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Da dove ha origine il nobile cigno? La storia di Cicno figlio di Poseidone

Dalla guerra di Troia al canto del cigno di Platone, all’Italia

Da dove ha origine il nobile cigno? La storia di Cicno figlio di Poseidone

Gli uomini a causa della propria paura della morte mentono sui cigni e dicono che essi, lamentando la morte, cantano per dolore». Ma non è così

Da dove ha origine il cigno? A questo nobile animale sono legate tante leggende, a partire dal mito raccontato da Platone nel “Fedone”: «[i cigni] quando si accorgono che stanno per morire, proprio allora cantano moltissimo e benissimo, essendo contenti perché stanno per andarsene presso il dio del quale sono ministri. Gli uomini invece a causa della propria paura della morte mentono sui cigni e dicono che essi, lamentando la morte, cantano per dolore», a tal proposito – spiegava il filosofo Platone – che nessun animale canta quando ha paura o quando prova dolore perciò questo è impossibile. Secondo il mito, infatti, questo animale era sacro al dio Apollo e, dunque, capace di profezia. Ma c’è un altro mito, ancor più antico, legato ad una ‘metamorfosi’ (narrato da Ovidio e Igino) che parla del famoso Cicno, re e figlio di Poseidone (dio del mare), che partecipò alla guerra di Troia insieme a suo figlio, come alleato di Priamo. La sua vicenda è segnata da un episodio simile a quello di Fedra e Ippolito: difatti, la sua seconda moglie, Filonome, si innamorò del figliastro Tenete; respinta da lui, per vendetta disse al marito di essere stata stuprata dal giovane, ma la verità venne a galla e Cicno per punizione la seppellì viva. Essendo figlio di un dio, era invulnerabile al ferro e al fuoco, ma Achille (proprio il famoso!) trovò il modo di ucciderlo, strangolandolo con i lacci del suo stesso elmo e dopodiché tagliandogli la testa. Dinanzi a tale strazio il grande Poseidone fece sparire le spoglie dell’amato figlio per poi farlo tornare in vita sotto forma di cigno, un animale acquatico che sempre può sorvegliare e proteggere. C’è anche un altro mito relativo ad un altro personaggio di nome Cicno, questa volta ambientato (udite, udite!) nella penisola italica. Cicno, re dei Liguri, era molto amico di Fetonte (figlio di Apollo); dopo la morte di costui abbandonò il suo regno, vagando disperatamente sulle rive del Po, dove Fetonte era perito. Quando divenne vecchio, gli dèi, impietositi, trasformarono Cicno in un cigno bianco, animale acquatico che odia il fuoco, a causa della morte del giovane amico.

 

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Alba Subrizio

Alba Subrizio
«E quel giorno che ha potere solo sul mio corpo e su null’altro, ponga pure fine, quando vorrà, alla mia vita. Con la miglior parte di me volerò eterno al di sopra degli astri e il mio nome non si potrà cancellare, fin dove arriva il potere di Roma sui popoli soggiogati, là gli uomini mi leggeranno, e per tutti i secoli vivrò della mia fama…». Così Publio Ovidio Nasone conclude il suo capolavoro “Le Metamorfosi”; sulla scia del grande Sulmonese. E, allora, eccomi qui a raccontarvi di miti, eziologie e pratiche del mondo antico… che fanno bene anche oggi.

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