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Alimentazione

Bella, si va verso il distretto del cibo di Val Basento e Val Camastra

Bella, si va verso il distretto del cibo di Val Basento e Val Camastra

BELLA - Verso il distretto del cibo della Val Basento–Val Camastra, è stato il titolo dell’incontro svoltosi ieri sera a Bella (Pz) presso l’azienda agrituristica Valle dell’Oro.

Un incontro interessante sulle prospettive di questo strumento che ha l’obiettivo di costruire nuovi modelli di sviluppo dei territori per l’agroalimentare di qualità, già previsto nella legge di Bilancio del 2017 (legge 205 del 27 dicembre 2017), e che offre anche ulteriori opportunità e risorse per la crescita e il rilancio sia delle filiere che dei territori, come si legge sul sito del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Ad inaugurare i lavori è stato l’assessore all’Agricoltura e Infrastrutture del Comune di Bella Carmine Ferrone che ha salutato i presenti ed ha evidenziato l’importanza del distretto sul territorio. «Inizialmente abbiamo condotto un giro per le aziende con il prof. Carlo Cosentino – afferma Ferrone – ed anche il nostro Comune rientra nel distretto. E’ un’opportunità per gli agricoltori che fanno trasformazione e bisogna incentivare la cooperazione».

Per Rocco Marco Allegretti, presidente del Comitato promotore, «questa idea nasce due anni fa – afferma il presidente Allegretti - nel corso della pandemia dopo un incontro a Roma con l’europarlamentare Paolo De Castro che ci ha illustrato questa possibilità. E’ uno strumento che serve alle imprese e, dopo gli incontri di divulgazione sui territori, verrà presentato alla Regione il piano di distretto e candidare così i progetti a livello ministeriale. Anche nel Pnrr c’è una misura specifica su questo. Nel 2020 uscì il primo bando ma non partecipammo – continua Allegretti - perché non eravamo organizzati. L’obiettivo fondamentale è aggregare e mettere in rete le aziende puntando sull’innovazione, organizzare micro filiere, la sostenibilità anche energetica e dare delle risposte anche alle aziende. Non possiamo perdere questa opportunità», ha concluso il presidente Allegretti.

All’incontro ha preso parte anche Giovanni Samela amministratore unico di Terra Futura Srl: «Il distretto del cibo è uno strumento orizzontale che mette insieme un certo numero di imprese che riguardano ad esempio la produzione primaria, la trasformazione agricola, in una stretta correlazione con il mondo del turismo e ristorazione. Uno strumento notevolmente potenziato con i fondi anche del Pnrr – continua Samela -  con una cifra consistente di oltre un miliardo di euro tra contratti di filiera e distretto del cibo. Sul territorio la Basilicata è la regione che ha fatto di meno rispetto a Calabria e Sicilia. In Basilicata sono stati finanziati già tre progetti di cui uno in provincia di Potenza e due nel materano. Occorrerebbe fare aggregazione tra imprese, amministrazioni locali, associazioni non per fare nuovi Gal ma per finanziare nuove realtà imprenditoriali che abbiano come filo conduttore quello legato al cibo».

Presente anche il sindaco di Brindisi di Montagna Gerardo Larocca che ha dichiarato: «Noi di buon grado abbiamo subito accettato la possibilità di far parte di questo importante progetto di sviluppo dei territori con un’agricoltura sempre più protagonista. I nuovi bandi saranno un’occasione importante per i territori dei vari Comuni. Noi a Brindisi di Montagna abbiamo sempre puntato sui prodotti agricoli e soprattutto sui marchi. Abbiamo la De.co sulla razza Podolica, siamo sede dell’Agnello delle Dolomiti Lucane, il marchio per la salsiccia Podolica». Durante l’incontro è stato presentato anche l’esempio virtuoso di una start up che si occupa di innovazione e ricerca agribiologica, Agribiosana Srl, a socio unico che opera a Tito Scalo, e il Ceo Pancrazio Dragonetti ha raccontato la sua esperienza. «Siamo una start up nata per ideare sistemi e prodotti innovativi per l’agricoltura. Siamo gli unici licenziatari di un brevetto per produrre un fertilizzante innovativo che ha la capacità di trattenere acqua con un notevole risparmio idrico, ma anche la capacità di costruire un reticolato nel terreno per captare tutti i nutrienti evitando di inquinare poi le falde, i fiumi e l’ambiente. Il vantaggio di questo fertilizzante è rappresentato dal fatto che la pianta si sviluppa più velocemente senza trascurare la rigenerazione dei terreni degradati. Noi ci crediamo in questo distretto - ha concluso il dottor Dragonetti - per creare sinergia tra i diversi soggetti che si andranno ad intersecare e portare così alla luce tutte le peculiarità di questa regione».

Il turismo come asset importante per il distretto del cibo nelle parole di Nicola Manfredelli, presidente del Consorzio Eti: «Il distretto del cibo è uno strumento molto interessante, ma a condizione che ci sia una compagine importante, un’attenzione istituzionale e una capacità importante di progettare come si deve. I distretti ormai sono maturi perché sono passati ormai 25 anni dalla conferenza di Cork. Venti anni fa furono istituiti i distretti rurali e agroalimentari e ora siamo nella fase dei distretti del cibo che non è la stessa cosa. I distretti del cibo sono inseriti nel programma complementare del PNRR e rientrano nella programmazione da qui fino al 2026. Ad oggi ci sono stati 106 progetti di candidatura del distretto del cibo e soltanto 20 poi sono stati ritenuti ammissibili e su questi verranno fatti i contratti di distretto. Siamo partiti bene – continua Manfredelli - e già a Brindisi di Montagna mi permisi di dare un’indicazione sulle eccellenze che richiamano a due progettualità di importanza mondiale quali la Dieta mediterranea e la Transumanza e, se esaltiamo queste potenzialità, potremmo avere un punto di vantaggio in più nella progettazione nazionale ed europea».

All’incontro hanno partecipato anche diverse aziende agricole e zootecniche del territorio bellese che producono prodotti agroalimentari di qualità come il latte e derivati oltre che i funghi e tanto altro.

 

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