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Talos: il primo ‘automa’ del mondo antico, il primo esoscheletro da battaglia mai realizzato

Sarà pronto per l’estate 2018 e renderà i soldati praticamente invincibili, così come invulnerabile era il gigante di bronzo a protezione di Creta

Talos: il primo ‘automa’ del mondo antico, il primo esoscheletro da battaglia mai realizzato

In un articolo comparso sul Secolo XIX qualche tempo fa leggevo che nell’estate del 2018 sarà realizzato Talos o Assault Tactical Light Operator Suit (“Tuta per l'operatore tattico leggero d'assalto”): il primo esoscheletro da battaglia sviluppato dallo Us Special Operations Command; si pensi che per realizzare il prototipo, il cui progetto è partito nel 2013, sono state impegnate oltre 400 aziende attive nel settore della Difesa. «L’armatura a prova di proiettile sarà dotata di visori notturni, respiratore autonomo, Gps, internet e vari sistemi di comunicazione, potrà mappare il territorio e reagire istantaneamente agli stimoli ambientali. Monitorerà i segni vitali di chi la indossa, misurerà temperatura corporea e frequenza cardiaca, ovviamente sarà climatizzata per adattarsi a qualunque condizione meteo. Dovrebbe anche essere in grado di curare le ferite subite, rilasciando una schiuma antiemorragica sulla parte colpita da un proiettile»**. È interessante che i progettisti americani abbiano dato all’esoscheletro proprio il nome di Talos, facendo riferimento ad un mito greco poco noto ma davvero stupefacente; infatti Talos era per i Cretesi il primo ‘automa’ mai creato. Interamente di bronzo, era pressoché invincibile poiché invulnerabile, proprio come l’armatura speciale di cui sopra. Talos era una creatura gigantesca creata da Efesto (e da chi, se non il fabbro degli dèi?) e donato ad Europa (amante di Zeus e futura madre di Minosse), che lo pose a guardia dell’isola. Così il gigante di bronzo proteggeva l’isola da chiunque avesse provato ad attraccare, gettando massi pesantissimi e riuscendo a camminare attraverso il fuoco; schiacciava o stritolava i nemici grazie alla sua forza sovraumana. Si racconta, però, che fosse umano in un solo punto, ossia la caviglia, dove passava una vena contenente il suo sangue. Quando gli Argonauti giunsero a Creta, la maga Medea lo rese pazzo, così che fu poi ucciso, morendo dissanguato per essere stato colpito proprio al ‘punto debole’ (vicenda che ricorda molto quella di Achille). Cosa voleva significare questo mito? Certamente i Greci narravano della leggendaria figura di Talos per spiegare l’invincibilità della flotta cretese. Difatti, chiunque abbia visto o semplicemente studiato Creta si sarà accorto che è l’unica città del mondo antico a non aver avuto mura di protezione: il palazzo di Cnosso (che è in realtà una città-palazzo) rappresenta un ‘unicum’ nella storia, dal momento che era adagiato su pendii, ricco di colonnati, giardini, ampi spazi che lo rendevano armonioso e ‘arioso’; da qualunque punto dell’isola si poteva accedere. Perché mai i Cretesi non temevano incursioni? Certo che le temevano, ma Creta era un’isola (e dunque circondata dal mare) a aveva la flotta più potente del mondo; per cui, in caso di attacchi, sarebbe stata quest’ultima a respingere i nemici, prima che questi potessero approdare sulla terra ferma.

**http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2017/06/24/ASN3qu3H-esoscheletro_battaglia_pronto.shtml

 

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Alba Subrizio

Alba Subrizio
«E quel giorno che ha potere solo sul mio corpo e su null’altro, ponga pure fine, quando vorrà, alla mia vita. Con la miglior parte di me volerò eterno al di sopra degli astri e il mio nome non si potrà cancellare, fin dove arriva il potere di Roma sui popoli soggiogati, là gli uomini mi leggeranno, e per tutti i secoli vivrò della mia fama…». Così Publio Ovidio Nasone conclude il suo capolavoro “Le Metamorfosi”; sulla scia del grande Sulmonese. E, allora, eccomi qui a raccontarvi di miti, eziologie e pratiche del mondo antico… che fanno bene anche oggi.

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