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Dai Titani al dio 'capricorno'… ecco come nasce il segno del mese

Come premio al coraggio dimostrato e al valido aiuto offerto durante la battaglia, la figura in cui si era trasformato Pan fu affissa tra le stelle, creando la costellazione del Capricorno.

Dai Titani al dio 'capricorno'… ecco come nasce il segno del mese

È gennaio e siamo ormai da qualche settimana nel segno del capricorno. Tra i segni dello zodiaco questo è sicuramente il più strano: un ibrido tra una capra e un pesce; cosa vorrà mai significare e da dove gli antichi traevano questa immagine? L’origine della costellazione del capricorno (e di conseguenza poi del segno zodiacale) è alquanto antica, poiché affonda le sue radici nei miti ancestrali che risalgono a prima della stessa creazione dell’uomo, in quella fase di lotte per il potere divino nota come Titanomachia (ossia “la guerra dei Titani”). A quanto pare i Titani, figli di Gea (la Terra), erano stati inviati per spodestare Zeus dal suo trono; tanto erano mostruosi che tutti gli dèi (eccetto la coraggiosa Atena), spaventati, si trasformarono in animali e, dall’Olimpo, fuggirono in Egitto. Zeus si fece ariete, Afrodite pesce, Apollo corvo, Dioniso capra, Hera una mucca bianca, Artemide un gatto, Ares un cinghiale, Ermes un ibis, infine il dio Pan, che già di per sé aveva un aspetto caprino, cercò di mettersi in salvo tuffandosi in acqua e trasformandosi in pesce, ma l’acqua era troppo bassa, così che per metà restò capra, per l’altra assunse una coda di pesce. Orbene, chi era Pan? Il mito racconta che fosse figlio del dio Ermes e della ninfa Driope, aveva un aspetto simile a quello di un fauno (con corna, zoccoli e coda caprini) e viveva sui monti dell’Arcadia, dove trascorreva il tempo amoreggiando con le ninfe e suonando la siringa (strumento da lui inventato); eppure fu proprio questo dio ‘minore’ dall’aspetto strano a salvare il grande Zeus. Difatti, durante la Titanomachia, il titano Tifone (il cui nome è tutto un dire) strappò al padre degli dèi i tendini di mani e piedi, e li nascose in una pelle d'orso che affidò alla sorella Delfine, che aveva l’aspetto di un pitone. Ebbene, Pan emise un tale urlo spaventoso che la Pitonessa fu invasa da “timor panico” al punto da allentare la presa. I tendini di Zeus, recuperati da Ermes, furono restituiti al loro ‘proprietario’, determinando la vittoria degli dèi olimpici sui Titani. Come premio al coraggio dimostrato e al valido aiuto offerto durante la battaglia, la figura in cui si era trasformato Pan fu affissa tra le stelle, creando la costellazione del Capricorno. A dir il vero è molto probabile che con questo mito i Greci si spiegassero il fenomeno del solstizio invernale, che secoli fa doveva cadere proprio nel capricorno, ossia: Zeus rappresenta il Sole che arriva vittorioso, aiutato da Pan (capricorno) nella lotta contro le tenebre; tuttavia, oggi, causa la precessione agli equinozi, il solstizio cade nel segno del sagittario. Insomma, se siete di questo segno, pensate che in voi si nasconde un dio silvano, un po’ birichino, ma dotato di grande coraggio al momento giusto…

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Alba Subrizio

Alba Subrizio
«E quel giorno che ha potere solo sul mio corpo e su null’altro, ponga pure fine, quando vorrà, alla mia vita. Con la miglior parte di me volerò eterno al di sopra degli astri e il mio nome non si potrà cancellare, fin dove arriva il potere di Roma sui popoli soggiogati, là gli uomini mi leggeranno, e per tutti i secoli vivrò della mia fama…». Così Publio Ovidio Nasone conclude il suo capolavoro “Le Metamorfosi”; sulla scia del grande Sulmonese. E, allora, eccomi qui a raccontarvi di miti, eziologie e pratiche del mondo antico… che fanno bene anche oggi.

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