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La festa organizzata con i Lions all'Ordine dei Medici

L'AIDO di Foggia spegne 32 candeline, continuando ad accendere la vita

Il bilancio della presidente Maria Nobili e del vice presidente nazionale Filippo Carboni

L'AIDO di Foggia spegne 32 candeline, continuando ad accendere la vita

Il gruppo AIDO di Foggia

È difficile pensare ad un argomento complesso come la morte, ma ciò che porta un donatore ad essere tale (a patto che le circostanze del decesso permettano l’espianto) è sempre l’amore per il suo prossimo, (tanto che anche la Chiesa riconosce la donazione) dato che è grazie anche al trapianto che molte persone, dilaniate da malattie tremende, riescono a riscoprire la gioia di vivere. E la sezione A.I.D.O. Foggia ha collezionato durante la sua avventura, tutto questo, tra gioie e dolori
Trentadue candeline per la sezione A.I.D.O. foggiana, spente tutte durante la manifestazione organizzata e promossa dai Lions pugliesi nella sede dell’Ordine dei Medici, evento creato ad hoc per promuovere la diffusione della cultura della donazione e sensibilizzare i presenti all’atto del dono di sé. Trentadue anni di sfide e traguardi, raccontati non senza commozione, dal Presidente Maria Nobili durante il suo intervento, che con l’ausilio di vecchie e nuove immagini del gruppo comunale, ha tracciato la vita della sezione creata da Carlo Gentile (di cui tra l’altro il gruppo porta il nome), dagli esordi ai giorni nostri. Presente anche il Vicepresidente nazionale A.I.D.O. Filippo Carboni, che con la stessa Maria Nobili, ha costituito e costituisce uno dei pilastri fondamentali della sezione foggiana, intorno alla quale si assiepano di anno in anno sempre più persone: dai ragazzi del servizio civile a tutti i volontari, dai soci (tra cui i possibili donatori) ai riceventi e alle loro famiglie. Un intreccio di vite che dalla morte sa trarre ‘nuova linfa per nuovi percorsi’. È difficile pensare ad un argomento complesso come la morte, ma ciò che porta un donatore ad essere tale (a patto che le circostanze del decesso permettano l’espianto) è sempre l’amore per il suo prossimo, (tanto che anche la Chiesa riconosce la donazione) dato che è grazie anche al trapianto che molte persone, dilaniate da malattie tremende, riescono a riscoprire la gioia di vivere. E la sezione A.I.D.O. Foggia ha collezionato durante la sua avventura, tutto questo, tra gioie e dolori, ponendosi, anche nella nostra realtà cittadina, come anello di giuntura tra il mondo dei donatori e dei parenti che subiscono la perdita e quello dei riceventi che grazie a quella fine, ripartono da zero.

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