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Autisti, saldatori e falegnami, a Tito parte la scuola delle professioni che cercano le aziende

Autisti, saldatori e falegnami, a Tito parte la scuola delle professioni che cercano le aziende

Un progetto privato che si pone l'obiettivo di lanciare un modello virtuoso che, partendo dai fabbisogni delle aziende del territorio, vada a tracciare adeguati percorsi di formazione per profili specializzati per provare ad arginare fenomeni sempre più critici come lo spopolamento e la fuga dei giovani. Questa la peculiarità dell'iniziativa nata dalla collaborazione tra l'agenzia per il lavoro Attal Group, il Gruppo Lucano della Protezione Civile e alcune aziende della zona industriale di Tito per formare gratuitamente autisti, saldatori e falegnami attraverso un corso da 160 ore ciascuno che si snoderà in circa tre mesi e al quale potranno partecipare 20 persone (inoccupate o disoccupate) per singolo percorso formativo. I dettagli sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa (moderata dal giornalista Fabrizio Di Vito) che si è svolta presso la sala B del consiglio regionale a Potenza, alla presenza, tra gli altri, della prof.ssa Giusy Laurino che ha coordinato mesi di interlocuzioni tra i vari soggetti in campo: “Dopo mesi di lavoro lanciamo un nuovo concetto di scuola di arte e mestieri partendo dal fabbisogno del mondo aziendale. Tante sono le figure mancanti, è necessario agganciare il mondo produttivo con le competenze necessarie. Lanceremo una serie di Academy per la formazione di nuove figure professionali”. A finanziare i percorsi formativi sarà l'Agenzia per il Lavoro, Attal Group. Alla conferenza stampa presente il direttore Luigi Montano: “I tre progetti – ha evidenziato – sono finanziati da noi con la collaborazione delle imprese. Abbiamo avuto le richieste dal mondo imprenditoriale della zona industriale di Tito per formare questi profili. Purtroppo non sempre i finanziamenti pubblici riescono a rispondere alle esigenze delle aziende. Questi percorsi, invece, hanno una velocità che ci consente di avviare le attività in un paio di settimane. La ricaduta occupazionale va oltre l'80% perché i corsi sono già impostati con le aziende e di conseguenza conosciamo già il loro fabbisogno”. Il progetto guarda con molta attenzione anche al mondo dell'inclusione. Stipulate, infatti, due apposite convenzioni con la cooperativa La Mimosa e l'associazione Insieme (alla conferenza stampa sono intervenuti i rispettivi presidenti, Franco Ritrovato e Maria Elena Bencivenga) per favorire, sempre tramite i corsi di formazione, l'inserimento lavorativo dei migranti ospiti delle strutture di accoglienza e di persone che seguono un percorso di uscita da dipendenze patologiche. Per il Gruppo Lucano della Protezione civile, invece, è il corso di formazione per autisti professionali a rappresentare un'importante occasione per avvicinare giovani al mondo del volontariato: “Siamo l'unica associazione del Meridione d'Italia iscritta nell'elenco centrale del Dipartimento Nazionale – ha ricordato il presidente nazionale Pierluigi Martoccia – e abbiamo una Colonna Mobile costituita da numerosi tir che hanno bisogno di conducenti. Questo progetto ci dà l'opportunità di ringiovanire il nostro parco autisti e includere nuovi giovani nel nostro mondo, anche per dare una risposta concreta ai ragazzi, perché se loro lasciano la Basilicata anche le nostre associazioni rischiano di svuotarsi”. Importante anche il punto di vista delle imprese: “Noi – ha precisato Anna Sapienza – abbiamo un laboratorio di falegnameria che si occupa di arredamento custom. E' sorta l'esigenza di fare avvicinare nuove professionalità all'artigianato, un settore un po' abbandonato dai giovani che invece necessita di tanta manodopera”. A sposare il progetto anche l'Unibas, come testimonia la presenza alla conferenza stampa del professor Luigi Todaro, docente associato di Tecnologia del Legno presso l'ateneo lucano: “E' un progetto importante perché quando gli stakeholders del territorio si mettono insieme per un percorso di formazione si aprono nuove possibilità per i nostri ragazzi di inserirsi nel mondo del lavoro. Il legno è una materia di base essenziale e attualmente non c'è formazione in questo settore. Da parte nostra come Unibas speriamo di poter aprire le porte dei nostri laboratori alle persone interessate per un'ulteriore opportunità di formazione per i nostri giovani”.

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