Cerca

Le nuvole parlanti

Laura Scarpa, la Signora del Fumetto

Autrice, editrice, disegnatrice, negli anni ha collaborato con grandi nomi, come Carlos Trillo. Ha conosciuto da giovanissima Hugo Pratt, veneziano come lei, al quale ha dedicato uno splendido libro: "Le lezioni perdute"

Laura Scarpa, la Signora del Fumetto

Da sempre punto di riferimento per la didattica del fumetto, è stata sua l'idea delle prime lezioni on line aperte a tutti, Laura Scarpa riesce a trasmetterci la sua passione, la sua professionalità, in tutto ciò che fa. Laura Scarpa è la dimostrazione che se hai talento e determinazione puoi realizzare i tuoi sogni, anzi superarli.

Ho una confessione da fare: erano anni che desideravo poter intervistare Laura Scarpa. Personalmente ritengo lei e Vincenzo Mollica i migliori narratori di tutto ciò che accade nel fumetto e dintorni. L'ho vista molte nelle varie fiere del fumetto, il suo volto dai lineamenti dolci, esotici, dalla sua eleganza naturale, sempre gentile con tutti, mai altezzosa eppure... Eppure ci troviamo di fronte ad una autrice che ha avuto una delle carriere più incredibili nel panorama fumettistico italiano e non. Parlare con lei equivale a fare un viaggio virtuale nel mondo del fumetto.  Autrice, editrice, disegnatrice, negli anni ha collaborato con grandi nomi, come Carlos Trillo. Ha conosciuto da giovanissima Hugo Pratt, veneziano come lei, al quale ha dedicato uno splendido libro, "Le lezioni perdute", nel quale ha ricostruito gli insegnamenti del grande Hugo, grazie al ritrovamento delle dispense della Escuela Panamericana De Arte, aiutata anche dalle memorie dei compagni lavoro dell'epoca, che hanno fornito testimonianze e materiali inediti del grande Maestro.  

Donna inarrestabile la Scarpa, che neanche la pandemia ha potuto fermare, anzi, grazie a una serie di incontri gratuiti a distanza ha portato il fumetto sui banchi di bambini e bambine, per quasi due anni, con cadenza settimanale, attraversi la sua pagina Facebook “Io fumetto e tu?”, dove si trovano ancora i video di questa iniziativa.  Da sempre punto di riferimento per la didattica del fumetto, è stata sua l'idea delle prime lezioni on line aperte a tutti, Laura Scarpa riesce a trasmetterci la sua passione, la sua professionalità, in tutto ciò che fa. Laura Scarpa è la dimostrazione che se hai talento e determinazione puoi realizzare i tuoi sogni, anzi superarli.

Laura in che momento il fumetto è entrato nella tua vita?

Li leggevo fin da piccola, erano gli anni più incredibili, c'era il Corriere dei Piccoli dove pubblicavano grandi autori come Pratt, Grazia Nidasio, Dino Battaglia, Sergio Toppi, Alberto Breccia.

Pratt era veneziano come te...

Ho incontrato Pratt quando avevo quindici anni, avevo letto Una Ballata del Mare Salato sul Corriere dei Piccoli. Negli anni successivi lo incontrai di nuovo, gli feci vedere i miei disegni e cercai di annotare tutti i suoi insegnamenti, mi dava dei consigli, mi incoraggiava. Diciamo che, in quei momenti, decisi che sarei diventata un'autrice. Ho avuto modo di incontrare anche Battaglia, era il periodo in cui giravo tutti gli editori, anche lui era un uomo gentilissimo oltre che un grande artista.

La mia sensazione è che all'epoca il settore fumetto fosse più maschilista rispetto ad adesso, non ricordo molti nomi rilevanti.

Si, noi donne eravamo pochissime, poche ma con carattere e capacità di emergere, da Grazia Nidasio, prima, alla mia generazione con Cinzia Ghigliano, Anna Brandoli, Cecilia Capuana, poi vennero Silvia Ziche e le altre... Adesso però la situazione è diversa, ci sono molte autrici, comunque diciamo che gli autori più famosi sono ancora maschi.

Hai lavorato anche per Linus, una testata che è stata punto di riferimento sia per il fumetto che politicamente per molti di noi. Come è stata la tua esperienza in quella redazione?

Ho cominciato su Linus nel '78 e ho continuato negli anni 80. All’inizio avevo solo pubblicato due storielle brevi e ho iniziato Moll Flanders su sceneggiatura di Antonio Tettamanti. In quel periodo conobbi Luigi Bernardi, editore per il quale realizzai le labirintiche storie parallele ambientate tra calli e campielli in "Venturina veneziana". Io non ero una fumettista pop da edicola, come autori nel fumetto l’alternativa professionale era anche fare l'illustrazione nell'editoria per ragazzi.

Poi arrivarono Snoopy, Lupo Alberto...

