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Ottobre rosa, la prevenzione ha un nome: Crob

Il Circolo Culturale Femminile di Palazzo San Gervasio il 25 ottobre è riuscita ad ottenere, per il quarto anno consecutivo, la disponibilità e la presenza dell’Unità di Senologia Diagnostica dell’IRCCS CROB di Rionero in Vulture presso la locale sezione AVIS per effettuare, gratuitamente e senza necessità di alcuna prescrizione medica, una ecografia alla mammella

Ottobre rosa, la prevenzione ha un nome: Crob

Se non piomba addosso alla tua vita il cancro al seno non attira la tua attenzione. Questa è la verità. Ti arriva come un’eco lontana di tragedie isolate, di misere sfortune. Ovattato. Finché gli eventi crudelissimi di storie “vicine” ti costringono ad aprire bene occhi ed orecchie. E ti costringono a scoprire tutta la violenza di un linfonodo che si insinua nella normalità dell’esistenza di una donna. Mani estranee che toccano ovunque, sonde che scrutano, paure che inondano, seni schiacciati sotto la pressa di un mammografo, bisturi che tagliano, chemioterapie che trasformano, controlli che sfiniscono. “Se lo avesse preso in tempo..se solo se ne fosse accorta prima..” Tutti pensieri che rimbombano nel cervello quando quegli eventi crudelissimi degenerano in perdite. Nonostante i “Probabilmente sarebbe comunque andata a finire così” è davvero difficile accettare che null’altro poteva essere fatto per evitare che la favola di una vita inciampasse di fronte al fato.
La parola ‘fato’ e la parola ‘favola’, in verità, hanno la stessa origine latina. Il fato è il ‘dire sacro’, autorevole, il dire che si compie nella narrazione della favola dell’esistenza. Quando Dio sussurra le cose che avvengono nel luogo e nel tempo delle favole di vita, disegna, però, solo ipotesi narrative. Siamo noi, unici protagonisti di quelle ipotesi, ad avere la facoltà e la libertà di preparare le azioni di futuro. Leggere le favole dei destini, le trame di tante storie di amazzoni sopravvissute al cancro non può che dare, dunque, una diversa destinazione al flusso della vita di tantissime altre donne. Chi si sofferma su queste trame riesce a cogliere, prima di ogni altra cosa, la necessità di una adeguata, regolare, puntuale, costante prevenzione senologica.
Prevenire significa controllarsi. Prevenire significa superare ogni ansia e ogni angoscia. Prevenire significa non sottovalutare nessuna piccola avvisaglia. Prevenire significa imparare a riconoscere i sintomi di questa malattia. Significa parlarne, confrontarsi, approfondire. Significa fare della cultura della salute al femminile uno stile di vita responsabile e diffuso. Perché, mai come per il carcinoma mammario – assai più frequente nel genere femminile - la diagnosi precoce, in grado di scovare per tempo anche neoplasie di pochissimi millimetri, garantisce una maggiore guaribilità.
Il cancro al seno è un maledetto. È subdolo, silenzioso. Non suona il campanello prima di entrare. Il cancro al seno si prende il meglio di una donna: la sua femminilità, la sua sensibilità, il suo essere madre. Tutte ottime ragioni per imporsi di fare regolarmente visite di controllo al di là di ogni pigrizia e di ogni possibile scusa. Ottime ragioni anche per spingere o accompagnare ai controlli figlie, madri, nipoti, nonne, amiche, a partire già dai 25 anni di età.
Questo è il mese giusto. La prevenzione del tumore al seno, infatti, è protagonista del così detto ‘Ottobre Rosa’ dal colore del nastro simbolo della campagna di prevenzione della LILT che ogni anno accende i riflettori su tali tematiche. Tantissime le iniziative anche in Basilicata, volte non solo a spiegare l’importanza dell’anticipazione diagnostica ma anche a crearne occasione. Iniziative organizzate a più voci: Ospedali, Associazioni, Enti, tutti in rete per strutturare azioni sinergiche. Perché l’azione di prevenzione non è solo un fatto medico, ma riguarda la responsabilità dei diversi soggetti della comunità funzionale alla coesione e alla crescita del ‘capitale sociale’. Spicca tra tutte l’iniziativa promossa dal Circolo Culturale Femminile di Palazzo San Gervasio che il 25 ottobre è riuscita ad ottenere, per il quarto anno consecutivo, la disponibilità e la presenza dell’Unità di Senologia Diagnostica dell’IRCCS CROB di Rionero in Vulture presso la locale sezione AVIS per effettuare, gratuitamente e senza necessità di alcuna prescrizione medica, una ecografia alla mammella riservata alle donne tra i 18 e i 45 anni che ne facessero prenotazione con una semplice telefonata. Un esempio di concreta azione di facilitazione al cambiamento.
In Basilicata ogni anno 300 donne si ammalano di cancro al seno. 77 ne muoiono e, pur avendone il potere, non fanno niente per cambiare le cose. Non sono un medico. Mi prendo comunque la licenza di scrivere quanto sia importante la prevenzione e di chiedere di indossare magari un fiocco rosa durante questo mese di ottobre per aderire alla campagna della LILT nella lotta contro il tumore al seno. Servirà a dimostrare vicinanza a tutte coloro che stanno affrontando questa malattia, servirà a sensibilizzare le persone all’importanza della prevenzione, servirà a ricordare che siamo noi a ‘fare’ la favola della nostra vita.

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