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11.03.2026 - 15:13
La Basilicata si prende la scena a Genova e mette nel mirino le liste d’attesa. In ballo non ci sono solo i 20 milioni di euro complessivi del progetto “RegIA” (Regioni per l’Intelligenza Artificiale), ma la possibilità concreta di cambiare la vita ai cittadini lucani usando la tecnologia dove serve davvero: in una corsia d’ospedale e negli uffici pubblici. Ai Magazzini del Cotone del capoluogo ligure la Basilicata blinda un investimento da 6,2 milioni di euro, fondi che serviranno a sperimentare soluzioni basate sull’algoritmo per gestire la salute e i flussi turistici. È una sfida di sostanza, di quelle che piacciono a chi è abituato a misurarsi con i fatti e non con le slide. La Basilicata, inserita nel cluster guidato dalla Liguria, punterà tutto sulla sanità digitale, con l’obiettivo di abbattere i tempi infiniti per una visita medica, e sul turismo per trasformare l’accoglienza in un sistema predittivo e moderno. Tra i tavoli tecnici dell’Acquario e il palco istituzionale a seguire l’operazione c’è Michele Busciolano, Direttore generale per l’Amministrazione digitale della Regione Basilicata, convinto che questa sia la strada giusta per accorciare le distanze tra istituzioni e territorio. “È una grande occasione per una importante transizione digitale verso i cittadini”, spiega Busciolano a margine della presentazione. “Un percorso che andrà a completare i processi di facilitazione digitale già avviati sul territorio e, soprattutto, la nostra pianificazione digitale regionale. Non stiamo lavorando in compartimenti stagni: il bello di questo progetto è che i risultati raggiunti dagli altri gruppi saranno tutti condivisi da tutti”. Una sorta di “open source” istituzionale dove se la Puglia innova la PA o la Toscana mette in sicurezza il territorio, la Basilicata ne beneficia direttamente, e viceversa. Mentre il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, parla di “accelerazione decisiva” per il Paese, la Basilicata incassa la sua quota di futuro. “L’IA non è un esercizio di stile – aggiunge Busciolano – ma uno strumento che deve semplificare la vita delle persone. Con questi 6,2 milioni vogliamo che la tecnologia diventi invisibile ma onnipresente, aiutandoci a gestire meglio le risorse e a dare risposte più veloci a chi ha bisogno di cure”. Da Genova, dunque, arriva il messaggio di una transizione digitale lucana che non è più una promessa da convegno, ma un cantiere aperto con fondi certi e obiettivi ambiziosi e concreti.
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