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21.03.2026 - 15:52
Tiziana Silletti
Il messaggio del garante dei detenuti e delle vittime di reato Tiziana Silletti della Basilicata
Il 21 marzo non è solo una ricorrenza: è un richiamo profondo alla coscienza collettiva, un momento in cui il dolore si fa memoria e la memoria diventa responsabilità. In occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il nostro dovere è quello di dare voce a chi non può più parlare, ma continua a interrogare le nostre coscienze. Anche la Basilicata, pur non essendo tradizionalmente associata ai grandi fenomeni mafiosi, è stata nel tempo attraversata da infiltrazioni della criminalità organizzata, riconducibili anche alla presenza di organizzazioni come la ’ndrangheta e la camorra, nonché da episodi di violenza e illegalità che hanno colpito cittadini innocenti. Si tratta spesso di vicende meno visibili, che non sempre trovano spazio nel dibattito pubblico, ma che incidono profondamente sul tessuto sociale delle nostre comunità. Le vittime lucane, in molti casi silenziose e poco conosciute, rappresentano un monito forte: nessun territorio può dirsi immune. Dietro ogni episodio vi sono persone, famiglie, storie spezzate che meritano riconoscimento, ascolto e memoria. Ogni vittima innocente rappresenta una frattura irreparabile non solo per i propri cari, ma per l’intera comunità. Le mafie colpiscono la dignità delle persone, minano la fiducia nelle istituzioni e compromettono il senso di sicurezza collettiva. Per questo ricordare non è un atto formale, ma un impegno concreto. Come Garante, il mio impegno quotidiano è rivolto a tutte le vittime di reato, anche nel territorio lucano, a chi continua a vivere le conseguenze di una violenza subita, spesso nel silenzio e nella difficoltà di essere riconosciuti. Le vittime hanno diritto non solo alla giustizia, ma all’ascolto, al rispetto e alla piena tutela dei propri diritti. Questa giornata ci richiama alla responsabilità di non restare indifferenti. Ricordare significa costruire consapevolezza, promuovere una cultura della legalità e sostenere ogni azione volta a prevenire e contrastare le infiltrazioni criminali anche nei contesti meno esposti mediaticamente. Trasformiamo la memoria in azione concreta, rafforzando l’impegno delle istituzioni, delle scuole e della società civile. Solo così potremo restituire senso e dignità alle vite spezzate e costruire un futuro fondato sulla giustizia e sulla responsabilità condivisa. Ricordare è un dovere. Prendersi cura delle vittime e dei loro familiari è un atto di empatia che definisce chi siamo.
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