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Dal Frida al fango: il volto umano dell'acqua lucana

Dall’ente al presidio: così Acquedotto Lucano, in occasione della Giornata mondiale dell'Acqua, ha scelto di guardare in faccia i cittadini lucani

Dal Frida al fango: il volto umano dell'acqua lucana

C’è un’immagine, tra le tante scorse nella clip diffusa ieri da Acquedotto Lucano in occasione della Giornata mondiale dell'Acqua, che resta impressa più delle altre: due uomini immersi nel fango di uno scavo, intenti a lavorare su una grande conduttura. Non è un’immagine patinata. È un’immagine vera, sporca di terra e di fatica. Che qualcosa sia cambiato con la nuova direzione generale è ormai un dato di fatto, una percezione che attraversa i corridoi di Via Grippo e arriva fino alle case dei cittadini. Il video si apre con la maestosità del Frida. Il cuore pulsante di una terra che dell’acqua ha fatto il suo destino. Tuttavia, il racconto non si ferma alla celebrazione della natura. Trasforma quello che tecnicamente viene definito gestore idrico integrato in qualcosa di molto più profondo: una vera e propria sentinella che veglia sul bene più prezioso di una regione meravigliosa quanto difficile. La Basilicata non è un territorio per chi ama le cose semplici. È una geografia fatta di strappi, di picchi che superano gli 800 metri, di borghi arroccati dove l’acqua deve quasi sfidare la gravità per arrivare in ogni casa. La clip ci porta proprio lì: tra la complessità di reti che si snodano come vene sotto i boschi e la bellezza architettonica di depuratori e serbatoi, cattedrali di cemento e ingegno che custodiscono vita e futuro. Le immagini mostrano la potenza dell'acqua che scorre, ma ci ricordano che quel flusso non è un miracolo scontato. È il risultato di un capitale umano straordinario: tecnici al lavoro sotto il sole o nel fango, camici bianchi nei laboratori di analisi, professionisti che sanno come domare la pressione, riparare l’invisibile e prevedere l'imponderabile. Ma vediamo, soprattutto, l'orgoglio: da ente burocratico a motore vitale della comunità e a servizio dei cittadini. La clip celebra la bellezza dell'acqua, sì, ma celebra soprattutto il senso di responsabilità di chi la distribuisce e custodisce. È un tributo alla professionalità e ci ricorda che la risorsa idrica è identità, è radice, è futuro collettivo da tutelare e preservare. L'azienda ha deciso di metterci la faccia e il cuore. E i lucani, che della fatica hanno una cultura secolare, sanno riconoscere quando un impegno è sincero perchè c’è una differenza sottile, ma profonda, tra l’erogare un servizio e il prendersi cura di un territorio. È una differenza che ieri, 22 marzo, è apparsa nitida e tangibile.

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