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Nel segno di Pasolini: a Barile cultura, memoria e comunità si incontrano nel convegno “Autunno 1963”  

Una sala gremita e attenta ha fatto da cornice al convegno “Autunno 1963. Pier Paolo Pasolini a Barile”, tenutosi ieri (19 marzo 2026) presso l’Auditorium P.P. Pasolini a Barile (Pz). L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di riflessione culturale e civile, capace di unire memoria storica e attualità, con una straordinaria partecipazione soprattutto da parte dei giovani e delle istituzioni scolastiche

Nel segno di Pasolini: a Barile cultura, memoria e comunità si incontrano nel convegno “Autunno 1963”  
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del sindaco Antonio Murano e delle autorità presenti. In rappresentanza della Regione Basilicata è intervenuto Pasquale Pepe, vicepresidente della Giunta regionale, che ha ribadito il valore culturale e sociale di simili iniziative capaci di rafforzare il senso di appartenenza e il legame identitario tra comunità e territorio. Molto apprezzato anche l’intervento del consigliere regionale Michele Napoli, che ha posto l’accento sulla forza della cultura nei piccoli borghi, sottolineando come queste realtà rappresentino un patrimonio fondamentale per l’intero territorio. Napoli ha evidenziato la necessità di costruire reti e relazioni non solo a livello locale, ma anche nazionale, per valorizzare le esperienze culturali e creare nuove opportunità di crescita e sviluppo. Mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi - Rapolla - Venosa con parole cariche di significato ha richiamato il valore della lentezza, un concetto che emerge con forza anche nel pensiero di Pasolini. Nel suo intervento ha sottolineato quanto oggi sia necessario riscoprire un tempo più umano, capace di restituire protagonismo alle relazioni e alla vita quotidiana. Rivolgendosi in particolare agli studenti ha lanciato un invito chiaro: rallentare, prendere distanza dal ritmo frenetico imposto dalle continue connessioni digitali e dall’uso costante dei telefoni. Un’esortazione a vivere pienamente il presente, ad abitare con consapevolezza ogni esperienza e a dare spazio alle emozioni per restituire profondità allo sguardo e valore al tempo vissuto. Un elemento degno di nota per la riuscita dell’iniziativa è stato il contributo delle associazioni del terzo settore coinvolte nell’organizzazione, in particolare il 'CineClub Pasolini' e il 'CineClub De Sica – Cinit.' Queste realtà hanno dimostrato ancora una volta come il tessuto associativo locale possa rappresentare un presidio culturale attivo, attrattivo e dinamico, capace di affiancare concretamente le pubbliche amministrazioni non solo sul piano organizzativo, ma anche nella costruzione di contenuti e percorsi culturali di qualità. Una presenza preziosa ed un impegno costante a testimonianza di quanto sia importante il ruolo delle associazioni nel promuovere iniziative capaci di rafforzare il senso di comunità, valorizzando il territorio e creando occasioni di autentica partecipazione. In questo senso, il lavoro condiviso tra enti pubblici e terzo settore si conferma una risorsa strategica per lo sviluppo culturale dei piccoli centri, capace di generare reti, relazioni e nuove opportunità anche oltre i confini locali. Al centro del convegno il tema “Il Cristo di Pasolini ne Il Vangelo secondo Matteo”, offrendo momenti di riflessione di grande rilievo tra cinema, spiritualità e impegno civile. Tra gli interventi previsti, Dante Ferretti – scenografo e costumista premio Oscar – non ha potuto essere presente, ma ha voluto comunque far giungere un sentito messaggio di saluto al convegno. Particolarmente significativa è stata la presenza delle scuole e di tanti giovani, che hanno seguito con attenzione gli interventi, contribuendo a rendere il dibattito vivo e stimolante. Un forte segnale di come la figura di Pasolini continui a parlare anche alle nuove generazioni. Tra i relatori, l’intervento di David Miliozzi, scrittore, sceneggiatore e critico d’arte, ha offerto una lettura intensa e originale dell’opera pasoliniana, mentre Armando Lostaglio, nel ruolo di coordinatore, ha saputo guidare con competenza e sensibilità il confronto, creando un dialogo ricco e coinvolgente. Nel corso dell’incontro è emerso con forza anche il tema del senso di comunità, filo conduttore dell’intera giornata. L’evento si è così confermato come un momento di grande partecipazione collettiva, in cui cultura, scuola, istituzioni e associazionismo si sono intrecciati, dimostrando come il ricordo di Pasolini possa ancora oggi rappresentare un potente strumento di crescita culturale e di coesione sociale.
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