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Il caso

Biancofiore denuncia alla Procura Gelsomino: trucca le carte per farsi rieleggere presidente di Confcommercio

Il fatto è serio e deborda dal confronto interno alla più importante associazione d'imprese della provincia di Foggia, perché finisce direttamente sui tavoli della Procura di Foggia , con accuse ben precise da parte dell'ex presidente a quello attuale

Biancofiore denuncia alla Procura Gelsomino: trucca le carte per farsi rieleggere presidente di Confcommercio

Biancofiore (a sinistra) e Gelsomino

Il noto imprenditore foggiano, componente la giunta provinciale di Confcommercio, denuncia Gelsomino per falso ideologico nella modifica dello statuto finalizzata alla sua terza elezione. E, nell'elogiare l'azione dello Stato (Magistratura, Prefettura, forze dell'ordine) per la spinta al cambiamento sottolinea: «Non solo in politica, se davvero si vuole un cambiamento radicale della realtà in cui viviamo», il malessere «va perseguito ed estirpato laddove si annida più subdolamente: nelle stanze del potere economico che, in maniera più incisiva della politica, governa a proprio piacimento, illegittimamente, irregolarmente e illegalmente, i flussi finanziari» 

È uno dei rari casi in cui lo scontro interno ad una delle più grandi associazioni d'imprese, qual è Confcommercio della provincia di Foggia, finisce sui tavoli della Procura della Repubblica di Foggia. A portarcelo è il noto imprenditore foggiano Matteo Biancofiore, titolare di EuroVerctor, già presidente dell'organizzazione, con una pesante denuncia, ben dettagliata, presentata alla magistratura contro Cosimo Damiano Gelsomino, attuale presidente della giunta di cui fa parte.  «Lo Stato, nelle sue espressioni più autorevoli come la Magistratura, la Prefettura, le Forze dell’Ordine, con le inchieste giudiziarie condotte e i provvedimenti commissariali adottati, ha impresso a Foggia e all’intera provincia una spinta determinante alla legalità nell’esercizio prezioso della democrazia per l’elezione di rappresentanti del territorio al servizio del bene pubblico e non dei propri interessi.  Ma non solo in politica, se davvero si vuole un cambiamento radicale della realtà in cui viviamo, va perseguito ed estirpato laddove si annida più subdolamente: nelle stanze del potere economico che, in maniera più incisiva della politica, governa a proprio piacimento, illegittimamente, irregolarmente e illegalmente, i flussi finanziari (che con le provvidenze del Recovery saranno maggiormente allettanti) da cui dipende il futuro dell’intera Capitanata interpretato da quella classe politica e dirigente che lo Stato ci chiede di cambiare, sradicando le radici del malaffare, facendo appello alla coscienza e alla corresponsabilità civica di ognuno di noi», dice Biancofiore nello spiegare le ragioni che lo hanno spinto a depositare presso la Procura di Foggia una dettagliata denuncia contro il «falso ideologico in atto pubblico, commesso sicuramente dal presidente Gelsomino, con verifica di eventuali responsabilità in capo ad altri soggetti, fra i quali lo stesso notaio rogante», che convalidava il verbale dell’assemblea convocata il giorno 21 giugno scorso per deliberare alcune modifiche dello statuto vigente in previsione delle prossime elezioni per il rinnovo degli organi direttivi dell’associazione. Nel verbale in questione, «il presidente Gelsomino Cosimo Damiano», è riferito nella denuncia presentata da Biancofiore, «fra le altre cose “constata e fa constatare” che “sono presenti tanti soci rappresentanti il quorum richiesto per l’adozione delle delibere di cui intra, ai sensi dell’art- 24 del vigente statuto”».  Nella denuncia si fa notare che “la norma citata” prevede che, per deliberare modifiche allo statuto, occorre la presenza di almeno la metà più uno dei soci complessivi e la metà più uno dei voti dei presenti. In poche parole, il presidente Gelsomino ha “constatato” e ha fatto “constatare” che il quorum richiesto era stato raggiunto.  Non essendoci nel verbale alcun riferimento a eventuali deleghe, quel giorno in assemblea, secondo Gelsomino, erano presenti circa 1.500 persone, cioè la metà più uno dei soci di Confcommercio Foggia. Senonché - al netto della banalissima osservazione che la sala ove si svolge la riunione non può accogliere 1.500 persone - è noto a tutti che quel giorno non erano presenti più di 60 persone. Questo comporta che il verbale di assemblea di che trattasi, contiene una circostanza falsa nel momento in cui attesta la presenza di un numero di soci diverso da quello reale.  Trattasi di falso ideologico in atto pubblico, commesso sicuramente dal presidente Gelsomino»! Il quale, viene sempre scritto nella denuncia presentata alla Procura, «ha fatto illegalmente approvare le menzionate modifiche allo statuto allo scopo di potersi candidare per la terza volta consecutiva alla carica di presidente, cosa non possibile stando alle norme vigenti prima delle modifica».  Ragion per cui Biancofiore con la denuncia chiede agli organi competenti «che vengano adottati tutti gli opportuni provvedimenti per impedire che si proceda alle elezioni in associazione sulla base di norme illegalmente approvate»; e sollecita che venga «promossa l’azione penale nei confronti dei responsabili» del verbale falso riferendo di testimoni che possono comprovare quanto denunciato.

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