.

Con questo non si intende dire che se non ci si occupa su quel fronte non si mette in pratica il comandamento evangelico. E' ovvio che anzi questo comandamento guarda primariamente all'uomo, a quello che si fa al proprio prossimo. Ma sarebbe bello avere una visione olistica di questo comandamento, una visione comprensiva, in cui pur nel dovuto rispetto che si deve all'essere umano, non si dimentichi quello che si deve alla creazione opera di Dio e ai suoi abitanti, altrettanto opera Sua, anche loro nostro prossimo.

Ecco, una visione domenicale, quella della contemplazione in cui riposandosi, Dio stesso fu soddisfatto, e disse che quanto aveva fatto era cosa molto buona. Settimo giorno. Sarebbe quindi un completamento se, invece di fermarsi - fermarci - al sabato della creazione dell'uomo, e per analogia a quello del sepolcro, ci si spostasse di prospettiva alla domenica della contemplazione e dell'amore, che poi è lo stesso giorno della Risurrezione. Che differenza. Non credete?

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Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

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