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La città di Orazio

Venosa, primi passi verso la Capitale della cultura: So Far So Close

La splendida piazza Municipio è divenuta palcoscenico di un inusuale esercizio collettivo di vicinanza a metà tra danza, arte e spazio: lo spettacolo Solo Goldberg Variations del coreografo e danzatore Virgilio Sieni

Venosa, primi passi verso la Capitale della cultura: So Far So Close

Covid o no, Venosa necessita di ritrovare le energie per uscir fuori dalle routine in cui è confinata, per tracimare nel territorio che le appartiene e per recuperare il senso suo più profondo: l’amore per il sapere, la passione del conoscere, la creatività. Per riuscire anche a rendere credibile l’idea di una città che sappia partire dalla propria storia per coltivare i talenti e per reimmaginarsi e innovarsi nel profondo. In sostanza, per interpretare le sfide che la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2022 - perfezionata lo scorso mese di luglio - impone alle sue istituzioni e a tutti gli attori sociali coinvolti.
Prossima, infatti, la scadenza della selezione dei 10 progetti finalisti, prevista per il 16 novembre. “ComUNITÁ CREAtiva” è il tema portante scelto per la strategia. È quanto è stato ufficializzato nel corso della conferenza stampa di presentazione del dossier di candidatura nel corso della quale è pure stata annunciata la collaborazione con il Comitato Direttivo di Basilicata Creativa - il cluster che raggruppa le eccellenze operanti nei settori della cultura e della creatività lucana, appartenenti al mondo d’impresa e della ricerca.
Proprio Basilicata Creativa, infatti, ha affiancato l’Ente Comune nella strutturazione della progettualità di candidatura con il sostegno di un Comitato Scientifico che, tra le punte di diamante, vede la presenza del prof. Massimo Osanna, venosino di nascita, ordinario di Archeologia Classica all’Università Federico II di Napoli e attuale Direttore Generale dei Musei del MIBACT.
Due i concetti chiamati a puntellare l’idea della “ComUNITÁ CREAtiva” – ha dichiarato la Sindaca. Primo: la cultura rende uniti. Secondo: l’unità crea valore, innovazione e sostenibilità per i territori, per l’Italia, per l’Europa. La crisi economica che stiamo attraversando – ha continuato - rende estremamente vulnerabile ogni luogo per la difficoltà di rinnovarsi e di reperire energie nuove in grado di raccordarlo alle esigenze della contemporaneità. Ma nulla, proprio nulla, può compromettere la “speranza”, l’aspettazione fiduciosa di un’ulteriore possibilità di affermazione e magari anche di un’occasione di festa.
È con questo spirito che la cittadina oraziana si sta preparando a mettere in piazza il suo corredo di origini, tradizioni culturali, personaggi illustri, sapori, odori e luoghi, puntando sulla esorbitante volontà di chi intende restituire a questi luoghi il senso pieno, eccessivo, ridondante che meritano anche nell’intero panorama nazionale.
Assai positivo il bilancio di un primo esperimento creativo. Nell’ambito del festival itinerante di arti performative So Far So Close, infatti, prodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 in collaborazione con il Comune di Matera e APT Basilicata, la splendida Piazza Municipio della cittadina lucana, nel buio di un venerdì sera, è divenuta palcoscenico di un inusuale esercizio collettivo di vicinanza a metà tra danza, arte e spazio: lo spettacolo Solo Goldberg Variations del coreografo e danzatore Virgilio Sieni. Un evento dal vivo ai tempi del Covid, che, al di là di qualsiasi distanza, grazie anche al coinvolgimento attivo del pubblico, è riuscito a centrare la finalità di accendere la consapevolezza della vita comune in un pianeta “infetto”. Uno sforzo per riabbracciare l’esistente e per ritrovare la forza nell’agire collettivo. Una maniera per intraprendere la direzione della “rete relazionale”, per “scambiarsi” qualche frammento di ciò che ognuno ama fare e per “trarre piacere” dal donare un pezzo di sé agli altri.
Per l’antica Venosa, città candidata a Capitale della Cultura, sicuramente un buon inizio per arrivare alla scoperta del più efficace antidoto alla chiusura autoreferenziale incentrata esclusivamente sulla propria storia. Sicuramente anche una sfida. Quella di far dialogare il noto con l’ignoto, il dentro con il fuori, la cultura accademica con la cultura che si elabora nella società, il passato con il presente e con il futuro. Quella di generare una polifonia ricchissima attraverso manifestazioni di creatività che siano foriere di possibili impensabili incontri.
Tutti gli apputamenti del Festival So Far So Close, in programma fino alla fine del mese di ottobre 2020, sono consultabili sul sito www.matera-basilicata2019.it

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