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Le nuvole parlanti

Da “Lavorare stronca” a "Oral sex", la traversata tra satira e fumetto nello stupore di Angelo Zabaglio

Angelo Zabaglio aka Andrea Coffami è un autore spiazzante. Scrivere per lui è come respirare e lo fa con naturalezza, aggiungendo al tutto uno spirito dissacrante e un umorismo diversamente british.

Da “Lavorare stronca” a "Oral sex",  la traversata tra satira e fumetto nello stupore di Angelo Zabaglio

Romano, di borgata (e la cosa ha la sua importanza), entra nel mondo del fumetto come autore del libro "Oral sex", trasposizione grafica della omonima web serie. Il titolo non inganni, io il libro l'ho letto: è divertente, ironico, senza filtri e senza pregiudizi, ma non è volgare, i personaggi vivono in maniera comica le vicende quotidiane legate alla vita di coppia. 

Angelo come ti sei avvicinato al mestiere di autore? 

Ho sempre voluto scrivere, mi ricordo un aneddoto particolare, frequentavo le scuole elementari e un giorno arrivò in classe la supplente. Ci chiese di scrivere un racconto e io, che all'epoca ero un bambino molto tranquillo e silenzioso, ne feci uno con protagonista Cicciolina che veniva uccisa nel letto e l'ispettore Derrick si occupava delle indagini. Quando lo lessi, la maestra rimase sconvolta mentre i compagni di classe ridevano, allora capii che provocare lo stupore era una sensazione che mi piaceva. E scrivere mi piaceva talmente tanto che piano piano è diventata la mia passione. 

Gli inizi come sono stati? 

Complicati, comunque non mi sono dato per vinto, ho rotto le scatole un po' a tutti. Lavoro molto nell'underground, faccio poesia rap con musica, spoken word, funky, e poi l'umorismo, l'ironia è importante. 

Cosa pensi della satira in Italia? È abbastanza pungente

È un discorso duro e complesso. La satira c'è, ma non in televisione, qualsiasi cosa passa per i canali generalisti a mio avviso non è satira, perlomeno non quella vera, irriverente. La satira che punge, quella che da fastidio e fa pensare, si fa nei piccoli teatri. Gli unici comici “televisivi” che seguo sono Saverio Raimondo, Valerio Lundini e il grande Luttazzi (che naturalmente non fa più TV). Comunque negli anni 90/2000 c'era più libertà espressiva, adesso sembra tutto già visto. Secondo me qualsiasi comico copia, in minima parte. Tutti copiano, le idee sono fatte er essere copiate secondo me. Negli ultimi anni si sta confondendo tutto con la stand up che va molto di moda. 

Parlerei del tuo ultimo lavoro un libro di fiabe piuttosto particolare… 

Sì, è un libro di fiabe per  adulti "Fatine puledri e re", sono 33 fiabe antiche opportunamente  plagiate e modernizzate. Si affrontano  tematiche legate al sesso, alla droga e alla morte. C'è poi una riedizione del mio libro “Lavorare stronca”: dieci racconti, ognuno con un suo genere preciso. 

Hai mai il "blocco dello scrittore"? 

Avoja se capita! Tempo fa avevo fatto un  libricino di poesie e non avevo più un'idea, ad un certo punto vidi un libro di fiabe di Capuano e iniziai a leggerle e mi resi conto che erano di una violenza allucinante. Ho incominciato a comprare una marea di libri di favole e a scriverle con il linguaggio antico, ma con termini volgari e tematiche più spinte. E alla fine dal "blocco dello scrittore" è nato il mio ultimo libro! 

Lavori anche per la NPE, una delle case editrici più interessanti, avete in catalogo molti giovani autori, ma valorizzate con nuove edizioni anche importanti nomi del passato tipo De Luca, Toppi, Battaglia. Come sei arrivato alla collaborazione con loro? 

Devi sapere che io vengo dal cinema, altra mia grande passione, lavoravo nei film, stile schiavo di Boris (ahahah!), per poi passare al reparto regia e produzione, mi piaceva stare sui set e sono entrato nelle varie produzioni, però poi il settore è entrato in crisi. All'epoca  già scrivevo su Underground Press, che era sempre di Nicola Pesce e mi sono trovato a occuparmi del reparto fiere, che per me la stessa gestione dei film, solo che invece che gestire reparti ed attori, gestisci disegnatori e libri. È un mestiere bellissimo e sono fortunato di farlo. 

Che rapporto avevi col fumetto? 

Leggevo roba ultra popolare, come passatempo. Giornaletti tipo Skorpio, Lanciostori, i fumetti ultrapopolari stile Il Lando (ahuauhuah). Ero legato alle vignette, ero legato a un mondo più alternativo e underground.

Parlerei adesso di Oral Sex presentato all’ultimo Romics 2019, un volumetto che raccoglie gli sketch tratti dalla omonima web serie, firmata da te e Carlo Piscitelli

Oral-Sex è nato in un periodo di transizione durante il quale io e il mio amico video maker abbiamo avuto l'idea per una web serie girata in due giorni, una sketch comedy tra il trash e le battute squallide all'American pie. Devo dire che la serie ha avuto un discreto successo online anche all'estero, anzi soprattutto, ne abbiamo fatto una seconda stagione con tre mini storie e lì è nato il fumetto. 

Disegnato da Mirko Milone

Ci piaceva molto lo stile di Mirko che è stato allievo della Scuola Romana dei Fumetti. Ha adoperato un tratto cartoonesco che è molto adatto al libro.

Di cosa parla il libro? 

I personaggi sono Teo, Valentina, Giorgio, Marta, Filippo, Clara e Giulia e tutti vivono le incomprensioni della vita (soprattutto quella sessuale) attraverso momenti comici quotidiani. L'idea di fondo era quella di non avere pregiudizi su nessun tipo di coppie perché etero, omosessuali, lesbiche, trans e bisex hanno gli stessi problemi con i loro partner, indipendentemente dalla propria propensione. Non mi è mai importato incasellare le persone per come amano. 

C’è poi qualche consiglio che vorresti dare ad uno scrittore emergente?

Compratevi un portatile e una stampante. Il resto poi sarà naturale. 

 

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Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

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