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Centro storico di Potenza? Da salotto buono a sagra dei decibel: filodiffusione fuori controllo

Quella che potrebbe e dovrebbe essere una tranquilla passeggiata nel cuore più antico della città si è trasformata, stamane e non solo, in un'esperienza surreale. Dalle 10.00, tra via Pretoria e zone limitrofe l'atmosfera era più simile ad una pista da ballo di periferia che a quella di un centro storico degno di rispetto. Musiche da discoteca, volumi eccessivi, bassi martellanti, melodie fuori contesto e fuori luogo: questo il triste spettacolo sonoro offerto a cittadini e commercianti, contrariati e spazientiti per un utilizzo tanto improvvisato della filodiffusione. E a ragione, il centro storico non è un club e va trattato con attenzione e, perché no, un minimo di buongusto. La domanda aleggiava nell'aria, più forte della musica stessa: perchè? La filodiffusione è uno strumento virtuoso se utilizzato con criterio e buon gusto per nobilitare gli spazi urbani. La musica dovrebbe accompagnare, non aggredire. Dovrebbe arricchire l'esperienza, non trasformarla in una sagra del cattivo gusto. È davvero difficile immaginare turisti o residenti che, alle dieci del mattino, desiderino essere assaliti da ritmi da discoteca mentre sorseggiano un caffè all'esterno o passeggiano. Un accompagnamento discreto, non una dichiarazione di guerra ai timpani. Serve davvero spiegare che a metà mattina, in una città civile, forse la techno aggressiva non è la scelta più brillante? Chi ha la responsabilità di gestire la filodiffusione dovrebbe ricordarsi che non si tratta di intrattenere una folla da festival, ma di creare un'atmosfera coerente con il contesto. Musica giusta, al momento giusto, con un volume adeguato. Non servono molto altro se non attenzione e sensibilità, qualità che, evidentemente, spesso vengono meno.

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