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La storia

Giuseppe e Alessandro Guida ridipingono Cerignola tra inclusione, educazione e rinascita

L’opera, firmata dagli artisti Giuseppe e Alessandro Guida per la Cooperativa “Charlie fa Surf”, è molto più di un intervento artistico: è un segno visibile di un impegno quotidiano rivolto ai minori, alle famiglie e all’intera comunità.

Giuseppe e Alessandro Guida  ridipingono Cerignola tra inclusione, educazione e rinascita

Il murale mette al centro l’unione tra generazioni, l’inclusione e la condivisione. Le figure, appartenenti a diverse fasce d’età, convivono in armonia all’interno di una composizione costruita su linee fluide e avvolgenti. Non esistono divisioni nette: ogni elemento si intreccia con l’altro, creando un senso di continuità e dinamismo.

Nel cuore di Cerignola, un murale racconta una storia di inclusione, educazione e rinascita. L’opera, firmata dagli artisti Giuseppe e Alessandro Guida per la Cooperativa “Charlie fa Surf”, è molto più di un intervento artistico: è un segno visibile di un impegno quotidiano rivolto ai minori, alle famiglie e all’intera comunità.
L’idea nasce dall’incontro tra i due artisti e Gaetano Panunzio, responsabile della cooperativa. Fin dal primo confronto, raccontano i Guida, è emersa la volontà di creare non semplicemente un’opera decorativa, ma un simbolo identitario capace di rappresentare la missione sociale ed educativa dell’associazione. «Abbiamo immediatamente percepito l’energia positiva del luogo», spiegano. «Volevamo tradurre in immagini l’impegno quotidiano rivolto ai bambini, ai ragazzi e agli adulti che condividono questi spazi».
Il murale mette al centro l’unione tra generazioni, l’inclusione e la condivisione. Le figure, appartenenti a diverse fasce d’età, convivono in armonia all’interno di una composizione costruita su linee fluide e avvolgenti. Non esistono divisioni nette: ogni elemento si intreccia con l’altro, creando un senso di continuità e dinamismo. I colori, vivaci e luminosi, dialogano tra loro come le persone che frequentano la struttura. La scelta cromatica diventa così linguaggio simbolico: rappresenta la bellezza, la speranza e la vitalità che animano la cooperativa.
La Cooperativa “Charlie fa Surf”, guidata da Gaetano Panunzio, nasce dall’idea di dare sostenibilità e continuità alle attività promosse dalla Caritas della diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano. Nel tempo, la realtà ha consolidato il proprio ruolo sul territorio arrivando a gestire il Polo Sociale Integrato nell’ambito del progetto SUPREME, a collaborare con i servizi della Giustizia minorile come USSM, CGM Bari e ULEPE di Foggia, e a coordinare il centro educativo polivalente per minori “Diorama”. Si tratta di un presidio educativo importante in un quartiere che vive una condizione di fragilità sociale e culturale, spesso segnata da episodi di cronaca che coinvolgono giovani e giovanissimi.
La realizzazione del murale è stata resa possibile grazie ai finanziamenti promossi dal Comune di Cerignola per il potenziamento dei Centri Educativi. Come spiega Panunzio, l’obiettivo è quello di stabilizzare e rafforzare processi educativi in un contesto che necessita di interventi continui, anche durante le festività, per colmare il vuoto formativo e ricreativo esistente. «I nostri laboratori nascono dalla necessità di compiere un cambiamento e una crescita culturale, abitandolo il quartiere in tutte le sue forme e sfaccettature», sottolinea.
Il progetto porta un nome evocativo: “Wonderwall”, realizzato in collaborazione con la Cooperativa “Pietra di Scarto”. Il riferimento è alla celebre canzone degli Oasis, Wonderwall, che richiama l’idea di un rifugio, di un punto di riferimento nei momenti difficili. Proprio come suggerisce il titolo, il murale vuole essere un muro che protegge e accoglie, uno spazio simbolico in cui i ragazzi possano esprimersi liberamente, crescere nel rispetto delle regole e sentirsi parte di una comunità.
Attraverso quest’opera, l’arte diventa strumento di inclusione e consapevolezza. Non è solo colore su cemento, ma un messaggio permanente che parla di educazione, partecipazione e solidarietà. “Wonderwall” si trasforma così in un ponte tra generazioni e in un segno concreto di presenza educativa nel territorio: un muro che non divide, ma unisce, invitando chi lo osserva a fermarsi e a riflettere sul valore della comunità e della crescita condivisa.
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