Insegnavo alla Scuola del fumetto di Milano e cominciai a collaborare a Snoopy con delle serie mie, successivamente anche con il Corriere dei Piccoli con Sara dai capelli blu. Per un pubblico giovane creai il personaggio di Martina, prima su “Ragazza in” una serie a puntate, poi mentre preparavo la seconda stagione il giornale chiuse, e Martina passò su Lupo Alberto Magazine.

Nel corso della tua carriera hai incontrato e contribuito a far conoscere molti artisti del fumetto italiani e non. Ti si può definire un pigmalione?

Non so, non credo di aver creato autori, però sicuramente succede di scoprire talenti nascosti, a chi lavora nell'editoria. Creando la rivista «Animals», o dirigendo «Blue» ho pubblicato autori alle prime armi che poi sono diventati star, ad esempio Makkox. Anche su una rivista digitale ComicsWeb, hanno esordito giovani autori che oggi sono affermati, come Antonio Pronostico Sileo, che adesso sta facendo dei libri importanti. È importante rivalutare o far rileggere cose importanti del passato, ma anche far conoscere autori nuovi che possono essere interessanti sia in Italia che all'estero.

Molti i grandi autori con i quali hai collaborato tra cui anche Carlos Trillo, con il quale hai creato la serie Come La Vita, pubblicata dall'editore Macchia Nera. Oltre che nel mercato italiano la serie è stata distribuita con successo anche in altri Paesi. Come è stata quell'esperienza? Non è stato un problema l'ostacolo linguistico?

Carlos Trillo era argentino, ma parlava molto bene in italiano quindi non ho avuto problemi, ci conoscevamo da tempo e lavorare insieme è stato molto bello. A me in particolare lasciava molta libertà creativa, dando molti stimoli e adeguandosi al tipo di disegno. In genere non amo lavorare su sceneggiatura data, mi diverto di più se scrivo io la storia, ma l’esperienza con Carlos fu stimolante, importante, in Germania fu anche premiata. Carlos è morto quasi dieci anni fa, all’improvviso, un grande vuoto. 

Sei autrice ma anche editrice di successo, come hai cominciato questa avventura professionale?

Dopo anni di lavoro come autrice e docente di fumetto, collaborai con un amico e socio creando la redazione esterna al Corriere dei Piccoli ed altre pubblicazioni. Successivamente ho cominciato lavorare nelle riviste della Coniglio Editore cui ho poi proposto «Animals».  Dieci anni fa ho deciso di essere io stessa editore, con un’Associazione Culturale che promuovesse la cultura del fumetto. Ho scelto per farlo un momento in cui il graphic novel è seguito e si diffonde di più, ma stanno nascendo sempre più case editrici di fumetti o che se ne occupano, la produzione rischia di essere sovrabbondante. Con ComicOut facciamo pochi titoli l’anno, ma vado molto orgogliosa di alcuni titoli, come "La mia ciclotimia ha la coda rossa", che è stato, ed è ancora, un vero best seller che ha aiutato tante persone che soffrono di disturbo dell’umore, o "La ragazza nello schermo". Toccare temi delicati come il bullismo (Lo spogliatoio) o la violenza (Il mistero dell’Isolina) è importante. A marzo il nostro nuovo libro affronta il tema della tratta delle donne, dello sfruttamento nella prostituzione. E abbiamo pubblicato Vivi! il libro senza parole che spiega il percorso dei migranti, a sostegno di SOS MEDITERRANEE, che salva vite nel Mediterraneo. Stiamo lavorando anche nel fumetto per ragazzi, e poi ci piace pubblicare manuali e monografie, come quelli su Gipi, Sio e Zerocalcare o saggi di approfondimento leggeri o più impegnativi, ma sempre con un formato molto agile.

Come è nato Comic Out?

Dopo la crisi della Coniglio Editore ho deciso di rilevare la casa editrice ed ho avuto l'idea di creare un'associazione culturale che avesse lo scopo della diffusione e conoscenza del fumetto ed è nato Comic Out. Oltre ai libri e ai corsi online, curiamo attività ed incontri e parlo de fumetto sul mio profilo Facebook tutti i venerdì pomeriggio.

Che consigli daresti agli aspiranti autori?

Prima di tutto leggere molti fumetti, e non solo fumetti... Succede di avere tra gli allievi nelle scuole chi ne legge pochi o niente, invece bisogna guardarsi attorno, alla vita e alla cultura presente e passata per diventare autori.

Hai realizzato tanto nel corso della tua carriera, c'è ancora un desiderio nel cassetto?

Come sogno avrei voglia di fare un fumetto tutto mio, ma non ho mai abbastanza tempo per riuscire a realizzarlo, però sono molto lieta delle tante cose che faccio. Trovo sempre il tempo di disegnare per il mio blog Caffè a colazione, inoltre quest’anno uscirà con la casa editrice Shockdown un graphic novel su Iqbal, il bambino e operaio pakistano diventato simbolo della lotta contro il lavoro minorile:, io ne ho scritto la sceneggiatura, mentre lo disegna il giovane e bravo Tarma. E poi c’è un’altra uscita per ora top secret… E poi ad aprile per me sarà un anno davvero… d’oro!

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione