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L'incontro, il progetto

Con Moica nel giardino delle mele a Matera

Se fosse stato Adamo a sedurre Eva, come sarebbe evoluta la storia dell'umanità?

Con Moica nel giardino delle mele a Matera

Il MOICA Matera Bailicata, una realtà molto attiva sul territorio regionale, è stato il nostro punto di incontro. Crediamo sia importante sottolineare il ruolo femminile e materno da nuovi punti di osservazione. Considerando la radice del nome stesso, Matera, che deriva proprio dal termine madre... 

Nel 2014 la mia proposta Abbi cura dell’amore ha trovato una bella accoglienza a Matera: il Moica Basilicata e la sua presidente Alba Dell’Acqua hanno voluto fortemente questo momento di confronto. Mi sono sentita accolta con grande calore e conservo nel cuore le ore trascorse in loro compagnia, da questa condivisione siamo partite il 12 marzo 20121, Alba ed io, per parlare di violenza sulla donna prendendo spunto dalla II edizione de Il giardino delle melela violenza non deve vincere, mio libro uscito in seconda edizione con copertina di Daniela Lorusso. (Ora disponibile solo su Amazon)

Il MOICA Matera Bailicata, una realtà molto attiva sul territorio regionale, è stato il nostro punto di incontro. Crediamo sia importante sottolineare il ruolo femminile e materno da nuovi punti di osservazione. Considerando la radice del nome stesso, Matera, che deriva proprio dal termine madre (dal latino mater), possiamo notare come la città si presti per sviluppare il nostro progetto che con l’approccio nonviolento si vuole estendere a tutte le forme di violenza. Nella madre risiede la fecondità, la generatività femminile e proprio dalla madre deve partire il riscatto collettivo contro la violenza. Pensiamo a Maria, metaforicamente madre di tutte le madri, e alla sua capacità simbolica di nonviolenza: lei è una madre che accoglie, con pazienza e amorevole cura sostiene e ascolta il figlio. La pietà di Maria è un’arma capace di sconfiggere il male della violenza, le sue braccia accolgono con amore, un amore che diventa scudo contro il “nemico del mondo”: l’odio. Partiamo dunque dalla capacità educative della madre, che per sua natura è sacra cioè degna di rispetto, per affrontare il tema della violenza insita nella società e che si abbatte solo sui più deboli ed indifesi. Matera è considerata una delle sette città culturali al mondo da visitare, siamo convinte che questo sia lo spunto per mostrarlo concretamente: non è la madre l’origine di tutto? Come intervenire, dunque?

Per prima cosa facendo un’autocritica sulle modalità con cui si affronta il problema. Cosa sbagliamo nella narrazione stessa della prevenzione, della denuncia, della sensibilizzazione? I percorsi affrontati non solo da noi ma tutte le donne impegnate in questo difficile cammino sono stati realizzati con impegno, professionalità, serietà e con la volontà di prevenire il terribile fenomeno della violenza. Ma il problema, purtroppo, sembra acuirsi.

Noi due, donne della stessa età con in comune anche gli ideali, siamo partite rifacendoci all’idea del movimento ponendo al centro la donna, la maternità e la cura familiare per sottolineare l’importanza dell’educazione ai sentimenti che parte appunto dalla famiglia. La famiglia e la scuola, due agenzie educative che insieme possono fare la differenza con la capacità e la voglia di ascoltare i ragazzi fin dall’infanzia, devono ritornare ad un concreto dialogo produttivo costante fatto di esperienze e di condivisioni. La capacità di amare ci è data in dotazione con la nascita, ma solo sperimentando l’amore, quotidianamente e come oggetto prezioso che si fa cura, possiamo pensare di contrastare la violenza distruttrice di cui la nostra società è impregnata. Recenti studi ci informano che oltre il 50 % delle donne vittime di violenza sono casalinghe, la pandemia ha acuito il problema, anche per questa ragione abbiamo l’obiettivo di non fermarci alla donna, bensì di allargare il percorso di sensibilizzazione anche alle famiglie e percorrere così un cammino di educazione sentimentale comune. L’educazione sentimentale non può però basarsi solamente su teorie astratte, ma deve mettere in pratica l’amore con l’esempio quotidiano, Alba ha sottolineato con mio grande piacere quanto l'amore come cura sia stata una mia proposta quando ancora non se ne parlava e per questo ne rimase piacevolmente colpita.

Ne Il giardino ribalto uno stereotipo collettivo con ironia: se fosse stato Adamo a sedurre Eva, come sarebbe evoluta la storia dell'umanità? Per prima cosa il maschio avrebbe compreso le difficoltà, le discriminazioni, le umiliazioni che le donna hanno vissuto e vivono da sempre. Le finalità del libro, adottato anche in corsi di formazione e che personalmente ho portato e porterò nei miei incontri seminariali con le scuole superiori, è quella della prevenzione. La cultura deve cambiare si ripete da più parti, iniziamo dunque dall'infanzia perché Il giardino, come ha suggerito Alba, si può in parte drammatizzare con i bambini così da educarli all'amore, al rispetto della donna ed alla parità tra i generi. L'incontro si è svolto in diretta streaming con la collaborazione dell'associazione milanese ChiAmaMilano sul cui sito è disponibile il video dell'incontro.

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