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18.03.2026 - 13:18
Giuseppe Conte
Si infiamma il clima politico attorno al referendum sulla riforma della giustizia, con nuove tensioni emerse in Basilicata e diventate di dominio nazionale dopo le dichiarazioni del deputato di Fratelli d’Italia, Aldo Mattia, durante un evento pubblico a Genzano di Lucania, in provincia di Potenza. Al centro della polemica, le parole pronunciate nel corso di un incontro dedicato alle ragioni del “Sì”. A intervenire nuovamente sulla vicenda è stato il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, nel corso di un dibattito pubblico tenutosi presso l’Università Università degli Studi di Napoli Federico II. Conte ha puntato il dito contro il governo e, in particolare, contro Fratelli d’Italia: “Questo governo a dicembre ha aumentato le accise e dopo 20 giorni non è ancora intervenuto contro il caro carburante. Eppure sono concentrati, addirittura parlamentari di Fratelli d’Italia, su una campagna elettorale referendaria dove invocano esplicitamente il voto clientelare, il voto di scambio.” Il leader pentastellato ha poi chiamato in causa direttamente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “La presidente Meloni su questo non ha ancora detto nulla.” Nel suo intervento, Conte ha ribadito la posizione del Movimento 5 Stelle, schierato per il “No”: “Votiamo no a questo referendum contro la casta dei politici che vuole mettersi a riparo dalle inchieste della magistratura.” Il referendum sulla riforma della giustizia si conferma così terreno di forte contrapposizione politica, con narrazioni opposte tra chi sostiene la necessità di riforme e chi invece le interpreta come un tentativo di limitare l’azione della magistratura. La vicenda evidenzia ancora una volta come il tema della giustizia, intrecciato con quello della trasparenza e della legalità, resti uno dei più sensibili nel panorama politico italiano, capace di accendere scontri duri anche a partire da eventi territoriali.
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