IL MATTINO
Focus
08.01.2026 - 13:41
Le infrastrutture tecnologiche avanzate permettono oggi di implementare sistemi di tracciamento in tempo reale delle giocate, dei flussi finanziari e delle identità digitali dei giocatori.
C’è un nodo cruciale nel dibattito pubblico e istituzionale sul gioco d’azzardo: la lotta all’illegalità. Un nodo, un allarme, una questione vitale. Soprattutto nel nostro paese, dove il gioco legale non è solo un’attività di intrattenimento: rappresenta un contributo economico di rilievo, con una spesa netta dei giocatori che supera i 20 miliardi di euro annui e oltre 11 miliardi di euro di entrate fiscali per lo Stato. Eppure questi numeri si scontrano con la portata del fenomeno nero: il mercato del gioco illegale, come si legge in questo articolo, viene stimato tra i 20 e i 25 miliardi di euro all’anno, pari a circa il 15% dell’intero comparto, con una perdita fiscale che può arrivare a 2 miliardi di euro annui.
Una quota sommersa che non rappresenta solo un problema economico, ma una minaccia strutturale alla tutela dei giocatori e alla credibilità del sistema regolamentato. Il gioco illegale infatti opera fuori da qualsiasi controllo: nessuna garanzia sui pagamenti, nessuna protezione dei dati personali, nessun presidio sul gioco responsabile. Ed è proprio in questo scenario che la tecnologia assume un ruolo centrale, trasformandosi nel vero argine capace di separare legalità e abusivismo. Nel contesto digitale, è fondamentale distinguere tra casino online autorizzati e piattaforme illegali. I casinò online legali operano esclusivamente con concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sono soggetti a stringenti requisiti tecnici, fiscali e di sicurezza. Ogni transazione è tracciata, i software di gioco sono certificati, i pagamenti avvengono tramite strumenti identificabili e intestati al titolare del conto di gioco, mentre i sistemi di controllo verificano costantemente limiti di spesa, autoesclusioni e comportamenti a rischio. Al contrario, i siti illegali non rispondono ad alcuna autorità italiana, spesso operano da giurisdizioni estere opache e attraggono utenti promettendo vincite rapide, bonus aggressivi e minori vincoli. Per questo appare evidente come la tecnologia, quando applicata correttamente nel perimetro legale, consenta di rendere i casinò autorizzati non solo più sicuri, ma anche più competitivi rispetto all’offerta illegale.
Le infrastrutture tecnologiche avanzate permettono oggi di implementare sistemi di tracciamento in tempo reale delle giocate, dei flussi finanziari e delle identità digitali dei giocatori. Wallet digitali unificati, pagamenti verificati e sistemi di autenticazione robusti impediscono l’ingresso di denaro non tracciato nel circuito legale e rendono estremamente complesso replicare questi standard per gli operatori illegali. C’è poi il grande tema dell’Intelligenza Artificiale e dell’utilizzo di big data, come evidenziato in un recente report dell’Europol, che consente di analizzare pattern di comportamento sospetti, individuare transazioni anomale e segnalare possibili interazioni con piattaforme non autorizzate. Non solo, l’IA viene utilizzata anche per monitorare possibili comportamenti sospetti da parte dell’utente e intervenire con messaggi personalizzati e assistenza su misura in caso di campanelli d’allarme per comportamenti patologici o segnali di dipendenza.
Una tecnologia che, ovviamente, non viene messa in campo dalla filiera illegale. Una tecnologia, però, che da sola non basta a vincere questa battaglia. Per farlo serve una strategia coordinata che unisca innovazione, informazione e responsabilità. Educare i giocatori a riconoscere i casinò online autorizzati, spiegare i rischi concreti dell’illegalità e investire in infrastrutture digitali robuste significa costruire un argine solido e duraturo. Un investimento sul futuro del pubblico del gambling, sulla sua struttura, sulla sua crescita. Un investimento che va al cuore dell’economia del nostro paese.
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