Cerca

Storie e geografie

L’Acqua e la Luna (favola per mio figlio)

L’Acqua e la Luna (favola per mio figlio)

Narra una leggenda che un tempo l'acqua del nostro mondo fosse tutta sulla Luna che, coperta di mari e fiumi e laghi, alternasse con il Sole non tanto la luce e il buio ma il tempo asciutto ed il bagnato.
La vita quindi scorreva secondo ritmi e modi diversi da quelli ai quali siamo abituati.
Indifferenti al mutare o alla scomparsa della luce, gli uomini regolavano il momento di mangiare, di bere, di lavarsi, secondo quelli che erano i ritmi della terra e, in genere, della natura.
Era l'acqua per quanto lontana a tenere in vita gli uomini e il mondo intero.
Fino a quando gli spiriti della Terra non si ingelosirono e seminarono zizzania tra la Luna e l'Acqua. Allora l'Acqua scese sulla Terra e la Luna diventò spoglia e deserta perché il mondo non conosceva il segreto per nutrire gli altri.
Il dono sottratto non fu così benefico come gli spiriti della Terra credevano. Senza la Luna a regolare i ritmi, l'Acqua divenne indipendente e dispettosa. E scoprì che, lasciata sola sulla Terra poteva fare qualcosa che non aveva mai nemmeno concepito prima: poteva distruggere.
Solo la vista della Luna lontana, quando non era coperta dalle nuvole, riusciva a calmarla. Infondeva nell'Acqua una forte nostalgia della Antica Casa. Erano quelle le notti dove l'una si rispecchiava nell'altra e tornavano a parlare silenziosamente.
Gli Spiriti della Terra furono quindi duramente puniti per il furto commesso, ma il prezzo più alto lo pagarono gli Uomini. Senza le alternanze Antiche tra il secco e il bagnato dovettero imparare a regolare la loro vita in maniera differente. E fu così che ogni popolo acquisì abitudini proprie a secondo del posto dove si trovava e a diventare diverso l'uno dall'altro.
Ma il cambiamento peggiore fu l'invenzione della notte.
La Luna non aveva più alcun compito da svolgere per gli Uomini che, come l'Acqua, ne sentivano comunque il bisogno per lenire il dolore del cambiamento brutale dell'esistenza. Il bisogno della Luna perse il legame con la Natura per divenire una esigenza dell'Anima. E fu così che l'attesa della vecchia fonte di vita portò a definire la differenza tra il giorno e la notte e non più tra l'asciutto e il bagnato.
E le notti in cui la Luna non c'era gli Uomini impararono ad avere paura del buio e, subito dopo, appresero il modo più facile per combattere la paura: la violenza.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

Marco Scillitani

Marco Scillitani
È nato nel 1967, il 23 novembre, giorno che gli ha consentito di festeggiare un compleanno indimenticabile con il terremoto del 1980. Fa l'avvocato non per vivere, ma perché lo trova interessante e, non avendo mai saputo usare le mani gli è parso il metodo più efficace per raddrizzare le cose storte. Insegna Magia e Formule all'Università, ma di nascosto. Chi lo ascolta crede che parli di Procedura penale. Solo il titolare della cattedra se ne è accorto ma fa finta di niente. Da piccolo ha cominciato a osservare quello che gli accadeva intorno, collezionando storie e territori immaginari. Quando qualcuno glielo chiede, le restituisce. Ma non si assume responsabilità.

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione