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"Grazie". Roberto Capucci e la ricerca della bellezza

Uomo dai molti primati: è stato il primo stilista accolto dalla critica d'arte internazionale come "artista" e invitato a esporre regolarmente nei più importanti musei del mondo sin dagli anni '60 del secolo scorso. Il primo stilista a realizzare una collezione di opere ispirate alla Madonna. Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha benevolmente accolto l'iniziativa promuovendo l’evento sin dai primi passi

"Grazie". Roberto Capucci e la ricerca della bellezza

Roberto Capucci

Roberto Capucci presenta “Grazie”, una collezione unica di abiti ispirati ai manti classici della Madonna: un’opera alla quale il celebre stilista lavora sin dal 2012, quando, in visita a Siviglia, colse l’ispirazione contemplando i ricchi abiti delle Madonne là esposte presso le più fini collezioni d’arte del genere. Il Culto delle Madonne Vestite, una forma d’arte devozionale dalle radici molto antiche che ha trovato massima espressione nelle civiltà cattoliche latine, rappresenta una rara compenetrazione di arte, stile e fede, tre principi che collidono nella tangibilità di un vestito, un manto destinato ad avvolgere il sacro: un tema di grande fascino per il Maestro Capucci che, al rientro in Italia, si mise subito a svolgere ricerche su materiali, forme e colori, approfondendo da vicino manti storici e capolavori della storia dell’arte. Nel corso delle numerose visite ai Musei Vaticani, in compagnia del cugino Mons. Flavio Capucci, il Maestro ha poi meditato sul tema della ricerca della bellezza e sulla salvezza che essa rappresenta per l’essere umano; da lì è scaturito un minuzioso lavoro di disegni, note e bozzetti preparativi per una collezione di abiti immaginata per omaggiare la Donna, attraverso l’archetipo spirituale che più di ogni altro incarna la Grazia, la Bellezza, la metafisica del misterioso mondo femminile. Dopo otto anni di intenso lavoro creativo nasce quindi “Grazie - Roberto Capucci e la Ricerca della Bellezza”: presentata in anteprima mondiale come installazione artistica presso la Cascata Grande e il Castello Boncompagni-Viscogliosi ad Isola del Liri (FR) e trasformata, in occasione del novantesimo compleanno del Maestro, in mostra virtuale (accessibile da smartphone, tablet e PC all’indirizzo www.grazie.tv), la collezione di abiti-scultura si appresta ora a divenire oggetto di prossima esposizione presso il Santuario del Cristo Redentore di Rio de Janeiro. "Grazie" muove dalla necessità di dare forma allo spirito: scolpire tessuti nel tentativo di vestire l'etero; raccontarlo.
È un progetto al quale il Maestro giunge a novant’anni, dopo oltre settant'anni di carriera e otto lunghi anni di studi preparativi; un’installazione di opere che racchiudono in esse tutte le tensioni dell'arte di Capucci: l'ispirazione alla natura, al cosmo, all'infinito che scorge dalle forme immutabili nel tempo, quali gli elementi, il mondo vegetale, quello minerale...; l'omaggio nobile e garbato a grandi figure femminili (donne-tempio e abiti come tempio di donne sognate); l'etica della ricerca della bellezza sempre e comunque; la volontà di vestire stati dell'essere, i sogni, le emozioni; raggiungere, attraverso la sartoria, le vette dell'arte, della poesia, della musica, dello spirito.
"Ho vestito le donne più belle del mondo [...] mi mancava solo la Madonna” [cit. Roberto Capucci]
Come l'artista rinascimentale, Roberto Capucci considera l'esercizio creativo un mezzo di elevazione dello spirito, e proprio come esso, anch’egli si ispira ai grandi archetipi della Storia dell'Arte. La figura della Vergine Maria rappresenta per il Maestro l'occasione per realizzare quello che egli considera il proprio "omaggio più elevato alla Donna” [cit. Roberto Capucci].
Dopo un lavoro di ricerca di ben otto anni che l'ha portato dapprima ad un accurato approfondimento del Culto delle Madonne Vestite, poi alla visita di numerose mostre internazionali, come quella delle Madonne di Siviglia, per arrivare ad un dettagliato studio delle opere custodite presso i Musei Vaticani, Capucci compie una straordinaria sintesi di linee, forme, colori, tessuti e sensazioni con cui il mondo classico ha vestito la Madonna; questa trovata essenza egli la plasma con i propri codici, con gli strumenti della propria geniale creatività, realizzando una collezione unica, fuori da qualsiasi cosa di già visto. I nove abiti-sultura di cui si compone la mostra "Grazie" dialogano fra loro nel contesto di un'unica installazione scenografica: essi sono elementi di un microcosmo, di una riflessione che Capucci compie sui significati dell'Arte, dello Stile, della Fede; ciascuno di questi elementi narra episodi al visitatore, tensioni, misteri... forze a cui il Maestro attinge per portare lo spettatore a far parte di un grande moto: l'esperienza di una profonda gratitudine come frutto sublime della Bellezza. "Grazie" è una parola magica. Essa è il plurale di "grazia", intesa come qualità naturale di tutto ciò che, per sua intima bellezza, delicatezza, spontaneità, finezza, leggiadria, o per l’armonica fusione di tutte queste doti, impressiona gradevolmente i sensi e lo spirito. Le "grazie" sono inoltre un tema caro all'arte classica e neoclassica - come ne "Le tre grazie" del Canova. L'accezione più diffusa è però sicuramente quella di espressione di gratitudine, allorquando viene utilizzata per manifestare l'affettuosa riconoscenza per un beneficio ricevuto. Vi è poi una più profonda gratitudine che questa parola intende significare e che riguarda più la vita spirituale dell’individuo, quando cioè si avverte che quel tale beneficio ricevuto è talmente grande, talmente impareggiabile che è impossibile per noi contraccambiare; allora non possiamo fare altro che sperimentare il senso sublime della gratitudine, ringraziare e ringraziare ancora, con tutta la nostra umana vulnerabilità, con la partecipazione di tutte le nostre cellule, grati per un dono così miracoloso. Con “Grazie”, gli abiti-scultura che hanno reso fama a Capucci nel mondo divengono “abiti-cultura”, “abiti-preghiera”, opere realizzate non per venire indossate ma per essere esposte, ammirate e studiate nel contesto di installazioni artistiche, perchè raccontano mondi, storie di arte e di fede, storie di antichi mestieri e, non ultimo, narrano le ricerche che hanno portato alla nascita dell’abito artigianale di alta moda italiano, di cui Capucci è considerato creatore e massimo esponente. Il messaggio che Capucci affida all'arte, attraverso questa mostra, diventa quindi una trascendente ispirazione che l'artista ha ricevuto e che è chiamato dal mondo delle Muse a trasmettere al Mondo di cui noi uomini facciamo parte; è un messaggio salvifico di cui sentiamo la grande urgenza: la chiamata alla Bellezza. Capucci ha insegnato nel corso della sua lunga carriera a sfuggire le tentazioni effimere della moda, non per un senso di distaccata superiorità (anzi, egli ha sempre elogiato il prêt-à-porter elegante e di qualità, lodando spesso alcuni suoi colleghi stilisti), ma per un desiderio più grande, per la ricerca di qualcosa che resista. Egli arriva alla moda dall'arte e l'arte, riflettendo, è proprio ciò che "resiste", come si può constatare di fronte alle pitture rupestri o alle statue sumere: l’arte, com’è noto, è portatrice di messaggi eterni per l'umanità. Uomo dai molti primati, il Maestro è stato il primo stilista accolto dalla critica d'arte internazionale come “artista" e invitato a esporre regolarmente nei più importanti musei del mondo sin dagli anni '60 del secolo scorso; oggi, egli è il primo stilista a realizzare una collezione di opere ispirate alla Madonna, il primo a lavorare a una tale iniziativa sotto i patrocini della Santa Sede, nonché il primo stilista/artista a presentare ad inaugurare una mostra digitale (tratta dalla prima esposizione artistica mai realizzata all’interno di un fiume e nei pressi di una cascata), costituendo decisamente un unicum nel panorama artistico internazionale.


Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha benevolmente accolto l'iniziativa promuovendo l’evento sin dai primi passi; forte apprezzamento sia dal Card. Gianfranco Ravasi, Prefetto del P.Consiglio della Cultura che ha concesso il patrocinio, sia dal Card. Angelo Comastri, Vicario di Sua Santità per la Città del Vaticano, che oltre al patrocinio ha condiviso le sue meditazioni mariane. Il Card. Daniel di Nardo, Presidente delle Conferenza Episcopale Statunitense attende con gioia l'esposizione negli Usa. Parole incoraggianti giunte anche da Mons. Mariano Fazio, Vicario Generale dell’Opus Dei, che ha supportato l'intero progetto. Infine, Madre Rebecca Nazzaro, Superiora delle Missionarie della Divina Rivelazione, che ha dato preziosi consigli. "Una Mostra appena nata ma che già desta molta curiosità nel mondo dell’Arte: a pochi giorni dall'inaugurazione la mostra ha ricevuto apprezzamenti e manifestazioni di interesse da parte di prestigiose sedi internazionali.
Per il prezioso lavoro svolto, l'Ass Nascimento che ha curato l'intero progetto, desidera ringraziare la squadra che ha lavorato a fianco del Maestro durante gli 11 mesi occorsi per la realizzazione delle "Grazie". Nel lungo periodo di ricerche effettuate su tutto il territorio italiano, abbiamo avuto modo di conoscere da vicino molte realtà artigianali poco note al grande pubblico ma dal grandissimo valore professionale; un moto di orgoglio patriottico ci giunge quindi nel poter contribuire a celebrare, attraverso "Grazie", anche queste aziende selezionate, custodi di antiche tecniche e segreti della tradizione sartoriale italiana. Un GRAZIE quindi dai molti significati a:
Le sarte: Rosalba del Core e Tina Di Napoli di Marano (NA); Giulietta Cattani e Maria Grazia Oboe (Sartoria Giulietta) di Altavilla Vicentina (VI); Stefania Menghini (Sartoria Menghini) di Foligno (PG); Monica Erodiade, Enzo Tallè e Anna Maria Tallè (Sartoria Erodiade) di Urbisaglia (MC); e Shehani Kaushalya Ranathunga di Roma, per aver realizzato a mano gli abiti esposti, tessendo secondo antica tradizione e sotto l’attenta supervisione del Maestro Roberto Capucci durante l’arco di 11 mesi.
Le aziende: Taroni, per aver fornito i tessuti; Manima per aver eseguito a mano i ricami; Mensura, per aver realizzato i manichini-scultura; Barbagli, per aver realizzato i plissé; Pagliani e Brasseur, per le creazioni floreali. In qualità di organizzatore dell’evento, Nascimento ha deciso che il 50% degli incassi derivanti dalla mostra virtuale finanzieranno le attività di beneficenza del Santuario del Cristo Redentore di Rio de Janeiro.

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