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‏Quel Sud sempre più a Sud

‏Quel Sud sempre più a Sud

3,5 miliardi di euro di fondi destinati al Sud, vincolati, come previsto dalla legge di stabilità 2015 saranno e sono utilizzati per coprire i costi delle decontribuzioni dei nuovi contratti. Peccato che i fondi del Sud vadano anche al resto d'Italia e che, soprattutto, il maggior numero di assunzioni si avrà, se si avrà ma è tutto da vedere, proprio nelle zone maggiormente industrializzate e, a memoria, non sembra che il Sud possa darsi questo vanto. Il prof. Viesti, economista del Sud, lo ha fatto notare in un'intervista rilasciata a Linkiesta.
Alla Camera, la legge di stabilità, dopo la solita fiducia, e' passata con oltre il 72% di voti. Chi ha votato contro? forse i parlamentari del Sud?  Ci aiuta il blog openparlamento. Tolti i 203 parlamentari assenti o in missione, era pure il 22 dicembre, il voto contrario e' stato spalmato sui gruppi politici di Forza Italia, Sel, Lega Nord, Cinquestelle, Fratelli d'Italia, Gruppo Misto e non credo certo per quel motivo. Nessuno schieramento territoriale, solo politico, nessuno che abbia rimarcato lo scippo, l'ennesimo. Certo, si dirà, la legge di stabilità e' un bel malloppo, ma 3,5 miliardi di € non sono poi poca cosa. E mentre il Parlamento in questi giorni e' tutto preso dall'Italicum, anzi dalla guerra fratricida all'interno del PD e mentre qui, in campagna elettorale, poco si parla di strategie per il rilancio economico della nostra terra, a qualche chilometro, in Campania, Fintecna, società di Cassa Depositi e Prestiti, cioè nostra, fa fallire un'altra società pubblica, Bagnoli Futura. Circa 350 milioni di euro spesi inutilmente e nessun futuro certo per quell'area che, come aveva affermato Renzi qualche mese fa, sarebbe divenuta il punto di partenza di riscatto e rinascita del sud.
Macché! Intanto, miliardi di euro, alla fine forse 14, li abbiamo riversati sull'operazione Expo. Con le risorse che appartengono a tutti gli italiani, ben il 64% in capo allo Stato, abbiamo realizzato - si consiglia di leggere il Rapporto di Sostenibilità di Expo SPA 2014, soprattutto le pagine 84-88 quelle dove in poche righe si parla di conti (tra l'altro fortemente in perdita)- una serie di infrastrutture che sono capitale tangibile della città di Milano, della Lombardia.
Certo ne' l'inutile Brebemi ne' la darsena di Milano saranno "trasportabili", ne' tanto meno realizzeremo da queste parti una splendida Porta Nuova o, e ci accontenteremmo, eventi culturali di rilievo mondiale o, per tornare allo sporco danaro, mesi e mesi di overbooking per tutti gli hotel che, tra l'altro hanno anche almeno raddoppiato i prezzi. E se c'è il nuovo Freccia Rossa che collega Roma a Milano (480 km) in 2 ore, il nostro Freccia Argento che collega malamente Foggia a Roma (380 km) impiega 3 ore.
‏Ma sono solo esempi, di altri ce ne sono eccome ma non si sta qui a piangere.
Ed abbiamo pure festeggiato il primo maggio, non la festa dei lavoratori (ormai ne sono così pochi!). John M. Keynes affermava "si può portare il cavallo alla fontana, ma non lo si può costringere a bere". Sintesi efficace per dire che oggi puoi dare tutti gli strumenti che vuoi alle imprese per assumere, ma si assume solo se c'è da produrre. Quindi il cavallo, le imprese, non ha bevuto. Tant'e'. I dati al 30 aprile riferiscono di una disoccupazione in lieve avanzata. E non parliamo dei giovani.
Perché, domando con il senno di poi alle nostre più vive intelligenze, l'occasione irripetibile di Expo non si è pensato di realizzarla ad esempio proprio sulla dismessa area industriale di Bagnoli? Non ci sarebbero stati dannosi espropri milionari, si sarebbe bonificata la zona, si sarebbero forse realizzate infrastrutture utili al rilancio del Sud, a cominciare da quelle viarie e ferroviarie, (altro che vie dell'acqua!) si sarebbe creato lavoro al Sud, sarebbe stato riconosciuto al Sud quel valore immateriale che tutti evocano "quanto è bello il Sud...."
Già è bello, talmente bello che pare non abbia bisogno di altro, dall'agenda politica e' scomparsa quella noiosa questione meridionale, del Sud se ne parla solo se crolla un ponte inaugurato una settimana prima o se c'è l'ennesimo sbarco di migliaia di persone di un altro sud, quello del mondo delle guerre e della povertà, sempre sperando che riescano a sbarcare e a non affogare.
Un Sud sempre più a Sud. Troppo lontano per beneficiare degli effetti indiretti, quasi collaterali, di Expo. Briciole. Ancora una domanda. "Possibile che si vada avanti ancora ognuno per se', qual è la proposta univoca, integrata della Puglia, della provincia di Foggia per avvicinarci alla sempre più lontana Milano?" Boh! Intanto loro hanno anche i nostri Grifoni.
Purtroppo, per qualche ora, anche quei delinquenti dei black bloc.

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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