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Cultura a tavola

Stella Michelin a due ristoranti lucani

Il ristorante di Vitantonio Lombardo e il San Barbato conquistano il riconoscimento

Stella Michelin a due ristoranti lucani

La Basilicata non vuole fermarsi più: dopo la premiazione “Tre bicchieri” di Gambero rosso assegnato a cinque vini lucani, è l’ora di due ristoranti premiati con una stella dalla Guida Michelin. Si tratta del ristorante Don Alfonso 1890 - San Barbato, a Lavello, e quello di Vitantonio Lombardo, a Matera. Una vittoria che riguarda entrambe le province lucane, dunque, orgogliose di ospitare un premio tanto prestigioso come quello delle stelle Michelin, uno dei premi più ambiti nel settore gastronomico.
Nata come azienda dedita alla produzione di pneumatici, quella dei fratelli Michelin è poi diventata un punto di riferimento per i viaggiatori, attraverso la realizzazione di un “libretto” corredato da mappe, nel quale si presentavano ristoranti e hotel a seconda del tragitto, con l’obiettivo di incoraggiare le persone a spostarsi e fruire dei loro prodotti dedicati alle auto. È così che nasce il noto libro rosso, la guida Michelin appunto, un vademecum nell’ambito della gastronomia e del turismo, diventata poi un’attesissima pubblicazione per quanto concerne l’assegnazione delle stelle Michelin, con le quali si valuta la qualità di ristoranti e alberghi a livello internazionale.
Ottenere un riconoscimento di questo tipo non è cosa da poco e, soprattutto, non è da tutti. Gli standard sono elevati e vanno mantenuti nel tempo, pena la perdita della stella.
Il Don Alfonso 1890 - San Barbato vanta la firma della famiglia Iaccarino, una sorta di re Mida che trasforma in oro tutto ciò che tocca: astro della ristorazione italiana, ha fatto la storia dell’alta cucina valorizzando soprattutto i sapori del Sud. A Lavello, nel potentino, ha creato qualcosa che non esisteva, un ristorante e albergo extra-lusso, diventata la location ideale per ospitare eventi di spicco. Sulla guida Michelin si legge: «Qui troviamo l'ispirazione non solo dei proverbiali classici, ma anche rivisitazioni di ricette più regionali con la massima esaltazione d’ingredienti locali come il peperone crusco. Una cucina moderna, tecnica, volta a dare voce a piccole produzioni del territorio e a sapori dimenticati. Ottima selezione di vini del sud, e non solo, a complemento di una tappa gastronomica da non perdere». Una cucina di grande qualità, dunque, accompagnato da una grande attenzione alla sostenibilità.
Sorto nel cuore del Sasso Barisano, a Matera, il ristorante di Vitantonio Lombardo lascia a bocca aperta già entrandovi. La sua cucina, poi, riesce a unire tradizione e progresso con una maestria capace di fargli ottenere (e riconfermare) una stella Michelin, grazie alla passione per la cucina locale che si fonde con la sua esperienza all’estero: «Piatti creativi si affiancano ad una linea più territoriale, ma pur sempre rivisitata con gusto moderno, e nuove ricette in un menu che può andare dalle cinque alle dodici portate. Di origini lucane, Vitantonio Lombardo ha il merito di aver portato la prima stella Michelin nella storia di Matera, realizzando – al tempo stesso – un suo personalissimo sogno. “Ho girato il mondo e adesso torno a cucinare nei luoghi delle mie memorie d’infanzia – racconta lo chef-patron - farò in modo che questo territorio si fonda con le influenze globali restando pur sempre un personaggio di spicco”».

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