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Dai comunicati al vetriolo al mini-vitalizio: il pulpito sbagliato di Leggieri

Araneo, Verri e Lomuti rompono il silenzio e accusano l’ex capogruppo Gianni Leggieri di incoerenza: per dieci anni nel Movimento tutto andava bene, poi il limite dei due mandati e la candidatura con Angelo Chiorazzo. “Ora attacca il M5s, ma i valori non si piegano alle ambizioni personali”

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G. Leggieri

"Per settimane, mesi, abbiamo taciuto di fronte alla diffusione scriteriata di comunicati stampa da parte dell’ex capogruppo del M5s Basilicata Gianni Leggieri e lo abbiamo fatto nel rispetto della persona e dello spazio politico condiviso per anni, perché per noi persone, ideali e progetti collettivi hanno valore. Abbiamo taciuto nel rispetto della forza politica, il Movimento Cinque Stelle, a cui apparteniamo e nel rispetto delle tante persone perbene che l’hanno costruita e animata e che ancora, giorno dopo giorno e faticosamente sui territori, se ne prendono cura. Ora, tuttavia, la misura è colma e rimanere in silenzio significherebbe consentire al sedicente paladino dei valori del Movimento di continuare a infangare la forza politica che gli ha permesso di servire la Regione Basilicata per dieci anni. E per dieci anni tutto sembrava andare bene, finché il vincolo del secondo mandato non si è frapposto fra l’allora capogruppo del Movimento e le ambizioni personali. All’interno del Movimento si era aperta la discussione sul superamento del secondo mandato, ma non c’era tempo da perdere per il consigliere Leggieri, meglio candidarsi altrove, in altra lista, piuttosto che restare coerenti con i valori del soggetto politico rappresentato per anni. Così, il virtuoso Leggieri sveste i panni del pentastellato e indossa la casacca di Basilicata Casa Comune, pur di provare a giocare il terzo campionato. In tutto questo, nessun confronto con la fatidica base, a cui oggi l’audace ex consigliere si appella (magari con l’ambizione di diventare il nuovo coordinatore del M5s!)". Lo dichiarano gli esponenti del M5s Alessia Araneo, Viviana Verri e Arnaldo Lomuti. 

"L’elettorato, però - proseguono - non sembra aver apprezzato il salto della quaglia e Leggieri non ce la fa. Ora, non sappiamo se l’ex consigliere abbia rinnovato la tessera di BCC o se risulti ancora iscritto al M5s, il fatto è che, terminata l’undicesima legislatura, Leggieri è sparito dai radar: nessuna partecipazione alle attività del gruppo territoriale di appartenenza, nessuna partecipazione alle assemblee regionali, nessun supporto alla campagna elettorale del suo Comune. Nulla, a eccezione di qualche comunicato stampa rancoroso nei confronti del coordinamento regionale, reo, forse, di non aver avallato il cambio di casacca. Se questi sono i fatti comprovati, che fine hanno fatto i valori etici, morali e politici del M5s a cui Gianni Leggieri si richiama a ogni pie’ sospinto nei suoi comunicati al vetriolo?  Ah sì, quei valori sono stati seppelliti insieme alla richiesta di mini-vitalizio retroattivo depositata in Consiglio Regionale qualche settimana fa dal prode e integerrimo Gianni Leggieri, mentre in aula votavamo contro il provvedimento. Dunque, ben vengano le critiche politiche, la dialettica interna, il gioco delle parti e finanche le prediche, ma, almeno, che ci si assicuri di parlare dal pulpito giusto".

"Alle elettrici e agli elettori - concludono -  lasceremo giudicare i nostri successi o fallimenti elettorali, ma una cosa la sappiamo con certezza: non abbiamo venduto e non venderemo i valori del M5s al miglior offerente, pur di avere una poltrona in più. E continuiamo a guardare con stima e gratitudine a chi ci ha fatti sentire fiere e fieri di appartenere al M5s Basilicata, a chi non ha offeso lo spazio politico che ha rappresentato, a chi ha scelto di continuare a supportare una causa anche senza vestire i panni della rappresentanza, a chi non ha preteso ruoli in Giunta, a chi non si è fatto rimborsare le spese legali dai collaboratori per una querela ricevuta, a chi non ha cambiato casacca, a chi sai sempre da che parte trovare: grazie, Gianni Perrino".

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