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01.04.2026 - 16:59
Carmine Cicala
“Costruire una filiera che tenga insieme produzione, trasformazione e mercato significa creare valore che resta sul territorio e si traduce in economia reale per tutta la Basilicata”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche agricole, Carmine Cicala, a margine della conferenza stampa di avvio dell’iter per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) della “Pasta di Matera”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Gruppo Produttori che riunisce agricoltori dell’Organizzazione di Produttori Granaio Appulo Lucano insieme a realtà della trasformazione come il pastificio Food Service, rappresenta un passaggio strutturato verso la valorizzazione della filiera del grano duro. “Non siamo di fronte a un semplice percorso tecnico, ma a una scelta precisa: organizzare la filiera per evitare che il valore si disperda. Se ci fermiamo alla sola produzione, il rischio è quello che conosciamo: il grano viene ceduto senza che il territorio ne benefici pienamente”. In questo senso, l’IGP diventa uno strumento per rafforzare qualità, tracciabilità e riconoscibilità del prodotto, consentendo di posizionarlo sui mercati con maggiore forza. Matera, storicamente legata alla lavorazione del grano e alla produzione di pasta di eccellenza, può oggi trasformare questa eredità in una leva concreta di sviluppo, capace di generare nuove opportunità economiche, sostenere le imprese e contribuire al presidio delle aree rurali. “Quando la filiera funziona, il valore non si disperde ma resta sul territorio, sostenendo redditività e stabilità delle imprese. Questo significa anche contrastare dinamiche come lo spopolamento e rafforzare il tessuto produttivo locale”. Il percorso si inserisce inoltre in un quadro più ampio di strumenti a supporto del settore, tra cui la Commissione Unica Nazionale (CUN) sul grano duro, avviata dal Ministro Francesco Lollobrigida. “La CUN interviene sul prezzo e contribuisce a garantire maggiore trasparenza. L’IGP interviene sul valore. È dall’integrazione di questi due elementi che possiamo costruire una filiera più forte, più equa e più competitiva”. Accanto alla dimensione economica, la valorizzazione della Pasta di Matera può rafforzare anche l’attrattività del territorio, intercettando una domanda crescente di turismo legato alle produzioni di qualità e alle esperienze enogastronomiche. “Il nostro impegno è accompagnare questi percorsi con strumenti concreti e con una visione chiara: non limitarsi a vendere materia prima, ma costruire valore lungo tutta la filiera. È in questa direzione che si gioca una parte importante del futuro dell’agricoltura lucana”.
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