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Le nuvole parlanti

Così il foggiano Massenzio racconta Rappazzo: il siciliano che ha inventato il sonoro al cinema

Tra gli autori che hanno preso parte alla importante mostra sul siciliano che ha inventato il sonoro nel cinema, ritroviamo Germano Massenzio, originario della provincia di Foggia, disegnatore di indubbio talento e sensibilità

Così il foggiano Massenzio racconta Rappazzo: il siciliano che ha inventato il sonoro al cinema

Giovanni Rappazzo, inventore del sonoro nel cinema

«Tutte le opere sono state realizzate in bianco e nero con diverse tecniche, per richiamare il cinema di quegli anni. Ho illustrato l'effetto che ebbe la prima proiezione col sonoro nel 1913, diversi spettatori infatti scapparono dalla sala del cinema. Speriamo che al più presto la mostra riesca ad arrivare anche in Puglia», spiega Germano Massenzio

Forse non tutti sanno che il creatore del sonoro al cinema era un siciliano, Giovanni Rappazzo nato a Messina nel 1893 e morto nel 1995 dopo aver ricevuto, appena un anno prima, la nomina di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana come primo ad aver brevettato il cinema sonoro. A lui è dedicata la mostra “Rappazzo, l’inventore del cinema parlante” inaugurata al Museo Riso di Palermo giovedì 16 Dicembre.


L’iniziativa, che è stata organizzata grazie all’iniziativa dell’Associazione Culturale Nottedoro con il patrocinio dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, consiste nell’allestimento di 11 tavole che raccontano altrettanti episodi biografici dell’inventore messinese. L’odissea di questo straordinario siciliano scorre attraverso le opere di 11 disegnatori italiani: da Acciari a Allo, Cesalli, Ferrara, Ferraris, Massenzio, Melegari, Nobile, Oliveri, Raimondi, Sbacchi. Undici tavole di grande impatto visivo ed emotivo in stile “graphic novel”.


Tra gli autori che hanno preso parte alla importante mostra, ritroviamo Germano Massenzio, disegnatore originario della nostra provincia, disegnatore di indubbio talento e sensibilità.Sua infatti una delle 11 tavole, che illustrano la tormentata vicenda biografica di Rappazzo, un grande onore per Massenzio che spiega: «Tutte le opere sono state realizzate in bianco e nero con diverse tecniche, per richiamare il cinema di quegli anni. Ho illustrato l'effetto che ebbe la prima proiezione col sonoro nel 1913, diversi spettatori infatti scapparono dalla sala del cinema. Speriamo che al più presto la mostra riesca ad arrivare anche in Puglia, sempre nel rispetto delle normative vigenti».


L’introduzione al catalogo è firmata dal regista Marco Tullio Giordana, il quale sostiene «Magnifica dunque l’idea di ricordare Giovanni Rappazzo e rendere omaggio ai suoi talenti, sottraendolo all’oblio o alla celebrazione dei soli specialisti».
Durante la giornata inaugurale, l’attrice Erika La Ragione, ha raccontato brani della storia di Rappazzo mentre il cinema in bianco e nero è stato celebrato con una sonorizzazione “live” di Angelo Sicurella per un inedito video su Beckett, di Martino Lo Cascio che della mostra ha curato l’allestimento sfruttando uno spazio del museo in chiave fortemente iconica e minimalista.
“Bisogna finalmente restituire a Giovanni Rappazzo ciò che è di Rappazzo. La mostra – dice il curatore Martino Lo Cascio - è solo il primo passo per riscattare un’ingiustizia storica e restituire visibilità a chi per primo ideò e costruì i prototipi funzionanti del sonoro nel cinema. E che riuscì anche a brevettarli, esattamente 100 anni fa, collezionando solo rifiuti e silenzi assordanti. Purtroppo la paternità della creazione, i diritti d’autore, la fama meritata, gli furono negate per una serie di vicissitudini, ma anche di raggiri di cui fu vittima. Come già con Meucci per il telefono, le grandi aziende d’oltreoceano riuscirono, infatti, a farla franca e “sbancare” i botteghini accaparrandosi l’invenzione del secolo». 

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Alessia Paragone

Alessia Paragone

Laureata in Materie letterarie presso l'Università degli studi de L'Aquila, docente presso l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura di Foggia, giornalista pubblicista dal 1996.Ha collaborato e scritto per numerose testate locali e nazionali specializzate nel settore fumetto. Tra le sue passioni il mondo delle nuvole parlanti e l'arte come fuga dalla normalità.

 

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