IL MATTINO
Analisi
31.03.2026 - 19:32
Le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto si inseriscono in un clima già segnato da crescente inquietudine, tra tensioni geopolitiche, instabilità dei mercati e timori sul fronte energetico. Snodo centrale resta lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale: un punto strategico capace di incidere immediatamente su prezzi, aspettative e scelte degli operatori. Tuttavia, più dei fatti, oggi sembrano contare le percezioni. Bastano segnali anche solo potenziali per innescare rialzi e fenomeni speculativi. La crisi energetica appare così sempre più una crisi delle aspettative, oltre che delle risorse. Il parallelo con il 2020 è evidente: allora la pandemia ridisegnò gli equilibri economici, favorendo processi di concentrazione e rafforzando i grandi operatori. Oggi, tra aumento dei costi e volatilità, il rischio è analogo. Le PMI, più esposte, subiscono l’impatto maggiore, mentre i grandi gruppi dispongono di strumenti di adattamento più solidi. Le crisi, del resto, non colpiscono in modo uniforme: selezionano, ridistribuiscono, ridefiniscono equilibri. In questo quadro, la questione diventa politica: non tanto la gravità della fase, quanto la sua gestione. Ed è qui che emergono le contraddizioni di una politica spesso più reattiva che governante. Si rafforza così la percezione di una politica “apparente” e di una finanza capace di incidere concretamente sugli equilibri reali. Non una lettura complottista, ma la constatazione che i mercati, per dimensione e velocità, orientano dinamiche spesso oltre la capacità degli strumenti politici tradizionali. Il rischio è che, ancora una volta, il costo della crisi ricada sul tessuto produttivo diffuso. E l’Italia, in particolare, è un Paese fatto di una fitta rete di piccole e medie imprese: proprio per questo, è anche uno dei sistemi economici più esposti agli effetti delle turbolenze globali. È qui che la politica è chiamata a lavorare su scala internazionale, per tutelare il proprio patrimonio economico e produttivo.
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