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IL PIANETA VEGA

Abitanti, custodi, signori

Dominare la Terra per abitarla e creare benessere per tutti, o per distruggerla e soverchiare gli altri? E' una scelta che si compie ogni giorno. In fondo, noi siamo per la Terra quello che chi governa è per il popolo.

Abitanti, custodi, signori

Lucas Cranach,

Buona Pasqua a tutti!

Questa notte ero alla veglia e come da tradizione viene letto il passo della Genesi in cui si parla della creazione della Terra e di quanto contiene. Lo conosco molto bene, soprattutto dove è scritto che "Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro ciboA tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno".

Bellissimo, no? Ho evidenziato alcune parole. La prima è dominare. L'uomo è un dominus, un signore, su tutta la Terra. Dominus in latino è colui che ha potere su qualcosa, ma in un senso diverso da un princeps ossia primus inter pares, un primo tra i pari. L'uomo non è tra pari: è evidente che la somiglianza con Dio è tale proprio perché ha un rapporto con il Creatore e con la creazione come di un figlio ed erede. E' diverso da un imperator, al quale è riservato il comando militare; è differente, ancor più, da un tyrannus, che regge quanto gli è sottoposto in maniera dispotica. Dominus lo traduciamo con signore, e in Italiano siamo soliti dire di qualcuno che "è un signore" quando è particolarmente cortese e nobile d'animo. Quindi l'uomo deve sì dominare, ma con la gentilezza di chi sa di governare qualcosa e proprio per questo ha il dovere e l'obbligo morale di custodirlo nel migliore dei modi. Come fanno i papà e le mamme. Signore, ma anche custode. D'altronde chi, avendo una grande ricchezza, o una bellissima casa, non la terrebbe in gran conto e se ne prenderebbe cura con ogni mezzo? Solo gli stolti non lo farebbero. Ecco, la Terra non è forse quella bellissima casa che ci è stata data in dotazione quando siamo nati? Siamo sicuri di esserne i degni proprietari?

Spesso uso dire che noi non siamo i padroni del pianeta, ma i suoi custodi. Mentre scrivo queste righe mi accorgo che invece sì, siamo i padroni, e forse è proprio perché non ne siamo consapevoli che non riusciamo in troppi casi ad amare come si deve la nostra Terra, ma anche solo il posto in cui viviamo, come la nostra città, lasciandola spesso all'incuria delle sue strade rotte peggio di mulattiere, alla connivenza col malaffare, alle pesanti lacune culturali, al suo clima (in senso figurato) troppo spesso stantio e dal quale troppo spesso molti cercano di fuggire oppure contraggono la malattia dell'adeguarsi. 

Per di più il verbo ebraico che traduciamo con dominare, rada, significa "guidare", "pascolare", "condurre". Così dunque soggiogare: il verbo kabas non significa assoggettare, ma prendere possesso di un territorio; e cosa si fa, quando si prende possesso di qualcosa? Lo si distrugge, o lo si cura? Beh, sì, a volte qualche mente malata fa la prima cosa. Ma noi non vogliamo essere menti malate, vero? Vedete, noi ci lamentiamo sempre dei nostri politici e governanti, di quanto operino male. Pensate, per un attimo, che noi siamo per la Terra quello che chi governa è per noi. Forse questo ci indurrebbe a comportarci molto meglio con questa casa e con i nostri fratelli con le zampe, le pinne o le ali, o le foglie, o le ife.

Dopo aver creato uomo e animali, Dio comprende che devono pur nutrirsi e così dona loro del cibo. All'uomo da erbe che producono semi e alberi che producono frutti, dunque semi e frutti; agli animali ogni erba verde. Si legge da qualche parte che l'uomo debba mangiare gli animali, o gli animali altri animali? E poi è da notare la delicatezza del Dio creatore davvero per ogni creatura: non dà nemmeno le piante da mangiare, ne dà solo le parti che si possono cogliere senza danneggiarle! Agli animali dà erbe, ma gli animali brucano senza distruggere l'intera pianta. Da questa descrizione traspare un'immagine di una tenerezza disarmante.

Poi, più in là nella Genesi (questo però nelle letture della veglia non c'era), "Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse". Ancora nessun riferimento al cibarsi di esseri viventi. 

Eppure poi accade. Accade che l'uomo inizi persino a fare offerte sacrificali a una divinità che sembra insaziabile di sangue, sebbene si legga che non gradisca gli olocausti, che misericordia vuole, e non sacrifici. Ora non voglio addentrarmi in disquisizioni teologiche che sarebbero qui fuori luogo, ma brevemente cerchiamo di capire che quello che avviene dopo la cacciata dall'Eden è ben diverso da quello che avviene prima dell'entrata del peccato nel mondo. C'è un abisso che separa il prima e il dopo: prima c'è pace, convivenza rispettosa, tutto è perfetto. Dopo iniziano la ferocia, la violenza, la barbarie, la sopraffazione, l'assassinio. Prima ci si cibava di vita, dopo di morte. E' in un mondo ferito dal peccato che iniziano queste uccisioni e che l'uomo pensa di ingraziarsi la divinità a suon di vittime. Questo abisso, che per i credenti cristiani è stato colmato con la croce di Cristo (Lui sì, il vero agnello, non quello dei supermercati), continua però a produrre i suoi risultati e lo farà fino a quando non saremo noi ad operare in prima persona per recuperare la bellezza di un mondo appena creato, i "nuovi Cieli" e la "nuova Terra". Le letture di questa notte prevedevano anche il Salmo 103 che in un passo dice: "Tu fai crescere l’erba per il bestiame e le piante che l’uomo coltiva per trarre cibo dalla terra".

Mi rendo conto che non tutti siamo credenti e che quanto esposto sinora non sia condiviso da tutti. Ma vorrei che sia letto al di là delle idee religiose. Può benissimo essere una favola, un mito. Il succo forse cambia? Forse ci interroga meno sulla necessità di risorgere e di dare resurrezione a tutta la creazione? E' qualcosa di scritto nel cuore di ogni uomo, a prescindere dal suo credo e dalla sua provenienza. Dominare la Terra per abitarla e creare benessere per tutti, o per distruggerla e soverchiare gli altri è una scelta che si compie ogni giorno, in ogni azione.

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Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

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