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IL PIANETA VEGA

Pancia piena e cuor contento

Dato che con la sola filosofia non si mangia, e che i vegani come tutti gli esseri umani hanno il senso della fame, per una volta non facciamo speculazioni ma parliamo di cibo e di come fare a rifocillare un vegano. Forse.

Pancia piena e cuor contento

I proprietari di "The Herbivorous Butcher", la prima macelleria vegana, nata a Minneapolis

Abbiamo parlato tanto di etica, fino ad oggi; mi rendo conto, però, che la filosofia rende l'animo soddisfatto, ma non la pancia piena. E siccome si sente spessissimo dire che i vegani non mangiano niente o che hanno una dieta molto limitata, beh, bisogna proprio sfatare questo mito. Qualsiasi vegano si sarà sentito domandare almeno una volta (magari fosse solo una!): "E che cosa mangi?", o peggio: "E non mangi niente?". 

Quando ho scelto di diventare vegetariana prima che vegana a casa mia è stata una tragedia: sembrava che mi stessi autocondannando a morire di fame. Quando sono passata al veganesimo, poi, non ne parliamo! In effetti era difficile anche per me, non perché sentissi la mancanza di qualcosa, ma perché la scelta di alimenti già pronti era parecchio limitata. Ecco così che i vegani della prima ora si sono ingegnati a inventare ricette che avessero il giusto bilanciamento di nutrienti. Grazie a quei pionieri oggi davvero non ci manca niente. Quindi, non è vero che mangiamo solo verdure, legumi e cereali, o almeno, non è vero che li mangiamo nelle forme classiche della zuppa o della minestra o dell'insalata. Abbiamo tutto ciò che un onnivoro ha: dall'hamburger al würstel, dall'affettato al formaggio. E il sapore è ottimo (certo, dipende pure da come uno cucina). Personalmente non sono nemmeno una patita di quello che imita la carne: ritengo questi prodotti utilissimi per variare, come dire, per dare sfogo alla fantasia (anche l'occhio vuole la sua parte), ma non perché debbano ricordare cibi a base di carne o di pesce (sì, ci sono anche i bastoncini di mare, non di pesce ma di alghe). Comunque, dato che per molti la transizione è difficile, ben venga rendere loro più semplici le cose.

Io non condivido molto: non mi disturba mangiare una cotoletta o una salsiccia vegetale, non immagino nemmeno un'altra forma in cui si potrebbero presentare; diciamo che è questione di design applicato alla vita pratica. Però non condivido il pensiero che questi debbano per forza imitare la carne. Altrimenti, dov'è il cambiamento? Dov'è la novità, dov'è il nuovo approccio al rispetto per la vita animale? Addirittura ora sono arrivate le macellerie vegane. Una di cui ho notizia, in Puglia, in realtà è una vera macelleria che poi offre anche preparati con ingredienti vegetali. Altre sono semplicemente negozi di alimenti vegetali allestiti a mo' di macelleria, con le fettine, gli insaccati e i polpettoni di verdure, ecc. A me non piace il concept: mi mette tristezza il pensiero di macellare, anche se sono verdure. Invece vorrei abolire proprio l'idea che possa esistere un comportamento violento, vorrei proprio si potesse abolire il termine "macellare" dal vocabolario. Credo che le basi di un mondo nuovo si gettino anche per mezzo delle parole. Dovremmo imparare ad avere più attenzione alle parole che usiamo, a parlare meno veementemente, ad esprimere concetti gentili piuttosto che a riciclare le vecchie idee del mondo in chiave vegana.

Oggi si parla molto di postumanesimo. Questo termine mi lascia perplessa, perché cosa significa andare dopo l'umano? Se significa abolire l'umanità, no, grazie. Credo anzi bisognerebbe recuperare un bel po' di umanità.

Vabè, come volevasi dimostrare, scusatemi, sono finita di nuovo a fare filosofia. Però vi assicuro: nel nostro menu non mancano nemmeno le lasagne. Provare per credere.

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Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

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