IL MATTINO
il caso
20.03.2026 - 20:03
La vicenda giudiziaria trae origine dalla mancata diagnosi di una recidiva di meningioma. Tra il 2011 e il 2016, la paziente si era sottoposta a una serie di risonanze magnetiche presso le due strutture sanitarie resistenti, i cui referti escludevano sistematicamente la presenza di recidive della patologia tumorale per cui era stata operata in passato. Solo un esame eseguito nel 2016 presso un’altra struttura sanitaria rivelava la presenza di una formazione tumorale che, nel frattempo, era cresciuta a tal punto da diventare inoperabile, causando alla donna gravissimi danni permanenti, tra cui la perdita totale del gusto e dell’olfatto e una significativa riduzione della vista e dell’udito
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